Capitolo 13 - Part 2

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«Allora, dobbiamo cercare per l'Ospedale Santo di Napoli, abbandonato nel 1925, quindi dovremmo andare nella sezione dedicata alla medicina... » ipotizzo ad alta voce mentre superiamo file e file di scaffali pieni di libri di genere. A un certo punto, svoltiamo in una saletta più piccola, di passaggio verso quella di lettura. Al contrario del resto della biblioteca, qui non c'è quasi nessuno, se non un ragazzo poco più grande di noi, al momento occupato a leggere i titoli dei libri.

«Credo sia questo» fa Raffaele una volta lì, indicando una grande libreria di fianco a noi, sulla cui cima erge la scritta "Medicina".

«Ok, l'abbiamo trovata» dichiaro infine, sorpresa da tanta facilità con cui siam riusciti a individuarla. Abbassiamo lo sguardo sulle copertine dei libri: per ora sembrano tutti testi universitari, niente di storico purtroppo, ma come noto subito dopo, il reparto è ampio e numerosi volumi popolano ancora gli scaffali. 'Dev'esserci qualcosa, per forza'.

«Ragazzi, facciamo così: dividiamoci le sezioni.» Mi volto verso gli altri, i quali si erano già messi a curiosare. «Raffaele, tu controllaaa... il centro. Giù, tu la parte sinistra. Io controllo qui.»

Ci mettiamo al lavoro, ma le mie speranze vengono sempre meno. Solo copertine plastificate bianche e azzurre scorrono sotto il mio sguardo, dai titoli dedicati solo all'anatomia o alle funzioni del corpo umano. Avevo immaginato che li avrei visti, ma ho comunque voluto mantenere la speranza di trovare qualcosa che facesse al caso nostro. Una speranza che ora si sta spegnendo, però.

Mi abbasso sulle ginocchia, cercando negli ultimi scaffali e aggrappandomi, invano, a quegli ultimi volumi rimasti. Niente.

Mi rialzo scoraggiata e mi giro verso gli altri due, i cui volti non sembrano molto promettenti. Qui non ce la faremo da soli, dopotutto non siamo nemmeno abitutati a frequentare biblioteche.

Mi avvicino a Raffaele, il più vicino a me, il quale sta sfogliando un enorme volume sulla storia della medicina moderna.

«Raffa, qua non c'è nulla comunque» mormoro il più vicino possibile al suo orecchio. Lui pare ignorarmi, sfoglia un'altra pagina, su cui compaiono vecchie foto di medici, e dà uno sguardo veloce.

Scuote la testa. «Non lo so, io ho trovato questo: è l'unico che sembra promettere qualcosa.»

«Se, vabbè» sbuffo scuotendo la testa, per poi voltarmi e fulminare con lo sguardo tutti quei libri inutili sugli scaffali. «Possibile che non ci sia nulla?!»

«Forse stiamo cercando nel posto sbagliato» ipotizza Giulia spostando alcuni libri in stile "domino".

«Tu hai trovato qualcosa?» chiedo voltandomi verso di lei. Giù scuote la testa. Mi porto una mano ai capelli, sempre più stressata. «Ma merda...»

«Lisa, ma siamo appena arrivati» ricorda Raffa alzando per un attimo il volto dal suo libro. «Mo troveremo qualcosa.»

Sbuffo. «No, lascia sta'. Vado a chiamare qualcuno, aspettate qui.» Quindi esco dalla saletta.

A passo rapido, attraverso la biblioteca e raggiungo il banco informazioni dell'ingresso, dove una ragazzina bionda e con gli occhiali smanetta dietro un computer. Sembra più giovane di me e mi chiedo che ci faccia già a lavorare, ma poi decido di scacciare via il dubbio e mi avvicino a lei.

«Scusami» dico cercando di attirare la sua attenzione. Lei sposta i suoi grandi occhi neri verso i miei. «Devo cercare un libro per una ricerca, ma non so dove trovarlo.»

La ragazza resta a fissarmi per qualche secondo, le palpebre spalancate come incantante, quindi scuote la testa e si volta di nuovo verso il computer. «Ehm, certo, come si chiama?»

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