Chapter 25

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Squilla il telefono e sono solo le cinque del mattino: chi è questo pazzo che chiama a quest'ora? Se solo avessi una pistola in questo momento...
<< Pronto?>> la voce rauca
<< Agente Blaze ritiri tutte le maledizioni che mi ha mandato e venga il prima possibile in caserma>> Che figuraccia!
<< Subito>> stavolta lo anticipo io e chiudo la chiamata
Mi vesto di tutta fretta indossando solo abiti neri, non mi chiedesse nessuno perchè ma amo vestire di nero quando sono a lavoro.
Scendo le scale intenta a svegliare Jason. Dorme tranquillamente sul divano a pancia in giù con un braccio ed una gamba oltre il bordo, penzolanti. Meno male che il divano letto è gigante e potrebbe entrarci quattro volte lì dentro...
" Jason" lo scuoto leggermente e subito apre gli occhi. Quanto ce l'ha leggero il sonno? " Accompagna Jessica a scuola e poi raggiungimi in caserma, okay?" lo avviso. Meglio che il capo parli anche con lui così capisca la situazione.
" Perchè?"
" Non vuoi aiutare la CIA per far fuori Fletcher?" chiedo
" No, non quello... perchè mi hai dovuto svegliare? Non potevi inviarmi un messaggio?"
" Nah, troppo pigra" prendendo seriamente in considerazione il perchè non avessi avuto la sua stessa idea. Sono sempre più convinta che una mente geniale come la sua possa essere di fondamentale aiuto nella missione.
" Notato"
Prendo il portatile e le restanti cose necessarie per andare in caserma. Chissà cosa voglia il capo. Nel frattempo chiamo un taxi e gli dò tutte le informazioni su dove e quando prendere Jason e Jessica. Ho lasciato i soldi del taxi sul tavolino vicino al cellulare di Jason in modo che li veda. Gli ho anche scritto un biglietto per fargli capire a cosa servivano i soldi e che non deve andare a scuola ma direttamente raggiungermi in caserma. Nel caso che la sua testa vuota si dimentichi quale sia l'indirizzo della caserma anche quello gli ho scritto. Mio Dio se non sono perfetta!
                                                             * * *
Jason è finalmente arrivato ed eccoci nello studio del capo ad aspettarlo come al solito. Ogni volta che arrivo io ha sempre una telefonata a cui rispondere, che odio! Come se non bastasse, io l'ho raggiunto alle cinque e mezza del mattino. Ora sono le nove e lui non si è ancora separato da quel cellulare. È umanamente impossibile una cosa del genere. Insomma, tre ore e mezza con il braccio all'aria per tenere il cellulare all'orecchio?! Strano non gli sia ancora venuta una paralisi...
Jason è tranquillamente seduto guardando il vuoto.
" Jason? Che pensi?" cerco di non pensare al tempo perso stando qui ad aspettare il capo piuttosto che dormire beatamente nel mio letto con il mio amato cuscino.
" È un tipo tosto?" indica con un cenno della testa la sedia del capo
" Dipende dai punti di vista" non mi piace che qualcuno critichi il capo, anche se nel suo caso fosse semplicemente una domanda. Mi giro di scatto dall'altra parte non appena rispondo.
Il mio occhio cade sulle chiavi del deposito di armi... Da quanto tempo è che non prendo un'arma in mano? Ho la nostalgia del metallo freddo a contatto con i miei palmi bollenti.
" Scusa il ritardo agen..." si ferma squadrando da capo a piedi Jason.
Gli faccio cenno di alzarsi e lui immediatamente salta in piedi dalla sedia.
" Chi è il ragazzo?" chiede il capo non distogliendo lo sguardo da dosso a Jason. Se gli sta antipatico mi butto dalla finestra, davvero!
" È Jason Smith"
" Ah, certo! Ottima idea portarlo qui, così può avere insieme a lei un po' di dettagli sul caso" sistema delle carte che aveva in mano e poi me le porge. Le prendo tutte in mano e le capovolgo in modo tale da poterle leggere come Dio vuole e non al contrario. Inizio a sfogliarle e rimango sempre più allibita da ciò che vedo...
" Ma sono bianche" noto. Alla mia affermazione Jason muore dall curiosità di confermare ciò che ho appena detto sporgendosi a dare una sbirciatina ai fogli vuoti.
" Deve riempirle con tutte le notizie che riesce a trovare su di lui"
" Okay, ma non ci sono molte notizie"
" Evidentemente svegliarla alle cinque di mattina non le ha fatto bene signorina Blaze. Rende meglio se dorme di più"
" Non capisco: le informazioni che già le ho detto le ho ricevute da Jason..."
" Non può scriverle sul programma... Le devo ricordare che Fletcher lo ha sotto controllo? E per quanto riguarda te, sei bravo in informatica?" si rivolge a Jason. Reprimo una risatina sapendo delle sue grandi abilità con l'informatica.
" Sì, certo" risponde timoroso
" Bene, blocca il programma, nessuno può entrare o uscire ad eccezione di me" si alza ed esce dallo studio.
Mi scappa un grugnito di rabbia; possibile che noi siamo bloccati da Fletcher? Tiro un sospiro e mi rendo conto che la sto prendendo troppo alla leggera questo caso.
" Jason" appena si sente chiamare mi guarda " Non posso venire con voi. Devo concentrarmi sul caso"
" Sei sicura?"
" Fletcher sta prendendo piede troppo in fretta e devo scoprire chi lo sta aiutando. Devo proseguire con le ricerche, non ho tempo per vacanze" spiego sentendo della tristezza crescere in me
" Peccato, saremmo andati in un posto a cui tu sono sicuro tieni"
" Vai avanti"
" Stoccolma" sento il cuore spezzarsi alla sua risposta e chiudo gli occhi.
La mia Stoccolma, la mia Svezia, sacrificate per il lavoro...
' Avrai tempo per andarci di nuovo' mi tranquillizza la mia coscienza.
" Pazienza. Il dovere chiama e non posso lasciar perdere" esco dallo studio lasciando lavorare Jason con il computer del capo.
Mi dirigo verso la macchinetta, ho bisogno di un caffè in modo da svegliarmi un po'. Il capo ha notato che non ero connessa e per questo caso ho bisogno di tutte le energie del mio corpo.
" Buongiorno, Kimberly giusto?" chiede un ragazzo più alto di me, rosso con gli occhi azzurri e palestrato talmente tanto che sembra come se da un momento all'altro i muscoli gli stiano per scoppiare. Mi sorride ma io non ricambio.
" Blaze, mi chiamo Blaze per gli sconosciuti" soecifico. Ma chi ti conosce che ti permetti di chiamarmi per nome?!
" Piacere, George" porge la mano continuando ad avere quel sorriso stampato in faccia.
" Non mi importa"
" Svegliata cattiva"
" Sono sempre così"
" Quindi presuppongo che se io ti offra un caffè tu non lo accetti" massì dai, facciamolo illudere un po'. In fondo, ci ricavo un caffè gratis...
" Al contrario, grazie" gli sorrido fingendomi gentile. L'ho capito il suo piano di offrirmi il caffè per attaccar discorso, non sono poi così fusa come diceva il capo.
" Davvero?" annuisco e lui immediatamente mi paga il caffè. Che piacere prendere in giro questi qui che si credono Dio sceso in Terra. Un po' come è successo con Richard ed i fogli con lui che dormiva...
Mi porge il caffè e mi sorride. Ommiodio, ma lo hanno montato male o è un tic quello di sorridere?
" Grazie" sorrido a mia volta prendendo il bicchiere e allontanandomi verso lo studio del capo non degnandolo né di uno sguardo né di un saluto.
Vedo alcuni ragazzi ridere a... Gregor? Ah, no, George! Stupide scommesse in cui io non ci casco.
" Ahia! Questa ha fatto male, vero George?" chiede un ragazzo facendo sorridere un po' anche me.
Raggiungo Jason nell'ufficio del capo, chissà come sta andando con il blocco del programma. Entro nella stanza e lo vedo concentratissimo con lo sguardo fisso al computer. Secondo me se in questo momento gli gridassi contro lui non mi sentirebbe, un po' come fosse sordo...
Dovrei iniziare a concentrarmi anche io come lui, ho tra le mani un caso che tiene la mia vita e quella delle persone a cui tengo appese ad un filo! Come potrei ottenere ulteriori informazioni, magari di punti deboli o errori commessi durante i suoi lavori, o qualsiasi informazione che possa aiutarmi a localizzarlo e distruggerlo una volta per tutte?
L'unico che poteva darmi informazioni era Jason e le ha esaurite tutte... mi servirebbe qualcuno che ci abbia avuto altrettanto a che fare con lui, qualcuno che sia in grado di ragionare come un agente della CIA e darmi le informazioni che voglio.
AGENTE DELLA CIA!!!
Esco di fretta dalla stanza e mi dirigo non so nemmeno io dove per chiedere del capo: ho bisogno di una sua piccola mano in tutto questo.
" Mi scusi, potrebbe gentilmente dirmi dove si trovi in questo momento il capo?" fermo un uomo sulla quarantina che mi sorride.
" Certo, tu dovresti essere l'agente Blaze, vero?"
" Ehm... Si?!" lo guardo accigliata sorpresa dal fatto che lui conosca me ma io non lui.
" Tranquilla, tutti parlano di te ormai, io sono Bryan comunque. Ma non importa, il capo è nell'ufficio di... Mike?! Non so se si chiami così" meglio di così non poteva andare!
" Ok, grazie Bryan" salgo le scale che si trovano dietro di lui di corsa.
Ora dove cavolo si può trovare l'ufficio di quella razza di umanoide chiamato Mike? Possibile che io non mi fossi mai resa conto di quanto sia grande questo edificio per contenere tutte queste stanze?
Girovago in fretta per il corridoio gurdando le targhe con i nomi sperando di riuscire a trovare il più presto possibile l'ufficio di Mike. Nemmeno il tempo di finire di pensarlo che me la ritrovo davanti: la porta del suo ufficio.
Busso ed entro non aspettando nemmeno che mi venga dato il permesso.
" Prima che mi chieda delle buone maniere, capo," lo interrompo vedendolo aprire la bocca " ho bisogno che mi dia l'elenco di tutti gli agenti che hanno lavorato al caso Fletcher. Ho bisogno di tutti i loro numeri di telefono" chiedo a bassa voce avvicinandomi a lui. Se è davvero come penso, ovvero che ci stia tradendo, non voglio che Mike senta cosa io abbia in mente di fare.
" Per quale assurdo motivo, agente?"
" Informazioni" vedo con la coda dell'occhio Mike guardarmi tristemente, ma non mi importa. Ho chiuso con lui, se si diverte tanto a non raccontare i fatti come stanno io mi diverto tanto a stravolgerli nel modo più assoluto, il che significa che qui muore e finisce la nostra amicizia.
" Chiedi a Sam, no? Tanto esiste solo lui per te..." risponde Mike
" Tappati la bocca Mike o stavolta è la fine per te!"
" Calmiamoci signorina Blaze. Venga con me" posa una mano sulla schiena e mi accompagna in un'altro ufficio, che non so davvero di chi sia. " Prima però mi spieghi: uno, che cosa deve fare con questi fogli; e due, cosa è successo tra lei e Mike"
" Risposta 1: ho bisogno di tutte le informazioni che hanno loro su Fletcher e sapere che errore hanno fatto per fallire l'attacco ed i punti deboli di Fletcher. Ovviamente posso chiederlo solo a quelli rimasti in vita.
  Risposta 2: ha raccontato una bugia alle mie ex migliori amiche ormai e loro hanno preferito lui credendogli e difendendolo per giunta. Tutto qui..."
" Che tipo di bugia?" chiede interessato, e forse anche un pizzico curioso, così io gli spiego brevemente tutto. " Capisco, peccato perchè eravate molto uniti" detto questo esce da quell'ufficio e subito dopo anche io faccio la stessa cosa. Chissà di chi sia quell'ufficio... Alexander B. sta scritto sulla targhetta, lo stesso nome di mio padre e quella B per cosa starebbe? Guardo la targhetta della porta accanto e leggo Ashley D. ... Come mia madre e la D starebbe per caso per Dawson? Ashley Dawson? Affiancata da Alexander Blaze? No, coincidenza! Guarda caso che tra tutta la popolazione di tutta New York proprio i miei genitori? E poi mio padre disse alla preside che lavorava all'azienda Google.
