Una serata a Bracciano

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Mary era riuscita a riprendersi Vittoria giusto in tempo prima che la baby sitter clandestina fosse tentata di sbatterla fuori ma riuscì a calmarla con un biglietto da 20. Fatto ciò lei e Vittoria si erano dirette in stazione e avevano preso il treno giusto in tempo. Adesso guardavano fuori dal finestrino la sera arrivava. O meglio, Mary guardava perché Vittoria stava sponsorizzando l'idea

"ogni cosa può diventare un cuscino, accomodatevi sul braccio scelto e dormite come se non ci fosse un domani".

Distolse lo sguardo dal paesaggio e vide che davanti a lei c'era un ragazzino che ascoltava la musica con un serpente tatuato su un braccio. Fu inevitabile pensare ad Angelo.

- Angelo? Angelo sei lì?- la governante busso alla porta della camera

- Si. - rispose lui

- C'è cena. -

- Non ho fame.-

- Andiamo, c'è la tua torta preferita.-

- Non ho fame. -

- Sai che se non ti do da mangiare tua madre se la prenderà con me. Vuoi che ti porto un po' di torta?-

- No. -

- Io te la porto lo stesso.- e lo fece, la governante prese un po' di torta, aprì un poco la porta e depositò dentro la stanza un fagotto pieno di torta di mele. Quando la richiuse Angelo si alzò e ne andò a mangiucchiare un po'. Si sentiva morto dentro, la telefonata che aveva avuto gli aveva fatto male. I suoi avevano in programma di venirlo a prendere e portarlo con loro, la data non era ancora decisa ma lui non voleva andarsene. Sputò la torta con rabbia ed andò ad aprire l'armadio, dove teneva una borsa frigo nascosta contenente alcolici.

Strozzatore finì di mangiare la zuppa, il piatto principale che componeva la sua povera cena. In realtà, avrebbe potuto permettersi molto più senza dover badare alla forma fisica ma il lusso, la sfarzosità, non gli erano mai piaciuti. Amava sfruttare la ricchezza per accumularne sempre di più ma non ne usufruiva mai più del dovuto, rischiava solo di rincoglionirsi e farsi ammazzare. Le persone normali non avrebbero capito questo concetto ma lui e suoi compagni si. Non era passato molto tempo da quando aveva ricevuto la lettera, nascosta e sigillata dove sapeva lui. L'ultima persona che si aspettava come postina era Marianna Farfallone. Levando il fatto che era stata una pessima idea perché quello non era un posto per donne, per di più giovani come lei ed indifese, non avrebbe mai sospettato che la ragazza fosse coinvolta anche nei semplici panni di esecutrice. Ma infondo, chi meglio che lei?

Innocente come un agnello, ci sarà un motivo se la chiamava Agnellino, sacrificabile come esso e bisognosa di aiuto. Una scelta perfetta. Quando l'aveva incontrata la prima volta era stato per caso, si erano incrociati al parco e si erano limitati a lanciarsi uno sguardo, la seconda volta stava aspettando i suoi amici fuori dal Buon Bar e lei era passata. Anche lì si erano limitati a guardarsi. Aveva iniziato ad interessarsi a lei dopo la vicenda del ladro, lo stava seguendo da un po' aspettando il momento opportuno per sistemare le cose con lui, dato che aveva spifferato alcune informazioni a qualcuno che non faceva parte del loro giro. Fortunatamente niente di importante, ma la lezione andava impartita subito. Il ladro li era proprio caduto in basso, rubare la borsa ad un'anziana, roba da dilettanti. La sua intenzione era di attaccarlo quando si sarebbe fermato per svuotare il contenuto della borsa, cosa avrebbe fatto se non fosse che si era accorto che qualcun altro seguiva il ladro. Marianna. La scena era stata piuttosto divertente e dopo che se ne era andata aveva preferito seguire lei che finire lui. Gli era bastato guardarla negli occhi un attimo per capire che non sarebbe stata in grado di far fuori una lucertola. Ma doveva ammetterlo, il suo carattere aveva attirato la sua simpatia così l'aveva difesa dal ladro e qualche giorno dopo tormentata in strada, solo per farsi due risate vedendola incazzata. Ma sapeva cos'era Marianna in realtà, nonostante tutti i suoi atteggiamenti da brava ragazza

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!