Parchi pericolosi

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Con tutto sto bordello Mary aveva imparato molte cose, riassunte in breve: l'umanità si estinguerà in meno di dieci anni. Scherzi a parte, la storia di Camilla l'aveva fatta riflettere. Quella donna aveva vissuto l'inferno, perso i figli ed era ancora una prostituta. Meritava tutto tranne che essere accusata d'aver ucciso un vescovo cosa, ormai ne era convinta, che non aveva fatto.

Che mondo di merda.

Quando erano andate in cucina Vittoria aveva tipo mangiato il Mcdonald ma Camilla non si era arrabbiata ed essendo che si era fatto tardi le aveva ospitate per la notte, costruendo insieme a Mary dei letti di fortuna formati da un materasso, cuscino e coperta in salotto. Il divano era troppo scomodo per essere preso in considerazione. Si erano addormentate dopo aver fatto la doccia. Mary si svegliò alle cinque, trovando in cucina Camilla che guardava il Tg tristemente, stavano parlando del suo caso e lei era ancora la principale sospettata e l'opinione pubblica e il Vaticano premevano sulla polizia per ottenere la sua detenzione fino al processo. Mary le diede una pacca sulla spalla e le chiese gli orari del treno. Quasi svenne al sapere che avevano detto giusto dieci minuti fa che il treno in questione era fuori uso per un "non mi ricordo".

"A mia madre ho detto due giorni. Se sta fermo solo fino a domani mattina, son salva." pensò

" Ma non ho pur sempre un posto dove stare."

- Sembri pensierosa.- disse Camilla

- Ti devo chiedere un enorme favore, possiamo stare qua almeno fino al pomeriggio?-

- E che favore è? Potete stare qua fino a che non vi suiciderete.-

- Non male per risposta. Ti sono debitrice.-

- Credi nella mia innocenza. Basta e avanza.-

Erano le dieci, Mary era a Roma insieme a Vittoria. Il motivo?

Camilla doveva andare alla polizia e non aveva voglia d'essere sbattuta dentro nella macchina della polizia e portata alla capitale come una vera assassina. Così erano andate in bus, adesso lei era in commissariato e loro a zonzo. In una città bella grossa, sconosciuta, piena di gente d'ogni tipo, perse. Cioè, letteralmente perse. Peggio di Firenze. Prima la stazione di polizia era dietro di loro e poi puf! Si erano ritrovate da tutt'altra parte.

- Mary?- Vittoria a cavalluccio sbadigliò

- Si Vic?-

- E mo?- Mary si guardò attorno, avevano sbagliato strada ancora una volta

- E mo non lo so. Dobbiamo chiedere a qualcuno. Tipo a quel vecchio.-

- Per la stazione prendete quel bus. - erano le stesse ed identiche parole del vecchio. E Mary s'era fidata, infondo che altro poteva fe? Adesso si pentiva amaramente di averli dato retta perché, caso della vita, si era ritrovata da qualche parte a caso della periferia romana come se di periferie non ne avesse le palle piene.

- Tu e i tuoi vecchi.- borbottò Vittoria

- Ma cosa vuoi che ne sapessi io! Di solito i vecchi sono affidabili!-

- Beh che ti serva da lezione.-

- Ma sentila!-

Si guardò attorno, dove andare?

- Immagino che girovagheremo a caso. Oppure... Ma come ho fatto a non pensarci?-

- Cosa?-

- Non esiste solo il freccia! Andiamo alla stazione e vediamo i treni da prendere. Non andremo dritti a Torino ma arriveremo in Piemonte...Forse.-

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!