Capitolo 19

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Eccomi qui a parlare con voi, per l'ultima volta sui capitoli di questa storia.
È stato un percorso lungo e pieno di imprevisti, anche perché io ci mettevo molto ad aggiornare, ma comunque bello.
Spero che questa storia vi abbia coinvolti, sconvolti, ma soprattutto che vi sia piaciuta.
Perché dovete sapere che per noi scrittori è molto importate trovare qualcuno che apprezzi il nostro lavoro, anche se è una sola persona, perché significa che quel lavoro non è stato vano.
Quindi vi ringrazio per il vostro sostegno, per i voti, i vostri commenti e le vostre letture.
Mi mancherete molto, ma spero possiate apprezzare anche dei miei lavori futuri.
Un bacio e alla prossima storia, se deciderete di seguirla.

La mattina dopo era arrivato il momento di fare le valigie.
I primi a uscire dalla stanza per andare a fare colazione furono Brian e Simone, mentre Luca era ancora chiuso in camera sua.
I due amici rimasero in pensiero fino a quando Luca non uscì dalla stanza.
Ma rimasero delusi quando lo fece solo per salutare il bel bagnino, fare colazione e sollecitarli ad andarsene il prima possibile da quel villaggio turistico.
Luca voleva tornare il prima possibile a casa, riprendere la sua vita di tutti i giorni e non pensare più a colui che l'aveva turbato la sera prima.
Dopo la colazione gli amici lo accontentarono, chiamarono un taxi, ci caricarono le valigie sopra e partirono verso l'aeroporto.
Una volta lì si sarebbero dovuti separare, Luca sarebbe tornato a Rimini, mentre Simone e Brian a Londra, questo perché Brian doveva sbrigare le ultime pratiche per il trasferimento definitivo, approfittando dell'occasione anche per presentare Simone alla sua famiglia.
Tutto proseguì in maniera lineare e senza intoppi.
Una volta arrivati in aeroporto si salutari o è ognuno andò verso il proprio volo.
Luca si stava dirigendo tranquillo verso il suo posto sull'aereo, ma una volta seduto si rese conto di chi ci fosse seduto al suo fianco.

"Cosa ci fai tu qui?"
Chiese turbato l'avvocato.
"Mi pare ovvio, sono qui per te"
Disse Aspen sorridendo.
"Beh io non ti voglio qui, quindi cambia posto"
Rispose seccato Luca.
"L'aereo è pieno, anche volendo non potrei, poi non voglio"
Affermò il cantante compiaciuto.
"E cosa vuoi?"
Chiese Luca con una voglia irrefrenabile di dargli un pugno sul naso.
"Pensavo di essere stato chiaro ieri, voglio te"
Rispose Aspen sicuro di sé.
"Ormai è tardi, non sono più disponibile"
Rispose Luca mentendo.
"Parli del bagnino? So per certo che tra te e lui non c'è niente, ci ho parlato prima di venire qui. Adesso smettila di dire cavolate, perdonami e permettimi di essere tuo ancora una volta"
Disse Aspen serio guardando Luca negli occhi.
"Non lo so"
Rispose Luca vacillando.
"Non lo sai eh"
Disse Aspen pensieroso.
"No, non lo so perché mi hai fatto soffrire per anni e quando finalmente eravamo felici hai rovinato tutto"
Sbottó Luca.
"Bene, se questo è quello che pensi, sappi che me ne sbatto altamente, non ci vuole così poco per farmi arrendere. Se non è oggi il giorno in cui mi perdonerai sarà domani, io non mi arrendo"
Disse Aspen urlando.
Proprio in quel momento l'aereo atterró è Luca scappo, fu uno dei primi ad uscire.
Ma Aspen non si diede per vinto, scese dall'aereo, lo seguì, prese il taxi e si fece trovare davanti a casa sua.
Appena Luca arrivò era nero, non voleva parlare ancora con lui.
"Fammi passare, devo entrare in casa"
Disse Luca nervoso.
"No a meno ché non possa entrare anche io, dobbiamo continuare la discussione"
Disse Aspen pronto allo scontro, ma non andò come pensava.
"Fai un po' ciò che vuoi"
E dopo quelle parole Luca apri la porta di casa facendo entrare Anche Aspen.
Una volta dentro chiese:
"Perché insisti tanto?"
Chiese arrendevole Luca.
"Perché ti amo, e non come la prima volta, cento volte di più"
Disse Aspen quasi in lacrime.

Luca era immobile, fissava Aspen negli occhi, ma non sapeva cosa dire.
Non si aspettava di essere seguito sull'aereo e fino a casa, non si aspettava questa discussione e tanto meno un ' ti amo' finale.
Aspen riusciva sempre a sorprenderlo, ma era giusto perdonarlo?
Beh non esistono cose giuste o sbagliate in amore, tu fai ciò che ti senti e poi ti assumi le responsabilità di tutto quello che verrà dopo.
Basta lasciarsi andare, farsi trasportare dalla corrente e avere la forza di rischiare e mettersi in gioco, l'amore è un po' come il gioco d'azzardo.

"Ti amo anche io Aspen"
Queste furono le parole di Luca un attimo prima di prendere Aspen per le spalle, trascinarlo verso di sé, avvicinare il suo viso al suo e baciarlo come non aveva mai fatto.
Quel bacio era desiderato da molto tempo da entrambi, le scintille, le emozioni, le farfalle nello stomaco e la sensazione di esserci solo tu e lui al mondo.
Era quasi paragonabile al loro primo bacio, quando il loro amore è sbocciato per la prima volta.

Una volta che si furono staccati Luca disse:
"Da ora in poi tu non te ne vai più, rimani qui con me"
Aspen Rispose:
"Sai che non posso cancellare il tour vero?"
Ma Luca aveva già programmato tutto.
"Tranquillo, posso lavorare ai casi più semplici da casa tornando solo per le udienze, quindi verrò in tour con te. E quando non sarai in tour ovviamente starai qui con me"

Aspen felice di quelle parole gli saltò letteralmente addosso, lo abbracciò forte e non smise di abbracciarlo.
Dagli abbracci si passò ai baci e la cosa andò avanti così per così tanto tempo che inevitabilmente si trasferì in camera da letto e divenne così intensa da trasformarsi in vero e proprio sesso, il migliore che avessero mai fatto.
In fondo si dice che il sesso riparatore sia il migliore no?

Passarono i giorni e le cose tra i due sembravano andare bene.
Luca aveva informato Simone e Brian delle novità, Aspen aveva detto tutto a Sara e adesso rimanevano da informare solo i rispettivi genitori.

"Dovrei chiamare i miei genitori per informarli"
Disse Aspen.
"Già fatto, tua madre era al settimo cielo, mi ha anche detto che non vede l'ora di rivederci insieme, invece tuo padre ci ha ordinato di tornare a Londra per un fine settimana"
Rispose Luca entusiasto.
"Hai avvisato tu i miei genitori prima di me?"
Aspen mise su un finto broncio, Luca lo trovava molto tenero.
"Si piccolino, ma se vuoi tu puoi chiamare mia madre"
Disse Luca dolcemente accarezzando una guancia e facendoli tornare il sorriso.
"Posso davvero?"
Chiese Aspen.
"Si, ma vacci piano, non gli stai molto simpatico dopo tutto quello che mi hai fatto"
Disse Luca per intimorirlo, in realtà la madre sarebbe stata molto contenta.
"No, allora non la chiamo"
Disse Aspen rimettendo il broncio.
"Dai che sto scherzando"
Disse Luca ridendo.
"Sei sempre il solito, io me ne vado e ti lascio"
Disse Aspen facendo il finto offeso.
Luca allora lo attirò a sé abbracciandolo da dietro e gli sussurrò all'orecchio:
"Ormai sei in trappola, sei mio e lo sarai per sempre".

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