Boschi nascosti

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- Zio? Si son io. Allora siamo d'accordo?- Zio dall'altro capo della cornetta rise

- Si. Ci ritroviamo a Vicoforte, davanti alla Basilica ed andiamo insieme a Bossolasco. Sei ossessionata da Ernesto eh? Ma fa niente. Mi piace.-

- Grazie ancora.-

- C'è anche la bambina?-

- No. Io e il mio cane. Non ti dispiace vero se porto il vez?-

- Vomita?-

- No. -

- Ubbidisce?-

- Dipende da come li gira.-

- Il suo nome?-

- Hobking. Hob. Ma scusa sei della Cia? Cavolo ti dico ancora la data di nascita e sai tutto.-

- Con quei protocolli? Ma manco se me paghi.-

- Ma cosa c' avete tutti contro i protocolli?-

- I protocolli sono protocollosi.-

- Eh?-

- Capirai quando capirai.-

- Lo sai vero che non ha senso?-

- Viva l'Italia!- e terminò la chiamata. Mary si affrettò a levarsi l'espressione bovina dal volto e a riporre il telefono nello zaino. Si sarà bevuto una botte di vino per colazione, pensò.


Hob dormiva coricato sul sedile e sulle gambe della sua padrona, costretta a subire brutti sguardi da una signora seduta dietro di lei, con un piccolo volpino in braccio. L'autista, dal canto suo, continuava a fissarle entrambe. Mentre la gara di sguardi proseguiva ecco Vicoforte sbucare all'orizzonte, il pullman rallentò fino a fermarsi davanti a un parcheggio. Mary ed Hob scesero dal pullman e raggiunsero una fontana asciutta lì vicino, luogo dell'appuntamento.

Mary era stata molto cauta, sapeva che Carlos era parecchio furbo e sapeva mentire. Con

" Enrico l'ha scoperto" poteva in realtà voler dire "so realmente dov'è, sei nei guai" o

" Enrico ti segue, appena vai a recuperarla ti fregherai da sola" quindi, se lei prendeva Vittoria prima del 6 e poi scompariva lo fregava, togliendo il fatto che non sapeva dove andare, non poteva mantenere lei stessa e tanto meno Vittoria e soprattutto, sua madre poteva scoprire da un momento all'altro la verità ed era in assoluto la cosa peggiore. Senza contare che lui aveva grandi possibilità nel ritrovarla.

- Mary?- alzò la testa. Angelo le sorrise. Teneva uno zaino in spalla ed indossava la stessa collana del drago di quando si erano conosciuti.

- Angelo, cosa fai qui? Non hai la macchina?- esclamò stupita

- È là parcheggiata sono venuto a farmi un giro.- le fece l'occhiolino

- E tu?-

- Idem. - Hob sbuffò e si mise tra le gambe della padrona.

Angelo si inginocchiò.

- Lui è Hob?- lo accarezzò. Il cane l'annusò molto accuratamente poi, soddisfatto, si rimise a dormire per terra.

- È molto bello, non quanto Sonir è ovvio.-

- Ma vai va!-

Angelo rise

- Come è andato il Natale?- chiese Mary

- Una balla. I miei sono ritornati in Alaska. Si lo so, adesso mi chiederai quanto dura quel programma.-

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!