Futuro

18 5 0



La sera dopo la soave fosfofillite dagli occhi stellati si recò silenziosa nella tacita laguna. Vide Cinnabar: era assorto tra i suoi pensieri, scrutava il mare d'inchiostro, ammutolito in una reticenza, interrotta solo in alcuni fugaci istanti, daim sospiri che sfuggivano nervosi come inquieti spiriti alle sue labbra rossastre. Phos gli si  avvicinò  cautamente, tuttavia si morse la lingua, impedendosi di parlare. Guardò con nervosismo  il cielo stellato, inviandogli una occchiata apprensiva, cercando  una rassicurazione in quelle sfolgoranti stille solitarie; sperando con ogni cristallo insito nella sua anima che vegliassero sul quella scontrosa e infelice gemma rossastra, indicandole un cammino gioioso. Dopo quell'istante di silenzio, mosse timidamente un passo verso l'altro, che si stagliava nella luce bianca, sovrastando il promontorio:  ne scrutò la sagoma sinuosa con afflizione reprimendo le lacrime. Phos stringendosi  una mano al petto, lo chiamò a se,  gli occhi verdi sfolgorò di preoccupazione: 

"Cinnabar"

"Perchè sei qui.."

"Come ti senti?"

"Non sono affari tuoi..."

"L-lo so' è che... Insomma...Sono preoccupato per te!"

"Perché mai dovresti, scusa? Tra noi non c'è nessun legame."

"Ieri  ero passato da qui, ma..."

"Ma? " Ringhiò sbigottito,  mettendosi sulla difensiva, respirò nervosamente, forse l'aveva visto, aveva visto  il demone!

"Ma...". 

Una pausa.

Infinito   momento di silenzio che a Cinnabar parve durare in eterno.


Una folata di vento passò ululante di lacerata afflizzione tra loro, aumentando ulteriormente la distanza tra i loro mondi così diversi, la luna brillò soave illuminando i capelli lucenti di fosfofillite  che rifulsero di un armoniosa e rilassante luce verde, essa catturò i suoi occhi, erano sull'orlo del pianto.  Cinnabar capì perché tutti l'amavano, in effetti era adorabile:  un esserino meraviglioso sperduto nel loro mondo ostile.

"Stavi parlando da solo"

Quelle parole trapassarono il suo cuore come delle pugnalate. I cristalli nel suo corpo tremarono, il mercurio  ribollì. 

La gemma rossa si volse, barcollante, con una fitta d'angoscia, un brivido le attraversò la schiena. 

"Dovevo essere molto stanco, allora..."

Osservò il mare d'inchiostro esterrefatto, una infinita landa buia   tacita, specchio della sua anima,  disfatta ammutolita nella disperazione, incapace di credere a quelle fatali parole. 

La frangia rossa  ricadde sul  suo viso, celandone lo sguardo, gli occhi scintillarono di lacrime, il buio di una inquietante rivelazione annebbiò la sua razionalità. 

La gemma era  immobile ad osservare d'innanzi a se. Phos la guadò: pareva esser mutata in una fredda statua di marmo, priva di emozioni e sentimenti, stoica: titanicamente salda di fronte al suo destino, eppure, eppure in quel silenzio nervoso, albeggiava la truce e straziante ombra del pianto. La notte di tenebra, regnò incostrata sul mondo, inglobando la selvaggia natura nell'oscurità. Le ombre ammantano l'ambiente, dissipando le riflessioni di Phos e frantumando la sottile e instabile speranza di quella figura solitaria, prima baciata dalla materna luce. Il suo cuore fu ghermito da sanguinati artigli d'oblio che frantumarono il suo labile desiderio, si morse le labbra, rinchiudendo il furore dentro di se, strinse i pugni, impedendosi di piangere. 

[Houseki no Kuni] -  Whisper to the moonWhere stories live. Discover now