Sorprese sotto il letto

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- Giù a Roma? Due giorni? Ma sei sicura?- Giovanna spense la tv

- Si e mi pagherà tranquilla. Porto Vic ovviamente. Posso andare?- Mary si morse il labbro nervosa, se sua madre avesse detto di no sarebbe stato un problema.

- Non puoi aspettare il weekend?-

- Preferirei di no. -

- Quando vorresti partire?-

- Domani mattina alle otto. Con il freccia rossa che è più veloce. Si ecco più veloce.-

- Questa tua amica ti sta chiedendo un po' troppo per i miei gusti.-

- Mam si tratta solo d'andare e tornare. Ho 18 anni, c'è la posso fare.-

- Uff. E va bene. Puoi andare.-

- Grazie! Ti porto una cartolina?-

- Non mi sembra il caso.- Mary andò in camera sua, era sera e anche l'Epifania con tutta la tristezza del mondo, era finita. O meglio, stava finendo. Quando era tornata a casa aveva trovato solo sua madre, Ornella ed Alda erano fuori a fare la spesa. Ne aveva quindi approfittato per inventare un'altra balla da far bere a sua madre. Ed aveva funzionato, sua madre pensava che lei sarebbe stata a Roma due giorni per aiutare questa sua amica nel trasloco. Lei invece sarebbe andata a Firenze per incontrare lo zio d'Amerigo. Due settimane, queste parole le mettevano paura. Cosa voleva dire?

Di certo era un limite di tempo preciso, forse anche questo zio, Greg d'Aragona, doveva lasciare l'Italia solo che l'avrebbe fatto tra un po'. In ogni caso lei era nei tempi.

Era vero, avrebbe potuto andarci nel weekend ma aveva dei buoni motivi per non farlo, primo:ci sarebbe (sia a Firenze che in stazione) stato il mondo, secondo non aveva ancora voglia di vedere Angelo. La rabbia per la litigata non era ancora passata e dopo che Mistero le aveva detto di Greg, quando lei si era girata ed aveva incontrato il suo sguardo accusatorio si era di nuovo arrabbiata. Loro due non avevano un rapporto concreto, un po' erano amici e un po' no quindi non aveva nessun obbligo nei suoi confronti e poi cosa pensava? Che guardasse i trentenni? Trovò Vittoria nel letto che giocava al nintendo

- Ciao Mary! Ben tornata.- la salutò allegra

- Ciao Vic.- rispose Mary lasciandosi cadere nel letto a pancia in giù. Fortunatamente nessuno aveva ancora notato che zoppicava e che sembrava uno straccio, i lividi erano ancora contenuti, ma le doleva tutto ed aveva delle fitte allo stomaco.

- Cos'hai?- chiese Vittoria - Non sembri stare bene.- almeno una che se ne rendeva conto.

Mary sospirò

- È solo stata una giornata un po' così. - si sforzò di mostrarsi allegra, fallendo miseramente.

- Mi hanno solo picchiata e quasi stuprata.- pensò, non era stata una cattiva giornata infondo levando quello. Vittoria scese dal letto e saltò sulla schiena di Mary che ficcò la testa nel cuscino

- Pesi. - mormorò

- Lo so. - rise. Almeno una delle due si divertiva.

- So come farti tornare felice.- Vittoria scese da Mary che non si mosse, ed andò a frugare nel suo zaino. Prese un piccolo libro ed andò a sedersi vicino all'annoiata.

- Quest c'è l'ho da quando era piccola.- disse - Adesso ti leggo la mia storia preferita.-

Mary si girò ed aprì un occhio. Vittoria si schiarì la voce e si mise a leggere.

- È una storia spagnola. Si chiama gli Amanti di Teruel. Tempo fa due giovani, Juan de Marcilla e Isabel de Segura, vivevano a Tereul. Divennero amici ma ben presto la loro amicizia si trasformò in amore.- Mary si girò su un fianco aprendo entrambi gli occhi

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!