Mi sono innamorata in inverno.

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Mi sono innamorata in inverno. Non quando nevicava, non quando pioveva ma quando c'era solo quel cielo grigio e quel vento freddo che ti graffia le guance e la nuca, quella luce pallida.

Mi sono innamorata di quegli occhi verdi pieni di storie in contrasto con quel viso da bambino, mi sono innamorata di quella spontaneità, quella spensieratezza che ostentava e che quasi invidiavo, desiderando di stargli accanto per imparare come faceva.

Mi sono innamorata di un ragazzo che sapeva farmi ridere, non pensare a niente. Mi sono innamorata di un ragazzo che ha sopportato senza lamentarsi i miei sbalzi d'umore, le mie crisi, le mie paranoie, i miei pianti, e che nonostante questo non si è mai allontanato di un centimetro.

Mi sono innamorata di un ragazzo dolce quasi da voltastomaco che da un giorno all'altro ha smesso di chiamarmi 'amore', baciarmi di fronte a tutti in piazza, sollevarmi da terra dopo avermi afferrato al volo in una delle mie corse da bambina.

(Oh, quanto fa male.)

Mi sono innamorata quando questo non c'era più, di fronte al ricordo di tutte le premure e le cose belle che non avevo mai apprezzato quando le avevo davanti, prima che sparissero. Mi sono innamorata controtempo, pretendendo di poter andare controcorrente, e mentre lui andava avanti io volevo tornare indietro.

Mi sono innamorata quando non avrei dovuto, di chi non avrei dovuto. E più mi faceva male più continuavo a seguirlo, cercarlo, amarlo senza volere mai smettere.

Mi sono innamorata sempre di più mentre lo seguivo a perdifiato in una delle sue corse sfrenate contro il tempo e contro la vita, corse che l'avrebbero portato lontano da tutto e da tutti, inclusa me; solo ogni tanto, quando le mie grida si facevano più forti e lui riusciva a sentirmi e si ricordava di me, per poco si girava, spalancando gli occhi sorpreso della mia ostinazione a corrergli dietro che ancora non m'abbandonava: mi prendeva, mi stringeva a sé grato dalla mia devozione, e poi si staccava brusco, mi chiedeva di andarmene, dimenticarlo, e riniziava a correre.

Aveva paura, una paura forte che gli impediva di restare, fidarsi persino di me che non mi sono mai mossa di un centimetro più lontano da lui, ma se mai più vicino; aveva paura di un sentimento che non pensava potesse esistere perché niente nella sua vita glielo ha mai provato.

Per lui niente dura, tutto cambia e svanisce senza tanti perché, in un battito di ciglia; vive in equilibro in questo disordine perenne, senza niente di fisso a cui affezzionarsi.

Nella sua vita non c'è spazio per me.

T // storia di un amore tristeRead this story for FREE!