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Next To Me - Imagine Dragons


Harry


Mi fermo davanti al portone principale del palazzo e mi accorgo che esso è già aperto, lasciato probabilmente così da qualche condomino.

Louis, dietro di me, sbuffa. «Perché mi hai trascinato qui?»

«Io non ti ho trascinato da nessuna parte. Sei tu che ormai mi segui come se fossi il mio cane», ribatto.

«Vero», aggiunge Liam.

Lo fulmino con lo sguardo. «Vale anche per te.»

Si ammutoliscono entrambi nel momento stesso in cui mi infilo dentro l'edificio, non badando più a loro. Ormai mi sto abituando alla loro presenza costante, anche se non mi dispiacerebbe rimanere da solo, qualche volta.

Saliamo silenziosamente le scale e mi fermo non appena arriviamo al terzo piano; l'appartamento di Alan dovrebbe essere il secondo sulla destra e suono il campanello.

«Non sapevo che Alan abitasse qui», commenta Louis. «Ce lo vedevo di più a fare l'eremita in mezzo al bosco.»

Stringo le labbra per evitare di scoppiare a ridere. Non posso dare torto a Louis, in effetti; Alan sembra davvero un lupo solitario.

La porta viene aperta e davanti a me sbuca proprio lui, che corruga subito le sopracciglia. «Ragazzo», esordisce. «Cosa diamine fai, qui?»

«Devo parlarti. Posso entrare?»

Lancia un'occhiata ai due alle mie spalle e, seppur scettico, annuisce lentamente. «Ci sono anche gli altri. Entrate pure», risponde, spostandosi per permetterci di superarlo.

Avanzo con Liam e Louis dietro di me, che nel frattempo salutano Alan. L'appartamento è luminoso, l'arredamento è perfino curato in ogni dettaglio e sorrido. A prima vista, Alan non sembra il tipo di uomo che si preoccuperebbe di abbinare le sfumature dei mobili. Non che ci voglia esattamente un genio per accoppiare il bianco, il grigio e il nero, comunque.

«Gli altri chi?» chiede Louis.

«Tua madre, Theo, Dominic e Jenna», spiega.

Prima che possa domandare altro, sento delle voci che riconosco provenire dalla cucina e, senza esitare, svolto in direzione di essa, sulla sinistra. Seduti intorno al tavolo di legno grigio, infatti, ci sono tutti loro che si voltano immediatamente per guardarmi. Non sapevo che mia sorella fosse già arrivata, ma ho ignorato le sue telefonate di questa mattina e il suo trasferimento mi era completamente sfuggito dalla mente.

Jenna si illumina e si alza in piedi, venendomi incontro. «Ciao, stronzetto», dice, sollevandosi per scompigliarmi i capelli come è suo solito fare. «Grazie per non avermi calcolata.»

«Stavo lavorando», rispondo con un'alzata di spalle.

Louis e Liam mi affiancano. Vedo Daisy sospirare e Theo alzare gli occhi al cielo. «Perché siete tutti qui?» domanda lei severa, portandosi le mani sui fianchi.

«Tecnicamente dovrei parlare con Alan», ribatto.

I miei occhi intercettano Dominic che mi sorride. Gli faccio un cenno con la testa, ma non ho la minima intenzione di prestargli più di tanta attenzione. Io non sono mia sorella; con me, i suoi metodi che celano la sua mea culpa non funzionano.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora