Legame

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Mi risveglio nel mio letto, avvolta nelle lenzuola fino al naso, con una palla di luce sospesa sulla testa.

Ah no, è solo il lampadario... aspetta, perché c'è il lampadario sopra di me?

«Buongiorno, Giù» la voce di Lisa mi prende di soprassalto e, quando mi volto verso sinistra, trovo il suo viso sopra il mio. È seduta sul materasso di fianco a me, i capelli raccolti in un codino. Mi chiedo che stia succedendo, quando una nuova ondata di stanchezza mi porta a stringere gli occhi.

«Ahhh ma che ore sono?» biascico mezza assonnata, mentre con lo sguardo cerco di procurarmi la risposta da sola.

«Circa le dieci e mezza di sera» risponde lei guardando il cellulare.

«Ah...» faccio, continuando a rotolare ancora un po' nel letto, finché non realizzo la risposta di Lisa. «Aspetta, dieci e mezza?! Ma quanto ho dormito?!»

Lisa scrolla le spalle. «Un po', non ho voglia di calcolare. Il master voleva esser sicuro che saresti rimasta tranquilla mentre ci spiegava che è successo. Come ti senti?»

Improvvisamente ogni ricordo ritorna a galla, l'ansia inizia a salire dentro di me, terrorizzata da ciò che il master abbia potuto dire ai ragazzi mentre ero addormentata. Mi volto di nuovo verso Lisa: nonostante l'espressione tranquilla e il leggero sorriso che increspa le labbra, non riesco a non essere spaventata dal suo viso. «Oh, dèi...»

«Oh dèi, cosa?» Lisa corruga le sopracciglia. «Giulia, non è successo niente! Davvero avevi paura di una cosa del genere?»

Annuisco, le guance rosse dalla vergogna.

Il sorriso di lei si fa più rassicurante. «Giù, tu sei una Guardiana. Okay? Sei una Guardiana a tutti gli effetti, chissenefrega di quello che dice quel libro!»

«Ayem era una Cacciatrice...»

«Già, hai detto bene, era. Si è convertita all'Ordine dopo aver capito che persona... va beh, che dio era Zaldron, sapendo di rischiare, ed è diventata la dea che ora risiede dentro di te. Oppure non lo so, magari non si è mai convertita, magari è rimasta incastrata nell'Ordine senza via d'uscita, non importa! È successo migliaia di anni fa, siamo nel 2014 e degli dèi ora sono rimasti solo i Guardiani... e tu sei una di loro, anche se solo per metà.»

«Appunto. Solo per metà...»

«Beh, almeno la tua anima non è corrotta.» Lisa fa una pausa, il sorriso è scomparso dalle sue labbra e i suoi occhi neri diventano più seri. Mi afferra la mano sinistra e la stringe nella sua. «Ma non erano solo le origini di Ayem il motivo per cui piangevi. Avevi paura che io e Raffa ti abbandonassimo, avevi paura di farci del male...»

«Lì, quella parte di me...»

«Giulia, siamo tuoi amici. È vero, siamo Guardiani e, ripeto, anche tu lo sei, ma in primo luogo siamo persone, persone che ti vogliono bene. Certo, ammetto che sul momento siamo rimasti un po' sconvolti, ma chissenefrega, tu sei mia amica... mi basta questo. Quella parte di te non ci toccherà o l'avrebbe già fatto.»

Vorrei essere più sveglia per apprezzare meglio ciò che sta dicendo, ma sento comunque il cuore scaldarsi davanti a quelle parole. I miei occhi si fanno più umidi: era da tanto che nessuno parlava così, nemmeno Michele, lui lo dava per scontato.

«Sì, forse hai ragione. Grazie, Lì» mormoro con la voce ancora rauca.

«Di niente, però la prossima volta che qualcosa ti spaventa parlane con noi, invece di farci preoccupare come oggi» replica lei, puntandomi l'indice come un avvertimento e cercando inutilmente di imitare una faccia seria. Tento di trattenere una risata, ma nemmeno lei riesce a reprimere il sorriso troppo a lungo e per un momento scoppia a ridere.

Gli ultimi Guardiani - RyodDove le storie prendono vita. Scoprilo ora