Annunci alla famiglia

Comincia dall'inizio

Mary avrebbe voluto abbracciarla ma non lo fece, limitandosi a dire

– Almeno sta bene.-

Le guardo tutte, una per una negli occhi, con malinconia.

Non c'è la faceva a dirglielo. Ma Giovanna si accorse che la figlia era turbata e le domandò

– Mary, tutto bene? Devi dirci qualcosa?- inutile rimandare, tanto valeva sputare il rospo.

– Si. E non vi piacerà.-

- Dì allora, hai ammazzato qualcuno?-

- No. Mamma ascoltami seriamente. Sai questo mio amico? John. - ( nome totalmente sparato a caso nel caso non si fosse capito)

- John abita all'estero e da qualche giorno è tornato a casa. John ed io ci conosciamo molto bene, lui sa della mia situazione e così mi ha detto che se voglio, posso raggiungerlo.-

- Non ho capito.-

- Mamma gli assistenti sociali ti stanno addosso e io dopo quel che è successo con quel Vale e Holle...Non me la sento di ritornare a scuola, laggiù sanno tutto di Vale e di me. Vorrei per un po' cambiare aria ma se lo faccio mi ri bocciano e io vorrei evitare questa cosa.-

- Insomma Mary? Che vuoi dire?-

- John è il preside d'una scuola e mi ha offerto di iscrivermi da lui per migliorarmi con le lingue e ritrovarmi un posto nel mondo.-

- Cooosa?- sgomento totale, perfino Hob abbaiò.

- Senti Mamma, ho 18 anni. Voglio vivere serena. John è sposato e il preside d'una buona scuola, un mio amico. Non capisci che enorme opportunità mi si è parata davanti? Eh? Voglio finire l'anno da lui. Voglio potermi mettere il cuore in pace. Quindi, vorrei chiederti di darmi il permesso e magari di aiutarmi anche di levarmi da quella maledetta scuola, per favore.-

- Aspetta, aspetta. Mi prendi in giro? Prima sparisci e ora vuoi andartene di nuovo con un estraneo?!-

- Con John, preside d'una scuola, 42 anni due figli di 12 anni, sposato da 15 con Hiry una infermiera di 43. Lo conosco da un po'. Mamma, non voglio discutere. Io vado. Ma non voglio rancori, ho 18 anni, posso andarmene da sola non mi serve il consenso di nessuno, potevo farti una semplice telefonata e sparire. Ma non l'ho fatto. E sai perché? Perché sei la mia mamma e ti voglio bene.-

- Io non posso accettarlo.-

- Per favore mamma! Da quanto non parliamo seriamente così? Prima era tutta tristezza, tu per strada io a fare la solitaria a scuola. Io non voglio questa vita. Voglio andare in quella fottuta scuola e studiare lì. Almeno quest'anno e il prossimo. Per favore.-

- Mi credi anche tu incapace di avere un altro lavoro? Di curare i miei figli?!-

- No! Mamma guardami, guardami!-

Giovanna la guardò con le lacrime agli occhi.

 – Conosco ragazze,che si prostituiscono per loro volontà. Conosco chi lo considera un normale lavoro e chi un crimine. Io sono neutra con chi l'ha scelto per volontà. Ma tu mamma... Tu no. So che vuoi un'altra vita. Gli assistenti potrebbero aiutarti. Mamma se Giuseppe è da Frank e io sono a studiare tu avrai un sacco di occasioni!-

- Che occasioni? Io? Non farmi ridere.-

- Come che occasioni? Mamma! Non volevi fare i corsi seriali o quei corsi con un diplomino alla fine? Ora puoi! È ora di cambiare pagina mamma. Io lo sto facendo,fallo anche tu.-

Mary si girò a guardare Ornella ed Alda, ammutolite.

- Alda e Ornella, vi voglio bene. Anche voi, cambiate pagina. Quando arriverò vedrete come sarò cambiata. Devo un attimo andare in camera a raccattare quel che mi è rimasto.-

- Non ti è rimasto molto.- disse Alda

- Lo so. Ma ho un po' di denaro. Domani andrò a scuola per tentare di andarmene subito o di informarmi come fare e per prendere la mia roba. Al pomeriggio penso che andrò a raccattare qualche vestito e qualcos'altro. Da oggi, mancano tre giorni prima del volo. -

- Di già?- commentò Ornella

- Me l'ha comprato John. -

- Dove vai?- le chiese Giovanna.

Mary era già nel letto quando il telefono squillò.

Alla fine la serata si era conclusa con una fredda cena e un rigido abbraccio di gruppo. Mary era poi andata a portare il cane a pisciare ed aveva avvisato Ugo e Toby che si fermava a casa. Loro annuirono ma dissero che si sarebbero dati il turno per rimanere nei paraggi, essendo che casa sua era molto vulnerabile. Mary li ringraziò e li regalò dei dolcetti, con una partita di carta, forbici e sasso Toby perse il letto e Mary rientrò in casa.

Comunque,Mary dormiva già quando il benedetto telefono che non voleva più usare ma che Giuseppina li aveva costretto ad usare suonò. Svegliando mezzo palazzo.

Facendo scendere i santi. Facendo incavolare Mary che lo prese con l'intenzione di spegnere quella roba inutile.

Per poi fermarsi proprio sul tasto rosso "chiamata terminata" appena letto il nome: Angelo Zoretti.

- Oh cavolo! Ad Angelo mica m'è venuto in mente di farmi una scusa!- pensò Mary

– E lui sa di Carlos. Geloso com'è mi lega al letto. Il che non sarebbe neanche tanto male...-

Si bloccò di colpo. Non l'aveva pensato davvero.

- Riprenditi Mary.- scuote la testa e rispose alla chiamata.

Buona seraaaaaaaa! Eccoci qui con altro capitoletto. Sono molto contenta per due cose:

Il mio libro sta andando molto bene in diversi concorsi.

Sta sera parto per il mare.

Detto questo vi do anche una brutta notizia fino a domenica prossima non pubblicherò perché appunto sono via. Perdonatemi ma ho bisogno di una vacanza. Comunque sappiate che oramai è questione di pochi capitoli prima della fineeee. Ma non vi preoccupate, ho tante novità succose da annunciarvi una volta finito questo libro, da annunci sul sequel, ad altri tipi di progetti. Di cui uno totalmente inaspettato.

Vi auguro buone vacanze e buone letture a tutti!

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!