Sempre in viaggio

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- Che balle!!!!!!- Vittoria si stiracchio per l'ennesima volta

- Perché dobbiamo andare a Vicocastello?- Mary sbuffò

- Si chama Vicoforte e comunque per miei affari.-

- Perché non hai portato Hob?-

- Si stanca. Tu invece devi fare moto.-

- Antipatica. E poi che moto? Siamo da sta mattina in giro.-

- Da quasi quattro ore per la precisione.-

- UUUFFFAAA!-

Il viaggio per Vicoforte si stava trasformando sempre di più in un inferno. Lo era stato dall'inizio.

Avevano perso il primo treno per Mondovì ed erano stati un ora al freddo ad aspettare, con il sonno che le perseguitava, il prossimo treno. Arrivate erano andate alla fermata del pullman che, a causa delle brutte strade, era arrivato in ritardissimo facendole aspettare di nuovo per un'altra mezz'ora. La cosa più preoccupante però era che il viaggio a Vicoforte non era stato l'evento peggiore di quella settimana, dato gli eventi degli ultimi giorni.

Pali, con un sorrisetto sulle labbra, aveva aumentato il prezzo come preveduto senza nessuna giustificazione.

Alda, non contenta di aver ingessata solo una mano, si era fatta male pure a quella sana, la babbea. Con entrambi le mani fuori uso non solo non poteva fare nulla, ma era diventata pure insopportabile. Ornella e Giovanna invece si stavano insospettendo per i viaggi di Mary, una li pensava per lavoro ( ed è meglio non nominare i lavori presi in considerazione ) e l'altra era convinta che frequentasse brutte compagnie e, sotto sotto, pensava che ci fosse lo zampino di Angelo anche se in realtà era impossibile perché Mary non l'aveva più visto.

Guardò fuori dal finestrino, il paesaggio scorreva monotono.

- Ehi Vic!- esclamò

- Cosa c'è?- indicò fuori dal finestrino

- Guarda un cavallo!-

- Che bello!- Mary guardò la bambinetta

- Per passare il tempo, raccontami qualcosa di te. -

- Cosa?-

- Qualcosa.-

- Va bene. Allora, partiamo dal principio. Mi chiamo Vittoria Vigna e vengo da un paese vicino a Madrid. Mia madre veniva da Cagliari e mio padre da Barcellona. Ho otto anni e mezzo e sono nata il 30 luglio alle 4 di pomeriggio. Mi piace scorrazzare per i boschi, raccogliere i fiori e farci tante cose belle soprattutto corone floreali. Sai, stavo ore intere su una collina a rotolarmi su e giù. Ritornavo a casa al tramonto, dopo aver raccolto qualche margherita per la mamma con il vestito sporco e i capelli pieni di foglie. Lei si arrabbiava vedendomi così conciata, mi sgridava dandomi della fannullona e chiedendomi se avevo fatto i compiti mentre era al lavoro. Dopo che li avevo mostrato i compiti fatti e dato i fiori si calmava ed insieme preparavamo cena poi papà arrivava e cenavamo. Era una vita bella e tranquilla la nostra ma ci andava bene così. L'unica cosa che mi dispiaceva era che i miei amavano fin troppo la vita sedentaria.-

-Vuoi dire che non li piaceva andare in giro?-

- Si. Sai, l'unica fase di movimento fissa era la settimana bianca che venivamo a fare in Italia. Tu sai sciare?-

- No.-

- A me non piaceva, ma papà mi ha costretto.-

- E i tuoi da quanto sono morti?- Vittoria rimase zitta per un attimo poi, con voce strana, disse

- Sono morti in un incidente con gli sci.- e la conversazione finì lì.

- SSSSSIIIIIII!- Vittoria saltò giù dal bus stiracchiandosi. Mary dietro di lei respirò profondamente mentre la bambina si mise a correre nel parcheggio, saltando cumoli di neve. La chiamò incacchiata.

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!