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Thrift Shop - Macklemore & Ryan Lewis


Harry

Le luci stroboscopiche iniziano ad infastidirmi e sbuffo per l'ennesima volta, mentre aspetto Alan e Tristan che non ho idea di dove diamine si siano cacciati. Io odio i ritardi, non sopporto attendere le comodità di qualcun altro.

Mi guardo intorno, un po' spaesato; questo posto è gremito di persone che, drink alla mano, ballano e scherzano tra loro.

«Ehilà, bambolina», esordisce una voce maschile alle mie spalle.

Non mi volto neanche perché so già di chi si tratta ed aspetto pazientemente che prenda posto nella sedia libera al mio fianco. Ha i capelli biondi legati in un ridicolo codino ed il solito sorriso spavaldo ad increspargli le labbra.

«Tristan», dico asciutto.

«Signorina», ricambia il saluto, prendendomi in giro. «Hai un palo in culo, oggi, eh? Brutta giornata?»

«Non è mai una buona giornata quando sono costretto a passarla con te.»

Sobbalza teatralmente e si porta una mano all'altezza del cuore. «Le dolci signorine come te non parlano in questo modo.»

«Smettila», lo avverto con tono monocorde. «Non sono in vena.»

«E in arteria?»

Mi volto lentamente verso di lui giusto per lanciargli un'occhiataccia, alla quale risponde con un occhiolino.

«Amica mia», continua, battendo una mano sulla mia schiena talmente forte che sbalzo in avanti. «Tu hai decisamente bisogno di inzuppare il biscotto.»

Roteo gli occhi, già stufo della sua presenza. Lo sopporto ormai da due mesi solo perché sono costretto a farlo. Fa parte della CIA, è stato ingaggiato da Alan poco prima della nostra partenza, e so bene di avere possibilità quasi inesistenti di atterrarlo con un pugno, nonostante la voglia sia comunque tanta. Non che non sia simpatico, ma, la maggior parte delle volte, esagera.

«Dove si è cacciato quel vecchio bastardo?», domanda poi, riferendosi ad Alan che, come da prassi, è in ritardo.

«Non lo so. Ha chiesto di incontrarci qui a mezzanotte, ma è già passata mezz'ora», spiego.

«Magari è stato fatto fuori dai servizi segreti inglesi», suggerisce.

«Non dire stronzate. Dovevano passargli solo alcune informazioni.»

Se qualche mese fa mi avessero detto che avrei fatto ritorno in Inghilterra sotto falsa identità e alla ricerca di Cleo, sarei scoppiato a ridere. Invece sono realmente qui, ad attendere Alan con le presunte nuove informazioni. Le prime soffiate sostenevano che Cleo si trovasse a Parigi ma, una volta lì, dopo settimane di ricerca, ci siamo resi conto che ci aveva fregati. Così, siamo arrivati a Londra per tentare di trovare un accordo con gli inglesi perché, a quanto pare, Cleo si trovava proprio qui due settimane fa ed Alan spera che non si sia spostata nuovamente.

Bevo un sorso del drink e continuo ad osservare le persone presenti in questo locale, che sono ben lontane dalla sobrietà. Un secondo dopo, il mio bicchiere sparisce dalla mia visuale e mi volto verso Tristan, che se l'è già scolato tutto.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora