2.La bugia più grande

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CAMERON POV'S

"Mi vuoi aiutare?!" mi urla contro mia sorella, cercando di far smettere di piangere la piccola Jess.
"E cosa dovrei fare,scusa?" chiedo alzando il tono della voce, agitato.
"Non scusarti e prendi in braccio questo mostro"dice mettendomi tra le braccia mia nipote.
"Ma è tua figlia"la rimprovero, pur sapendo che non è seria.
"Mi fa salire i nervi. Ci sono momenti che mi chiedo chi me l'ha fatta fare di essere mamma a 19 anni"dice frustrata, sedendosi, mentre io riesco a far calmare la bimba.
"Beh avresti potuto non sco-"mi interrompe subito.
"Zitto, non puoi parlare proprio tu"dice guardandomi "Chissà quante ne avrai ingravidate"sbuffa contrariata.
"Per quanto ne so io, nessuna"rispondo tranquillamente.
"Non puoi comportarti così, lo sai vero?"chiede seria.
"Cosa vuoi dire?"chiedo confuso, sedendomi sul divano ,con Jess in braccio.
"Lo sai bene, Cam. Da quando Jane è andata via non fai altro che ubriacarti e portarti a letto una ragazza diversa ogni giorno. Devi smetterla, questo non è vivere. Lei non vorrebbe questo per te"mi dice, ed io abbasso lo sguardo.
"Se non avesse voluto questo per me sarebbe dovuta rimanere qui, con me. Non sarebbe dovuta finire in Italia, lontana da tutti noi. E puoi stare tranquilla, non le importa un cazzo di me e di quello che faccio della mia vita!"dico agitandomi, rimettendole la bambina in braccio ed uscendo come una furia da casa sua e di Nash.

Se davvero a Jane fosse importato qualcosa di me e della mia vita, di certo non sarebbe andata via senza una ragione valida. Mi sembra ovvio che, a quanto pare, non sono stato abbastanza importante all'interno della sua vita.
Peccato che lei sia stata, è, e rimarrà sempre una parte fondamentale della mia...

JANE POV'S

"Come state?"chiedo ad Eli e Nash, in video chiamata.
"Bene penso"risponde Nash ,ridendo "Diciamo che la bambina ci mette un po' in difficoltà"continua poi.
"Penso sia normale, ma voi siete dei genitori stupendi e sono sicura che stiate facendo un ottimo lavoro con Jess" dico io,sorridendo.

Jess è una bambina stupenda, la amo anche se non posso vederla da vicino. Quando è nata sono corsa subito a Miami e, arrivata in ospedale, piangevo per la gioia di vedere quella piccola creatura tra le mie braccia. Ovviamente ho visto Cameron, che ha cercato in ogni modo di farmi tornare a Miami. Ricordo ogni singola parola:

"Forse tu non capisci quanto io ci stia fottutamente male. Da quando sei andata via mi hai completamente ignorato, non rispondendo ai miei messaggi e alle mie chiamate. Cosa ti ho fatto, Jane? Cosa ho fatto di tanto grave da meritarmi tutto questo? Da meritarmi la tua indifferenza? Eppure, mi sembra che sia stata tu ad andare via senza un motivo vero e proprio! E non dire che l'hai fatto per il mio bene perché, se davvero tu fossi stata preoccupata per me, saresti rimasta qui, perché lo sai che io senza di te non so stare. Perché lo sai che ogni singolo respiro lo dedicavo, e lo dedico a te. Perché sai che ogni momento della mia vita, da quando ti conosco, lo passo pensando a te, ai tuoi occhi, alle tue labbra, a noi. Perché tu lo sapevi bene che sarebbe finita, sapevi perfettamente che non sarei stato in grado di implorarti di tornare da me perché ,nonostante il fatto che io ti ami come non ho mai amato nessuno in vita mia, ho un carattere così di merda che non riuscirei a pregarti, perché io non ho mai dovuto chiedere la pietà di nessuno...Però tu sei stata la persona a cui ho sperato di fare pena, in un certo senso, perché avresti potuto cambiare idea a restarmi accanto, ma non l'hai fatto. Non ti ho fatto pena e, per la prima volta in vita mia, avrei preferito che mi vedessi come un debole invece di ignorarmi come stai facendo da mesi"

Sapete cosa ho fatto dopo avergli sentito dire tutto questo? Ho fatto la cazzata più grande della mia vita. L'ho guardato e,con gli occhi lucidi, gli ho detto:

"Io non ti amo più"

La peggiore bugia che abbia mai detto in vita mia perché, anche se per un lato vorrei tanto non farlo, io lo amo in una maniera incredibile. Lo amo da quando mi ha guardata per la prima volta. lo amo perché, beh non so spiegarlo bene, ma so che lo amo per mille motivi. Lo amo tanto, forse troppo, ma non posso farne a meno, perché lui è come una droga per me, crea dipendenza e tutto questo tempo senza di lui mi fa male, ma farebbe più male saperlo in pericolo.

Dopo quelle parole lui mi ha guardata in un modo strano. Aveva le lacrime agli occhi ma aveva un piccolo sorriso sulle labbra, un sorriso che sembrava sincero, forse vittorioso. e poi ha parlato:

"Con questa grande cazzata ho la conferma che mi ami e, puoi starne certa, prima o poi scoprirò il motivo per cui hai deciso di scappare da me"

E poi andò via. Avrei voluto fermarlo e dirgli che no, non lo amavo, che non era una cazzata e che non lo avrei più voluto vedere, però non ci riuscivo: era già difficile mentire a lui, mentire a me stessa mi risultava impossibile...

"Tutto okay, Jane?"mi chiede Eli, notando la mia distrazione.
"Ehm, si certo, tutto bene"rispondo, sorridendo falsamente.
"Come stai?"chiede la mia amica.
"Bene"mento.
"Come va con la tua carriera da cantante? E' faticoso?"chiede Nash.
"No, per niente"mento.
"Stai bene in Italia?"chiede Eli.
"Magnificamente"mento.
"Senti Jane, ti manca Cameron?"chiede Nash, con tono basso.
"No, ormai è finita, penso di averlo dimenticato" mento. E mento in una maniera assurda...

Saluto mio fratello ed Eli e mi getto sul letto. Per fortuna questi giorni non ho concerti perché altrimenti sarei sfinita. E' strano dirlo ma, tutto questo successo e questa fama, non mi piacciono. Cioè, è bello sapere che la mia musica arriva alle persone ma io non sono abituata a tutto questo, è qualcosa di più grande di me e,sinceramente, non so se riuscirò a continuare con questa vita piena di impegni: concerti, interviste, servizi fotografici, registrazioni, prove e tanto altro.
Ci metto tutta me stessa per non montarmi la testa e,fortunatamente, ci riesco. Mi basta ricordarmi che sono semplicemente Jane, una ragazza normale che,si ne ha passate tante, ma continua ad essere la ragazza che cantava da sola in una stanza, senza nessuno che lo guardasse o ascoltasse.
Ci sono momenti in cui vorrei fare le valigie e tornare a casa dai miei amici, dalla mia famiglia, da Cam... Però mi ricordo il motivo per cui sto facendo tutto questo e mi riprendo.

Ormai è fatta, non si può tornare più indietro... Penso.

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