Morso da un lupo mannaro

5 0 0
                                                  


Era successo quando erano entrambi più giovani di qualche anno, Filippo ricordava ancora tutto nitidamente. Non era stata una bella esperienza per loro, affatto. Sarebbe da catalogare fra le cose da rimuovere, da scordare per sempre. Eppure, quel fattaccio era accaduto e gli aveva cambiato la vita.

Suo fratello Giuseppe era uscito a portare fuori il cane, un pastore tedesco di nome Billy, a spasso fra i sentieri battuti che costeggiavano la casa di campagna. Non sembrava che ci fosse nulla nell'aria che facesse presagire una disgrazia simile: non si erano rotti gli specchi, nessuna cornice si era scheggiata, non avevano schiacciato nessun ragno di mattina, non avevano messo il pane capovolto sulla tavola, non erano andati contro le tipiche superstizioni.

Quel giorno non era né mercoledì tredici né venerdì diciassette, eppure accadde ugualmente qualcosa di infausto, qualcosa di terribile, qualcosa che gli faceva rizzare i peli delle braccia o accapponare la pelle dalla paura.

Filippo stava tranquillamente strimpellando la chitarra, seduto vicino al caminetto, sulla sua poltrona preferita, quella con la tigre stampata sul retro del coprischienale.

I genitori erano andati a cenare da amici, dove avrebbero passato anche la notte.

Il ragazzo era completamente rilassato e lasciava che la melodia fluisse naturalmente dalle sue dita, fischiando talvolta il motivetto, o interrompendosi e riprendendo dall'inizio quando riteneva di aver sbagliato una nota.

All'improvviso, un grido poco virile squarciò l'atmosfera quieta in cui Filippo si era isolato, facendolo stonare completamente, perché fece stridere la povera chitarra per lo stupore. Allora lui sgranò gli occhi e corse all'ingresso, spalancando la porta, dalla quale uno spaventatissimo Giuseppe lo superò urlando, per poi tornare indietro, spingerlo via e sbattere l'uscio, sprangandolo con i vari ganci e ruotando la chiave nella toppa.

«Pepé, che cosa succede? Perché ci stiamo chiudendo dentro? Dove hai lasciato il cane? Come mai stai tremando?» chiese tutto d'un fiato Filippo, curioso di capire lo stato d'animo del gemello, sbiancato in volto e fremente per colpa di qualcosa. O di qualcuno.

«Fi-fi-fifì, ho v-visto... Era tremendo, era nel bosco! De-devi credermi!».

«Chi? Cosa? Vuoi calmarti ed essere più chiaro?».

«Un... un... LUPO MANNARO! AAAH!».

Con una zampata potente, la cosa che aveva sconvolto Giuseppe aveva appena divelto una trave fra la porta e la finestra, facendoli indietreggiare di colpo mentre lui balbettava, prima di gridare la sua risposta.

E no, quella zampa non apparteneva al loro Billy, non apparteneva nemmeno a un uomo normale, era troppo pelosa, questo era poco ma sicuro!

Filippo ebbe il buonsenso e l'accortezza di arraffare suo fratello dal cappuccio e di trascinarlo fino alle scale, dove si caracollarono per salire sopra e per barricarsi dentro la soffitta, che era forse l'unica stanza più sicura nella grande casa.

Utilizzarono vecchie scope, mobili inservibili e altri oggetti vari per piazzarli davanti alla porta e fortificare la loro barricata improvvisata, per poi abbracciarsi stretti, tremando e sperando che passasse presto la notte, che Billy fosse abbastanza coraggioso da affrontare la creatura sovrannaturale, perché loro no, non erano così folli da scendere di nuovo e combattere!

Giuseppe poteva anche essere dotato della sua forza sovrumana, ma se aveva paura, quella non avrebbe mai sortito l'effetto sperato, doveva arrabbiarsi se voleva ottenere risultati soddisfacenti.

Sentirono un ululato spaventoso e un ringhio feroce da sotto la finestra, vicino, significava forse che la belva si era arrampicata fin lassù?

«Ho paura, Fifì!» piagnucolò Giuseppe, tirando su col naso.

«Anch'io ho paura! Non abbiamo neanche il fucile di papà, accidenti, l'abbiamo lasciato sotto!» si lamentò Filippo, mentre nella sua mente pregava in tutte le lingue che conosceva un qualche miracolo che li salvasse da quella situazione da incubo.

Un'altra zampata fece saltare la maniglia della finestra. Le loro urla terrorizzate echeggiarono nella notte di luna piena, mentre il lupo mannaro entrava nella soffitta, li squadrava ringhiando e si lanciava su di loro. Filippo ebbe la prontezza di scrollarsi di dosso Giuseppe e di spingerlo di lato, salvando almeno lui dall'assalto della creatura pericolosa.

Giuseppe assistette piangendo e gridando alla scena di suo fratello che veniva morso sulla spalla, prima di arrabbiarsi e reagire, finalmente.

Tempo qualche secondo e il lupo, uggiolando, volò da dove era entrato, lanciato dalla forza straordinaria di Giuseppe.

Filippo, nel frattempo, era svenuto per il dolore.



«Sta per succedere?».

Filippo indirizzò un'occhiata rassegnata al gemello al suo fianco.

«Temo proprio di sì, Pepé. Devi andare via da qui prima che le nuvole si spostino dalla luna. Non potrei mai perdonarmi se ti facessi del male sotto forma di lupo mannaro. Voglio saperti al sicuro».

«Abbi fiducia in me: lo sarò. Come potrò mai sdebitarmi, fratello mio? Quel giorno mi hai salvato la vita, anche se ti sei condannato a questo destino...» replicò Giuseppe, stringendo i denti, il senso di colpa che tornava a farsi sentire dentro.

«Non ha importanza. Adesso vai. Salutami mamma, papà e Morena. Dì loro che tornerò presto».

Morena era la fidanzata di Filippo.

«Buona caccia».

Lo abbracciò Giuseppe, per poi andare via correndo, salendo sulla Jeep parcheggiata fuori dalla grotta e allontanandosi sempre di più, lontano dal luogo in cui Filippo aveva stabilito di trasformarsi.

E ben presto il suo corpo mutò forma: esso si riempì di pelo, gli crebbero le unghie, si affilarono i denti, si assottigliarono gli occhi nocciola, si irrobustì e si arcuò nel fisico, fino ad avere quattro zampe.

Il lupo mannaro era pronto, ululando la perdita di umanità alla distante luna piena.

°°



902 parole.

Scritta per la quinta settimana del COW-T 8, prompt "Werewolves!AU".

Quindi la suddetta storia è ambientata in un universo alternativo, ma rientra sempre in questa raccolta, dato che i protagonisti sono gli stessi gemelli ^^


I gemelli di campagnaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora