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River - Eminem & Ed Sheeran


Harry

Se mesi fa mi avessero detto che avrei avuto voglia di dare un pugno a Sean, non ci avrei creduto. E invece, adesso, mi ritrovo seduto sul divano dell'appartamento di Charlotte, mentre fisso lui che occupa l'estremità opposta ed ho seriamente voglia di dargli un pugno per far scomparire il sorriso dal suo viso. Cindy, seduta a gambe incrociate sul tavolino da caffè, ci studia come se fossimo due topi da laboratorio.

Prima d'ora, non avevo mai considerato Sean come un ipotetico problema. Mai e poi mai avrei immaginato una specie di tresca fittizia tra lui e Charlotte e questo mi fa imbestialire. Devo aver sottovalutato il sex appeal dell'uomo maturo e tutte quelle stronzate che ogni tanto le donne tirano fuori quando devono dare spiegazioni riguardo le loro scelte in fatto di sesso opposto. Perché mi rifiuto di credere che l'interesse che Charlotte sta dimostrando per lui vada oltre questo; so che potrebbe essere possibile, ma non voglio neanche prenderlo in considerazione.

Però, ammetto di essere curioso di sapere come reagirebbe Alan, se solo dovesse sospettare una cosa del genere; con lui, anche Daisy e Theo, ovviamente. Dubito che ne siano già al corrente.

«Avete fame?», domanda Charlotte, facendo capolino in salotto. I capelli chiari ora sciolti ed il segno del trucco sotto gli occhi, ma rimane comunque bellissima.

«No, grazie», risponde Sean, senza smettere di sorridere.

Lei mi guarda ed io scuoto la testa. «Volete un tè, allora?», prosegue.

«Proporrei la camomilla», si intromette Cindy. Non capisco cosa ci trovi di divertente in tutto questo, ma è ovvio che stia intercettando qualcosa che a me sfugge.

Non mi passa inosservata l'occhiataccia che Charlotte le riserva.

«A pensarci bene, un tè sì, grazie», risponde invece Sean.

Lei annuisce e torna in cucina. Approfitto del momento per alzarmi in piedi, sotto gli occhi di Sean e Cindy. Li evito entrambi e raggiungo Charlotte che, sollevatasi sulle punte, prende un paio di tazze bianche e le posa sul piano cottura. Sa che sono qui, me ne accorgo dal modo in cui irrigidisce le spalle ogni volta che mi avvicino e questa cosa, che potrebbe apparire come se fosse niente, mi regala più sicurezza. Se le fossi indifferente, non reagirebbe così. Può tentare di illudermi con le parole, può blaterare quanto le pare riguardo Sean, ma sono un medico. Conosco il corpo umano, so come reagisce agli stimoli esterni. In questo caso, il suo corpo reagisce a me, che sono lo stimolo.

«C'è qualcosa che non va?», borbotta, dandomi le spalle.

«No.»

La sento sbuffare. Sembra mi voglia dire che la mia presenza la irrita, ma io so che non è così. È solo un riflesso delle mura che ha innalzato intorno a se stessa.

«Vuoi del tè oppure no?»

Sorrido. «No, grazie.»

«E allora cosa vuoi?»

«Niente.»

Sbuffa di nuovo e continua a farlo anche quando mette l'acqua a scaldare sul fornello. Io, invece, mi siedo su una sedia e la osservo.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora