Capitolo 9

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Nota autrice importante a fine capitolo.

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Così rimasi a parlare con lui tutto il pomeriggio.
Quegli occhi spenti fissi sui miei.
Lui mi faceva sentire speciale, mi faceva sentire compresa, ma questo, evidentemente, il mio sguardo non lo lasciava trapelare.

Todoroki: ehm... allora-
Si schiarì la voce.
Todoroki: mio padre ha un debole per i clavicembali-
T/n: ma davvero?-
Todoroki: no -

Dalla mia bocca uscì un sibilo come "pfff".
Interiormente stavo morendo dalle risate ma,?ovviamente questo non lo mostravo.
Quel "pfff" mi fece vergognare da morire. Così girai la testa, in modo disinvolto, dalla parte opposta per nascondere l'evidente colorito rosso che le mie guance avevano assunto.

Todoroki: e quello cos'era?-
T/n: quello, cosa?-

Imitò il suono appena uscito dalla mia bocca.

T/n: non so di cosa tu stia parlando-

Era palese che stessi mentendo ma non mi venne altro in mente in quel momento.

Alzò le sopracciglia tenendo le palpebre socchiuse formando un evidente segno di ...non so come chiamarlo ma la sua espressione pareva dire "ma se non ci credi nemmeno tu...".

Todoroki: come stai?-
T/n: sembra che mi stia per scoppiare la testa-
Todoroki: vuoi una mano a metterti a sedere?-

Annuii. Ero tanto debole. E mi sentivo tanto impotente.

Lui si avvicinò lentamente a me, con un braccio mi alzò delicatamente il busto mentre mise l'altro sotto le mie ginocchia dando una leggera spinta alle mie cosce.
Dopo poco mi ritrovai con un cuscino, sotto la schiena che mi separava dal muro su cui lui stava poggiando la mano. La sua mano era lì, posizionata su quel muro così tristemente bianco e l'altra mano sul mio viso, solo con il pollice in movimento, con cui sfiorava, di tanto in tanto, la mia gota destra, ormai totalmente arrossata.
Le sue labbra erano delicatamente e dolcemente premute sulle mie.
I miei occhi c/o spalancati: sul sinistro ricadeva un ciuffo bianco, mentre il destro era ben visibile.
Stavo trattenendo il fiato.
La mano destra, con cui stavo stringendo la sua maglia, sulla spalla, per permettergli di spostarmi meglio, era andata a finire dietro al suo collo.
Dopo quella che mi sembrò un'eternità, si staccò.
Todoroki: scusami-

Scusami?!?!? Ma era impazzito?

T/n: io...-

Non riuscii a finire la frase. Non sapevo cosa dire, ero rimasta spiazzata da quel gesto... che gli era saltato in testa?
Ma soprattutto, significava qualcosa?

Appena dopo che ci scambiammo quelle parole, entrò un'infermiera.

Infermiera: ti basteranno cinque giorni per riacquistare abbastanza forza per essere dimessa. Quindi dopo la riabilitazione potrai tornare a casa. Iniziamo domani.-

L'infermiera sorrise e uscì dalla stanza.

Todoroki: beh, io vado-
T/n: va bene-

Ed uscì lasciandomi sola con i miei pensieri.

-

Cinque giorni passarono in fretta: tra le visite di Todoroki e la riabilitazione il tempo sembrò volare.
Mi aveva chiesto se volessi essere riaccompagnata a casa, ed io avevo apaticamente risposto "fa come ti pare".
Fatto sta che mi ritrovai sulla strada di casa, affiancata da quell', ormai dovetti ammetterlo, affascinante ragazzo.
Continuammo a scambiarci parole e sguardi.
Arrivati a casa, suonai il campanello, sapendo che mia madre fosse in casa a quell'ora, ma forse mi sbagliai dato che ad accogliermi fu quel pazzo del mio patrigno, con il suo solito sorrisetto sadico sulla faccia.

T/n: che ci fai qui?-
Il "caro" Tsuki dovette rispondere a tono, altrimenti il mio amico ci sarebbe cascato e sarebbe tornato a casa:
Tsuki: tua madre è ancora al lavoro, ti punirò per essere stata via per così tanto,sai?-
Indietreggiai andando a sbattere addosso a Todoroki, che aveva assistito alla scena.
Poi si rivolse direttamente.

Tsuki: se non ti dispiace...potresti tornare a casa?-
Scossi la testa, sperando che Todoroki la vedesse, ma credo ormai avesse le idee chiare.

Todoroki: no.-
Il mio patrigno sembrò sbiancare.

Todoroki: nel tragitto. Ho palesemente chiesto a T/c di poter rimanere a dormire da lei, e lei mi ha risposto che potevo. Quindi non me ne vado.-
Io rimasi attonita, non era vero che me l'avesse chiesto, probabilmente si dev'essere accorto della situazione e, davvero, non avrei potuto chiedere di meglio.

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Ok basta. Sono stata troppo su questo capitolo. Tanto poi revisionerò tutto.
Ho finito gli esami e sono uscita con 9 quindi ora ho anche più tempo per scrivere...
È corto come capitolo però sto scrivendo un'altra storia: TIME HAS NO BEATS. Leggetela vi prego. Mi sto scervellando in una maniera assurda per definire la trama e il primo capitolo, anche se corto, è già uscito, vi prego ho davvero bisogno di pareri.

Quel sorriso ||TODOROKI SHOUTO X READERDove le storie prendono vita. Scoprilo ora