Cattivi compagni

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Lunedì...

Mary non aveva affatto perso le sue abitudini mattutine, anzi.

Si svegliò, si vestì, andò in cucina dove si lavò e preparò collazione per lei e Hob. Diede una spazzata veloce al pavimento e riordinò un po' il salotto per non farlo sembrare proprio un cesso più grosso del normale. Portò Hob a fare i suoi bisogni e si preparò lo zaino. Quella era un abitudine un po' persa ma alla fine ebbe lo zaino pronto con dentro il portafoglio, per sicurezza. Bene, sembrava tutto apposto a parte il fatto che non aveva una giustificazione e i vestiti da lavare. La giustificazione era il meno, la falsificò in un modo non troppo mal fatto anzi era ancora decente la falsa firma, poteva solo sperare che i professori non si soffermassero troppo a leggere. I vestiti, beh lì fu un po' complicato. Alla fine, decise che i jeans strappati erano di moda ( ed effettivamente lo erano), fregò una canottiera con due mega buchi ad Alda ( ringraziando il cielo che non aveva ginnastica), una maglia a maniche lunghe nera e spessa a sua madre ancora ammissibile, si mise la sua cintura, la felpa e si accorse che non aveva le scarpe. Ma le andò bene, nascosti sotto il letto c'erano li stivaletti neri di sua madre, molto carini che metteva solo in situazioni di una certa importanza cioè quasi mai. Li fregò anche un paio di calzini bianchi, mise la giacca e fu pronta. Di certo adesso sapeva che aveva veramente bisogno di rinnovare il guardaroba, buona parte dei vestiti che aveva non gli andava più. Magari, quando Carlos le avrebbe sganciato qualche soldo qualcosa trovava anche se doveva ammettere che con l'ultimo viaggio aveva guadagnato un bel bottino, seppur non in modo felice. Vabbè ci avrebbe pensato in un altro momento. Preso lo zaino e disse

- Io vado mi raccomando Vic!- poi si fermò di colpo. Vic, non c'era più. Tra il weekend e quella mattina era soltanto la decima volta che succedeva. Sentì le lacrime stuzzicarli gli occhi ma le trattenne, salutò Hob ed uscì.

Fu solo appena prese il primo bus e anche per il fatto che c'era Ottavio quindi no aveva da chanchare che guardò il telefono. Qualche messaggio di sua madre

( Stai bene? Mangia e sta a casa questa era la loro essenza) e l'audio di Angelo. Erano solo in tre su quel pullman e seduti a debita distanza ognuno dall'altro ma decise comunque di ascoltarlo con le cuffie.

Sentì tre voci un po' confuse, Angelo, una donna che non era la governante e un ragazzo che non era ne il cameriere ne il maggiordomo giovane. Non si sentiva molto di quello che dicevano ma riuscì a capire il nome di sua madre, quello di Giuseppe e il suo seguito da un "potenziale pericolo" ripetuto da Angelo che non si sa che cosa si era fumato, questo Mary lo capì bene, dichiarò che lei e lui erano andati a letto insieme due volte! Due volte! E l'altra voce maschile li faceva i complimenti! Poi sentì la donna chiedere ad Angelo quando si incontravano e lui disse qualcosa come merenda. Alla fine sentì dei rumori di passi e una porta chiudersi poi di nuovo la voce stavolta udibilissima di Angelo

- Adesso sei obbligata a dirmi chi è quattr'occhi e su cosa lo devi informare.- e l'audio terminava lì. Ma che diavolo? Fu il pensiero di Mary. Va bene, Angelo era fissato su Carlos questo l'aveva capito ma che c'entrava lei e la sua famiglia con potenziali pericoli? Con merende e incontri? Ma soprattutto, che cacchio era andato a dire che loro due, proprio loro due Marianna Farfallone ed Angelo Zoretti, erano andati a letto? Nel senso più intimo della parola? Ma cosa si era fumato seriamente? Era talmente arrabbiata che si dimenticò di Vittoria. E no, adesso la sentiva.

Non aveva trovato il caso di aspettare Angelo fuori, così era entrata del prescuola dove aveva dovuto dare una spiegazione lunghissima alle bidelle sul perché delle sue assenze. Ma alla fine si era liberata ed aveva raggiunto gli altri agli armadietti, ecco perché non trovava il libro di letteratura ne di geometria, c'è li aveva ancora li dentro! Che genio.

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