" Kimberly, piccola mia. Che ci fai qui?" chiede Sam accarezzandomi la testa
" Niente... stavo solo facendo qualche riflessione su queste due targhe"
" Che tipo di riflessioni?" chiede preoccupato
" Sam, mi nascondi qualcosa?" lo allontano subito da me preoccupata del fatto che mi stia tenendo all'oscuro di qualcosa. Incrocio le braccia e lo guardo con occhi sbarrati.
" No, perchè dovrei?" si tranquillizza un po'. Mi puzza comunque tutta quella preoccupazione di prima. Faccio spallucce e mi allontano con il foglio che mi ha dato il capo in mano.
Speriamo solo che il mio credito basti per tutte queste chiamate che devo fare...
                                                                   * * *
<< Pronto?>> il centesimo che chiamo, speriamo che almeno lui voglia collaborare, nonostante ci siano tanti che abbiano avuto questo caso tra le mani e siano ancora vivi, nessuno di loro è disposto ad aiutarmi. Cosa ho fatto di male che nessuno mi vuole aiutare?
<< Salve, sono Kimberly Blaze e...>>
<< Aspetta, aspetta! Sei quella che ha tra le mani il caso Fletcher?>>
<< Mi ha risparmiato l'introduzione, grazie al cielo. Comunque sì, mi conosce?>>
<< Sta scherzando non si fa altro che parlare di lei tra noi membri della CIA qui in Cina>> ha una voce abbastanza profonda e da uomo maturo. A quanto pare solo uomini hanno provato a risolvere questo caso.
<< In Cina?>>
<< Sì, ho deciso di venire a lavorare qui in modo da risolvere problemi qua. E lei invece? Qual buon vento l'ha portata a chiamarmi?>>
<< Oh, si ecco>> mi rammenta il motivo della chiamata << Avrei bisogno della sua collaborazione e sostegno per aiutarmi a risolvere questo caso>>
<< Posso solo darti informazioni, ma non posso venire in America>> mi si illuminano gli occhi.
Ha detto davvero ciò che ho sentito?! Sto sognando o cosa?!
<< Signorina Blaze, è ancora in linea?>> mi risveglia la sua voce profonda
<< Sisisi! È delle informazioni che ho bisogno! Grazie mille, grazie!>> lo sento ridere dall'altra parte della linea
<< Bene, iniziamo però a darci del tu. Non sono mai stato un tipo bravo nelle situazioni formali. Quindi, Kimberly... cosa vuoi sapere esattamente?>>
<< Beh, prima di tutto... Com'è che ti chiami?>>
<< Christofer>>
<< Innanzitutto eri arrivato all'attacco, Christofer?>> c'è una breve esitazione nel rispondermi, come se tesse pensando bene a cosa dire, ma poi parla lo stesso.
<< Sì, era tutto pianificato e stava andando liscio finchè non mi sono ritrovato difronte un gruppo di persone che lavorano per lui pari al triplo di quelle che avevo portato con me>>
<< Allora ho bisogno di tutti i dettagli che puoi darmi su di lui, come agisce, il suo punto debole e, senza offesa, i tuoi errori che ti hanno portato ad arrenderti>>
<< Non mi offendo, ma forse è meglio se non parliamo per telefono. Qui in Cina possono intercettare tutto: chiamate, messaggi e mail che ricevi o invii. Non è meglio se ci incontriamo?>>
<< D'accordo. Allora, le vacanze di Natale vengo io da te?>>
<< Andata. Non portare nessuno con te, potrebbe essere sospetto, essendo che tu sei americana e ci sono molti americani qui. In carcere!>> specifica facendomi chiaramente capire che non ci sono buoni rapporti nemmeno tra agenzia di spionaggio cinesi e CIA.
<< Grazie dell'informazione. Arrivederci allora Christofer!>>
<< Arrivederci Kimberly>>
Mio Dio! Mio Dio! Mio Dio! Ce l'ho fatta! Non ci posso credere! L'ultimo della lista e proprio quello che mi ha aiutato! Grandissimo Christofer... Blaze?!
BLAZE ANCHE QUI?!?!?!

Hate To Love {COMPLETATO}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora