Ormea: tra zii e antipatie immediate

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- Aspetta fammi capire, prima mi dici che è solo un viaggetto a Vicoforte e adesso che dobbiamo allungarlo ad Ormea? Lo sai che rischiamo di non trovare il treno? Dove andremo andiamo a dormire?- esclamò Vittoria, sempre più allibita.

- Si, so che è frustante ma è anche importante. Mi dispiace so che sei stanca la prossima volta andrò da sola- le rispose Mary, senza scomporsi troppo.

Vittoria si affrettò a scuotere la testa

- No no tranquilla! A me le improvvisazioni non piacciono ma per te questo ed altro. Inoltre sono già stata ad Ormea, quindi ti farò la guida. Venga prego.-

si incamminò verso la fermata del bus seguita da Mary.

- Dobbiamo cambiare a Ceva. Bene. Ma dovremo essere veloci, perché se no siamo nei guai. - Mary guardò il cielo.

- Scusami...- Vittoria guardò gli orari del pullman

- Hai guardato gli orari dell'andata e del ritorno?- le chiese. Mary abbassò lo sguardo

- No. Dovrebbe arrivare tra una decina di minuti però.-

- Ne sei sicura? Forse ti sei confusa.- Mary scostò Vittoria e guardò gli orari.

- Verso casa passa alle 17, quindi tra una decina di minuti, mi pare anche- Si interruppe

- Ti sei confusa.- annunciò Vittoria. Fu come uno schiaffo. Mary infatti aveva letto gli orari sbagliati, confusi con quelli del treno. Era per il treno per Mondovì da Ceva che mancavano dieci minuti ma per il pullman da Vicoforte a Ceva mancava un ora e mezza!

- Oh cazzo!- Mary si appoggiò al palo

- Che facciamo?- chiese Vittoria, prendendola per mano.

- Non lo so. Diavolo.-

- Possiamo andare a piedi.- Mary la guardò stupita

- Cioè magari in un paesello vicino ci sono orari del bus diversi ecco.- Vittoria arrossì. Mary guardò per lunghi minuti la Basilica, imitata da Vittoria.

- Stai sperando in un suggerimento della Vergine?- chiese quest'ultima, Mary rise

- Perché no? Ma no, non possiamo andare a piedi. Preferirei andarci a cavallo. Ma si dal caso che c'avrei una soluzione... Andiamo al bar?-

-Mi sembra giusto.-


Nel frattempo sempre nell'altra città...

Kevin parcheggiò la macchina poi si incamminò deciso verso i portici. Si fermò solo quando raggiunse la panchina vicino all'edicola, dopo aver oltrepassato la strada.

Si sedette e si accese una sigaretta, leggendo un giornale di moto. I minuti scivolarono via con lentezza infinita.

- Ehi bello!- Kevin alzò lo sguardo. Un ragazzo nero li sorrideva.

- Spero che tu non abbia smesso di giocare ai videogiochi appositamente per venirmi a dare brutte notizie.- disse.

Il ragazzo li si sedette vicino e li offrì una sigaretta nuova, ben accetta. Il nero li strappò il giornale di mano

- Moto eh! Sai che Ted si è comprato una di queste? Hanno un motore incredibile, in due secondi ne ha rimorchiate tre.- Kevin si riprese il giornale

- Niente male.- l'amico sorrise

- Comunque, da quando leggi cose? L'ultimo giornale che abbiamo comprato era una bomba di femminilità. Non puoi leggere questa robaccia!- rise, Kevin ringhiò

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!