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No Tears Left To Cry - Ariana Grande


Charlotte

«Avanti, dormigliona, apri gli occhi o ti butto giù dal letto a calci», mi avverte la voce di Cindy.

Borbotto un insulto, afferro il cuscino e mi copro il viso con esso, strozzando uno sbadiglio contro la stoffa bianca che profuma di pulito.

«Devi lavorare», prosegue, scostando bruscamente le coperte che avvolgevano il mio corpo fino ad un secondo fa.

«Fottiti», farfuglio, con la voce ancora impastata dal sonno.

«È il quarto giorno che devo costringerti a svegliarti. Si può sapere cosa ti prende?», domanda.

«Lasciami morire.»

La sento che sbuffa. Artiglia il cuscino e, con uno strattone, lo strappa dalle mie mani, lanciandolo poi chissà dove. Mugolo indispettita e mi sistemo a pancia in giù, nascondendo la faccia nel lenzuolo.

«Scusa, ma se avessi voluto un figlio da accudire, avrei chiesto a Louis di ingravidarmi.»

Ridacchio e mi sollevo a sedere con uno sforzo quasi sovrumano. La mia testa pare sul punto di scoppiare da un momento all'altro e mi stropiccio gli occhi. Il mio stomaco brontola e sbadiglio sonoramente; il tutto, sotto lo sguardo accigliato di Cindy.

«Ho fame.»

«Ti ho già preparato il caffè. Mi pare ci sia anche un avanzo della torta che ho fatto due giorni fa. Altrimenti, ci sono sicuramente dei cereali», risponde pacata.

«Ho sonno.»

«Hai rotto, ho capito.»

«Voglio fossilizzarmi in questo letto. Chiama Daisy e dille che mi sento male», continuo, per poi sdraiarmi nuovamente a pancia in giù.

Cindy sbuffa di nuovo. Passa a malapena una manciata di secondi e mi spinge giù dal letto, facendomi capitombolare dolorosamente sul parquet con tanto di urlo.

«Ahia», biascico poi, massaggiandomi la fronte.

Lei si butta sul materasso e mi osserva dall'alto. «Non sarai mica incinta?»

«Mi è appena passato il ciclo. E, a prescindere, non faccio sesso da più di due mesi. Direi che le possibilità si riducono drasticamente.»

Mi alzo in piedi e mi stiracchio. La verità è che sono ormai quattro notti che non chiudo occhio. Riesco a riposare solo dopo l'alba. Potrei ricondurre questo ai dolori mestruali che ho avuto fino a due giorni fa, ma la verità è che continuo a pensare ad Harry.

Dovrei sentirmi almeno un po' sollevata, dato che non è comunque ancora apparso in ospedale, ma riesco solo a percepire irrequietezza ogni volta che metto piede nel reparto di Medicina Interna. Ho sempre l'ansia alle stelle per il timore di vederlo spuntare da dietro qualche angolo. Se così dovesse accadere, non saprei come comportarmi.

In fondo, però, la cosa che più mi pare ovvia è che sia venuto a Boston solo per fare visita a Daisy, Louis e gli altri. Seattle non è poi così lontana, basta un volo in aereo per tornare qui.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora