Prologue: Not Exactly Grey's Anatomy

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"Il solito, Claire?".
Sorrido leggermente alla voce familiare di Michael, il suo volto come un faro nella notte dopo una giornata disastrosa passata a litigare con anziani che non hanno proprio capito che io non lavoro come receptionist per puro divertimento, facendomi così impazzire dalle nove del mattino fino alle otto di sera.
L'unico pensiero che mi ha tenuta in piedi e con una vaga voglia di vivere per tutto questo tempo è stato quello della tequila, e comincio a pensare che sarà un miracolo se non finirò per diventare un'alcolizzata entro sei mesi.
"Doppio, ti prego" sospiro, posando borsa e giacca sullo sgabello accanto al mio sedendomi al bancone, facendo scoppiare a ridere Michael che scuote piano la testa tra sè e sè.
Michael sa di famiglia, per me.
Sarà che mi ha vista nei miei momenti peggiori (come alla fine di un turno di dodici ore filate), o sarà perché siamo stati a letto insieme qualche volta negli anni, ma sono cresciuta con lui, e adesso Michael è a tutti gli effetti un membro della mia famiglia.
Di sicuro fa per me più di quanto non faccia mio padre, ma ci vuole poco.
"Brutta giornata?" Domanda, versando la tequila in due bicchierini, passandomeli prima di versare del whiskey in uno di quei bicchieri bassi che sono presto diventati i miei preferiti, mentre io annuisco piano, sciogliendo i capelli scuri dallo chignon che sono costretta a fare, guardandoli ricadere sulle spalle.
"Terribile. I vecchietti provano uno strano divertimento nel farmi impazzire... Per non parlare degli spagnoli! Dio, loro sono terribili. Dicono una cosa e ne intendono un'altra" sbuffo, massaggiandomi piano la nuca prima di buttare giù il primo shot di tequila, arricciando il naso sentendola andare giù.
Poso il bicchierino capovolto sul bancone, riaprendo gli occhi per vedere Michael sorridermi divertito: "sai, in un certo senso mi ricordi Meredith di Grey's Anatomy".
Scoppio in una risata a quelle parole, ricordando tutte le serate passate a guardare insieme il nostro medical drama preferito quando andavamo ancora al liceo e all'università, sognando uno un amore come quello tra Meredith e il dottor Stranamore e l'altra una brillante carriera nella medicina.
E alla fine, siamo finiti per diventare barista e receptionist.
Buffa la vita, buffa e anche un po' stronza.
"Peccato che la mia vita non sia esattamente come la sua in Grey's Anatomy. Bevo per dimenticare non un amante bello come il sole, ma le crisi isteriche di una spagnola che mi ha urlato contro per un'ora perchè voleva la camera più grande che avevamo senza però pagare il prezzo di una suite" sospiro, buttando giù anche il secondo shottino sotto lo sguardo di Michael, che mi passa il bicchiere di whiskey.
"Luke l'hai più sentito?" Domanda, facendomi quasi alzare gli occhi al cielo alla sua menzione.
Quasi, perchè purtroppo Luke è amico anche di Michael, motivo per cui non posso essere troppo cattiva.
"Mi continua a chiedere di uscire, e ogni mattina mi manda il buongiorno. Da quando mi ha confessato i suoi sentimenti e gli ho detto che non cerco una storia d'amore, è convinto di riuscire a farmi cambiare idea mostrandosi come il fidanzato perfetto. Non ha capito che io non cerco un fidanzato perfetto, cerco sesso" spiego brevemente, gesticolando, facendo scuotere piano la testa a Michael che asciuga qualche boccale di birra vuoto.
"Sei una mangiatrice di uomini, Claire".
"Quindi sarebbe mia la colpa?" Domando, esasperata "io lo dico subito che non cerco una storia d'amore ma solo qualcosa di fisico, ma puntualmente i ragazzi se ne escono con i loro 'ti amo' o, peggio, con le coccole post sesso. Scusami, ma se volevo le coccole mi prendevo un cucciolo. A me interessa andare, venire e chi s'è visto s'è visto. Possiamo essere amici, certo, ma già solo la parola 'amanti'... Non ho amore da donare".
"Secondo me è perchè non l'hai mai provato, per questo parti prevenuta" commenta Michael, facendomi alzare gli occhi al cielo.
"Perchè non mi interessa. Non ho tempo, non ho voglia, non ho testa e, soprattutto, non ho cuore" concludo, prendendo un sorso del mio whiskey, passandomi poi una mano tra i capelli che, ovviamente, con l'umidità si sono arricciati.
Non presto molta attenzione allo sgabello accanto a me che viene spostato, concentrata come sono sui miei pensieri, quando una voce calda e leggermente roca mi allontana dal mio meditare, riportandomi al presente.
"Quello che ha preso la signorina, per favore".
Mi giro leggermente verso la nuova figura, rivelandosi essere un ragazzo sulla trentina in abito grigio scuro con tanto di camicia bianca, i primi bottoni slacciati, accorgendomi che i suoi occhi sono già su di me, o, meglio, sulla mia mano le cui dita  tracciano l'orlo del bicchiere.
Leggermente stupita dal fatto che non abbia sul volto la solita espressione da marpione che in genere hanno tutti coloro che se ne escono con una battuta del genere, inarco un sopracciglio nella sua direzione, rivolgendogli per prima la parola.
"Non sai neanche cosa ho preso, sei per caso un amante del rischio?" Domando, scettica, facendo sorridere il ragazzo che rivela due fossette ai lati della bocca, girandosi cosí totalmente verso di me.
L'aspetto dice molto di una persona, e dando una rapida occhiata ai suoi capelli probabilmente mossi naturali tenuti indietro con del gel, al suo completo da ufficio e alle mani con diversi anelli spessi, mi rendi conto che tutto in lui urla un'unica cosa.
Soldi.
E sesso, ma quello é un pensiero che sarebbe meglio spingessi lontano da me.
"Calcolo sempre i rischi delle mie decisioni. E sono piuttosto sicuro il tuo sia whiskey, quindi va bene per me. Mi piacciono le cose forti" risponde lui con un sorriso, ma vedo la malizia che si cela al di sotto, malizia che fa sorridere anche me prima di portare il bicchiere alle labbra.
"Comunque io sono Ashton" continua, porgendomi una mano, e noto ora sul suo polso un imponente orologio in tono con il suo aspetto.
Non so nulla di questo Ashton, ma una cosa è certa: ha i soldi, e gli piace mostrarlo.
"Piacere, Ashton" ricambio la sua stretta, scoccandogli anche un occhiolino, vedendo poi Michael posargli davanti un bicchiere identico al mio e lanciarmi un'occhiata eloquente.
E credo sia proprio l'occhiata eloquente il motivo per cui se ne va, decidendo di andare a servire ai vari tavoli.
Ashton continua a sorridere, prendendo un sorso di whiskey mentre i suoi occhi non si staccano da me, e come mi aspettavo parla nuovamente.
"In genere quando una persona ti dice il suo nome, è buona educazione presentarti a tua volta".
"Lo so, ma la buona educazione non è esattamente il mio forte. Mi piace di più infrangere le regole, invece che rispettarle".
Ashton annuisce, arricciando leggermente le labbra prima di sorridermi divertito, ma il luccichio dei suoi occhi sembra tutt'altro che allegro, apparendo quasi lussurioso: "papà forse avrebbe dovuto sculacciarti di più in passato".
Finalmente, qualcuno capace di tenermi testa.
"Nah, sosteneva mi piacessero troppo. Diceva che non era neanche una punizione per me" ribatto, festeggiando la mia vittoria con un sorso di whiskey mentre Ashton quasi si strozza con il suo drink, guardandomi poi con la lussuria ormai più che evidente negli occhi.
Credo sia questo uno dei principali motivi per cui non sono una fan delle relazioni ma lo sono delle storie che si limitano al carnale: l'idea di far impazzire un ragazzo e di avere un certo controllo su di lui mi è sempre piaciuta.
Credo sia per via del mio carattere autoritario e della mia difficoltà a legarmi effettivamente alle persone che non ho mai, e dico mai, avuto una storia d'amore, neanche con Michael alle superiori, nonostante facessimo spesso sesso.
Eppure, quel di più non è mai scoccato.
Siamo sempre stati solo e soltanto amici, e sono felice che il sesso non abbia rovinato il nostro rapporto ma, anzi, lo abbia reso più forte.
Ma lui è il mio esatto opposto, e sogna l'amore, quello vero, quello un po' da fiaba in cui io non credo minimamente.
Ashton si riprende velocemente, leccandosi con lentezza premeditata le labbra, quasi a stuzzicarmi maggiormente: "quindi so che ti piace essere sculacciata ma non so il tuo nome. Sei un personaggio, se non altro".
"Lo so, non sei il primo a dirmelo".
Ashton annuisce leggermente, portando il bicchiere alle labbra: "e cosa ci fa una ragazza come te in un bar come questo?".
Alzo gli occhi al cielo a quelle parole, sbuffando annoiata: "dai che stavi andando bene, non cadermi nel clichè della 'ragazza come te'".
Ashton sorride, divertito, piegando piano la testa di lato: "quindi come dovrei provare a conquistarti?".
"Puoi provare, ma tanto falliresti. Mi chiederesti di uscire, e se accettassi poi ti aspetteresti del sesso, e io non dico mai di no al sesso. Ma alla fine vorresti un secondo appuntamento, un terzo e, dopo un po', mi chiederesti di metterci insieme. Ed è lì che casca l'asino. Non voglio una storia d'amore, e non credo che tu voglia farti spezzare il cuore" spiego rapidamente, ricordando vividamente l'ultima volta che tutto questo è successo, ovvero con Luke.
Luke Hemmings è un bravo ragazzo, probabilmente il migliore che si possa incontrare, ma lui vuole l'amore, vuole un futuro con qualcuno, ed è qualcosa che io non posso dargli.
Che non so dargli.
Ashton mi osserva qualche secondo, sorridendomi poi divertito: "quindi non cerchi un fidanzato".
"Non cerco un fidanzato, scusami".
"Neanche io cerco una fidanzata" commenta lui, divertito dalle mie parole di prima probabilmente, portando alle labbra il bicchiere, ed io lo osservo qualche secondo prima di annuire piano.
"Cerchi sesso, quindi?" Domanda ancora, i suoi capelli mossi leggermente dal vento serale che arriva dalla porta del bar aperta, e adesso è il mio turno di sorridere leggermente.
"Vedi, alcuni direbbero una visione particolare per quanto riguarda la mia vita sentimentale" confesso, facendo girare il liquido ambrato nel mio bicchiere, facendo emettere una risata all'uomo di fianco a me.
"Lo dicono anche della mia, dolcezza. Lo dicono anche della mia".

Heilà! Allora, non so se internet vada o meno, ma ci proviamo lo stesso dai ahahah
Sono Terry, non so se mi conosciate (lol), Chiara è impegnata nella presentazione di Roses (e chissà quante di voi siete qui, tra la folla), e mi ha chiesto di farle questo favore facendovi (?) questa sorpresa. Ora, non mi dilungherò troppo e vi lascio alla storia, che spero - come lo spera Chiara - che vi piaccia.

Amore e biscotti per tutte, Terry ☺️❤️

Flirt Right Back || Ashton IrwinDove le storie prendono vita. Scoprilo ora