Esseri Umani

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"Siete così ingenui come gli esseri umani delle origini! Solo che infinitamente più belli."

Mormorò  dedicandogli uno sguardo soave, mentre i suoi occhi cremisi brillavano allegri del bagliore delle stelle.

La gemma rossastra lo osservò, ammaliata dallo splendore di fuoco di quella entità sconosciuta: " L'esistenza degli esseri umani è molto più breve della nostra, eppure infinitamente più intensa: per loro  potrebbe esser del tutto sconosciuto il sentimento della noia che in alcuni casi, avvilisce le nostre lunghe esistenze immortali. Esseri laboriosi, che s'impegnano in ciò che ritengono giusto, secondo il loro labile giudizio: alcuni  sono  appellati idealisti, altri sognatori...Tuttavia l'umanità è solo una bambina che ha paura del buio, proprio come te Cinabro: teme se stessa, eppure vuole  sfidarsi!  Si sfida continuamente per trovare i propri limiti, ed è stata proprio quella la sua rovina. La sua avidità di conquistare sempre più potere ha fatto si' che distruggesse il suo  modo con le proprie mani: gli umani sono così sciocchi... inutili marionette nelle mani del fato..." Proferì nel vento, quelle parole si dispersero nell'aere silenzioso, notturno, le stelle fioche rischiararono i loro visi diafani, i capelli cremisi di Cinnabar rifulsero silenziosi, colpiti da un raggio lunare. 

La gemma meditò su quella strana creatura:gli parve strano, ma non sembrava avesse cattive intenzioni. Si allontanò di alcuni metri, pensoso: "E' uno dei pochi individui che non mi abbia guardato con paura o disprezzo..." Le lacrime affiorarono ai suoi occhi, cercò di ricacciarle nel proprio animo, con un sospiro, poi dopo un attimo di esitazione, iniziò a pianiucolare, appoggiando il mento sulle ginocchia. Il demone lo osservò, basito: "Non piangere, mi dispiace vederti così!" Disse accarezzandogli il capo, e posandovi un bacio, lui alzò la testa le loro iridi si specchiarono le une nelle altre: gli occhi brillavano di quel veleno mortifero. Lucifer gli accarezzò il viso, ghermendo una lacrima nel palmo della mano, e la assaggiò. Cinnabar lo osservò, sbigottito, cercò di articolare una frase, ma dalla sue labbra uscì solo una violenta imprecazione: "Maledizione! Vuoi forse morire?" "Volevo solo portarti con me..." "Che c'è, vuoi che ti dica che è romantico?" "Certo che no!" "Sparisci...Voglio stare da solo..." Gridò alzandosi in piedi e continuando a incedere verso il plenilunio. "Che brusco modo di ricacciare un amico!" "Non lo sei, difatti!" Ribattè, aggressivo, come una tigre adirata, voleva allontanarlo, doveva impedirsi di affezionarsi a lui, si morse le labbra.

"Allora che cosa sono? Un giocattolo?" Esclamò allegramente, seguendolo a passi tardi. "Si, forse!" Azzardò, impedendosi di voltarsi. "H-Hai approfittato di me!" Esclamò teatrale, con finta indignazione, ridendo poi, di gusto. "Direi che sia stato più il contrario!" Ribattè, lanciandogli una occhiata aggressiva, voltandosi appena a scrutarlo, per poi girarsi nuovamente furioso. "Ahahhha, Cinabro caro, suvvia, non potrai liberarti di me tanto facilmente: oramai il tuo fascino mi hai stregato!" Rivelò ammaliante raggiungendolo, Cinnabar velocizzò il passo con uno sbuffo di risentimento: "Desideri solo il mio potere, non la mia amicizia: vattene, essere immondo!" "Anche tu con i loghi comuni: è sicuramente colpa delle corna e delle ali! Maledette, mi fate giudicare male!" "Hai iniziato a parlare con parti di te stesso?" Chiese, adirato, celando l'imbarazzo abilmente in una maschera d'ira. "Perché, tu non parli con quelle graziose goccioline che ti fluttuano attorno?" "No, non mi risponderebbero!" "Io credo di si' e magari sono anche gentili!" Insinuò allegramente, inviando all'altro un sorriso radioso. "Basta, Lucifer..." Lo zittì, logorato da quei comportamenti inquietanti e quasi infantili.

"Senti Cinnabar, vuoi vedere gli umani?" Chiese dopo un attimo riflessione, mentre un ombra di rassegnazione sfolgorava raggiante sul su viso.

"Gli umani?!" Mormorò, alzò il viso,girandosi verso l'altro, le pupille divennero due fessure, gli occhi brillarono di curiosità. "Sono quegli esseri dei quali ti ho parlato , mi ricordi tanto loro!" "E come faresti a mostrarmeli?" "Basta che mi trasformi!" "Cos-" Lucifer fu circondato da una fiamma rossastra, dopo sul viso di Cinnabar si dipinse una espressione di stupore, era sbigottito: aveva perso le corna e le ali, la pelle era stranamente rosea, gli occhi del colore della terra, i segni erano spariti, indossava un completo nero, elegante. "Questo è un essere umano, un giovane uomo!" Esclamò Lucifer, barcollante per un attimo, le trasformazioni erano destabilizzanti all'inizio era estremamente debole dopo averne assunta una. "Ti assomiglia, ma gli occhi perché non brillano?" "Gli occhi degli esseri umani, sono diversi da quelli dei demoni o dei vostri." "Capisco, l'altezza è rimasta più o meno la stessa, però..." Constatò facendo un giro attorno a lui, studiandolo. "Però?" incalzò Lucifer, sentendosi a disagio, con quegli occhi puntati su di lui. Cinabrò aprì le labbra, ma poi le richiuse, indeciso se proferire parola.

[Houseki no Kuni] -  Whisper to the moonWhere stories live. Discover now