12

30.1K 1.8K 1.4K
                                    



Complicated - Avril Lavigne

Charlotte

A farmi spalancare gli occhi non è il suono della sveglia, né tantomeno Cindy che fa cadere pentole dalle mensole. Apro le palpebre perché ho dormito praticamente nulla, forse solo un'ora o due, ma scatto a sedere quando mi accorgo che qualcuno bussa contro la porta dell'appartamento. Lancio così un'occhiata all'orologio da polso: sono le cinque del mattino, un orario insolito per ipotetiche visite.

Scendo dal materasso e rabbrividisco non appena i miei piedi nudi toccano il parquet; avanzo titubante fino alla porta e guardo attraverso lo spioncino. Corrugo la fronte, riconoscendo la persona dall'altra parte, ed apro.

«Zio Alan», farfuglio, con la bocca ancora impastata.

«Ciao, Charlotte», risponde con un sorriso.

Mi stropiccio gli occhi e soffoco uno sbadiglio; intravedo una sagoma scura ai piedi di Alan e assottiglio le palpebre per mettere a fuoco. Mi accorgo della presenza di un animale dalle dimensioni spropositate e sobbalzo.

«Ti ho portato un nuovo amico», continua lui, indicando il cane al suo fianco.

«Cosa...»

Alan mi supera ed entra dentro il mio appartamento, senza darmi la possibilità di proseguire. Il cane gli trottola dietro, fermandosi non appena Alan si blocca al centro del salotto. Richiudo lentamente la porta, confusa e ancora assonnata, e guardo l'animale; in effetti, potrei ancora star sognando.

«Stavi dormendo?»

«Sono le cinque, direi proprio di sì», affermo. «Perché hai portato un cane?»

Si piega sulle ginocchia ed accarezza lo spazio tra le orecchie dell'animale, che rimane rigido e mi fissa.

«Non è un cane qualsiasi», spiega, rimettendosi dritto. «È un pastore tedesco di due anni e quattro mesi, sano e forte. È un agente a tutti gli effetti. È stato addestrato da un dipartimento speciale della CIA. È il migliore. Si chiama Shere Khan

Non mi sfugge il suo tono di voce particolarmente compiaciuto.

«Come la tigre?» chiedo.

«Esatto. Ho scelto io il nome perché da piccola ti piaceva "Il libro della giungla"

Ci metto un po' per comprendere il senso delle sue parole. Sollevo le mani e scuoto la testa. «Oh, no. Non ho tempo per prendermi cura di un cane.»

Non ho mai posseduto un cane perché mia madre non sopporta i peli in giro per la casa e preferisce i gatti, proprio come mia sorella, a differenza mia e di mio padre.

«Non ti richiederà molto tempo, tranne per fare i suoi bisogni, ovviamente.»

«Alan, no.»

«Non hai molta scelta, Charlotte. L'ho fatto addestrare appositamente per starti dietro. In caso di pericolo, sai.»

L'animale zampetta cauto verso di me e mi annusa i polpacci. «Vedi?», prosegue Alan. «Sa già chi sei.»

«Non ho la minima intenzione di far sacrificare un cane per me!», esclamo.

Shere Khan si siede davanti ai miei piedi, fissando un punto impreciso oltre zio Alan.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora