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Rientro nell'appartamento, appena alzo lo sguardo, noto Belle seduta sul divano.

-Cosa ci fai tu qui?- le chiedo avanzando verso di lei.
-Sorellina- ironizza agganciando il mio sguardo.

Deglutisco e sento il mio cuore battere fortissimo.

Spegne la tv e mi rivolge uno sguardo.

-Come va la vita?- mi domanda sorridendo.
-Ma s-sei ironica?- le chiedo spaesata.
-No. Cercavo mia sorella e finalmente l'ho trovata- sorride allargando le braccia.

Metto da parte i punti interrogativi e corro ad abbracciarla.

-Scusami se sono stata così dura con te, non voelvo- sussurra.
-Perdonami per la scommessa e per il resto. Ho riflettuto tantissimo ed ho capito che sono stata una vera sciocca- dice accarezzandomi la testa mentre mi sorride.
-Perdonata!- esclamo versando alcune lacrime.

Davvero si è pentita così in fretta? Sono davvero felice.

Scioglie l'abbraccio e mi guarda sorridendo, dopo di che mi porge un fazzolettino di carta che afferro all'istante: mi asciugo le lacrime, lo piego e lo infilo in tasca.

-Grazie- sussurro.
In tutta risposta mi sorride, subito dopo Federico esce dal bagno e ci raggiunge.
-Ehi...- borbotta il biondo guardandomi.
-Fede!- esclamo.

Mi alzo dal divano e corro immediatamente ad abbracciarlo, lo stringo forte, ma non ricambia, anzi, rimane freddo e fissa mia sorella.

-Cosa c'è?- gli chiedo eliminando il sorriso.
-Ehm, nulla...- sussurra il biondo, per poi schiarirsi la voce. 

Belle e Federico continuano a scambiarsi sguardi, ma non capisco il motivo.

-Che cosa mi nascondete?- domando ai due alternando lo sguardo.

Federico fa per parlare, ma Belle lo precede.

-Nulla. È che poco fa abbiamo avuto un dibattito, abbiamo discusso su una sciocchezza- mi spiega mia sorella appoggiandomi un braccio sulle spalle, mentre guarda Federico negli occhi.

Quest'ultimo deglutisce, un attimo dopo sorride quasi a comando: ma cosa sta succedendo?

Continuo ad alternare lo sguardo, subito dopo ingoio la saliva con forza.

-Abbiamo discusso su una partita di calcio, niente di più- sussurra Belle guardandomi.
-Fede, è vero?- domando al biondo che serra all'istante la mascella.
-Ehm...- mormora scambiandosi vari sguardi con mia sorella.

Si schiarisce la voce e mi guarda negli occhi.

-Certo, per questo- borbotta Fede guardandomi.
Bella mi sorride, subito dopo afferra la mia mano e mi trascina alla porta.
-Noi usciamo un po', caro cognatino!- esclama raggiante la tipetta in mia compagnia.

Le sorrido e aggancio lo sguardo di Federico.

-No, Rose rimane qui con me- espone il biondo.
-Perché? Finalmente ho ritrovato mia sorella e voglio trascorrere del tempo con lei- mi oppongo.

Fede sospira e guarda negli occhi Belle, poi me.

-Aspetta...- sussurra.
Si avvicina a me e, senza preavviso, si tuffa sulle mie labbra.

Mi bacia passionalmente e sento una strana sensazione.

Aggiunge la lingua e ricambio immediatamente, poco dopo ci stacchiamo.

-Stai attenta, Rose- mi raccomanda Federico.
-Ehi, stai tranquillo...- sussurro accarezzandogli la guancia.
-Sono responsabile, d'accordo?- aggiungo guardandolo negli occhi.
-Mi fido- sussurra, per poi stamparmi un bacio all'angolo della bocca.

Sorrido e sgattaiolo fuori dell'appartamento con mia sorella.

-Facciamo una passeggiata?- mi chiede raggiante.
Annuisco, subito dopo la seguo: ma perché questa angoscia mi sta uccidendo dentro? Mi sento strana.

***

Belle mi ha portata in un parco di Milano, è isolato.

-Perché siamo venute qui?- domando a mia sorella con un mezzo sorriso stampato sul volto.
-Per stare sole- risponde poco dopo affiancandomi.
-Okay...- sorrido titubante.

Sento dei passi dietro di noi, ma non ci faccio caso più di tanto.

-Ti piace qui, sister?- mi domanda.
-Certo- borbotto guardandola, subito dopo mi rivolge un sorriso strano.

Faccio per proferire parola, ma dalla tasca mi cadono delle monete.

-Cavolo!- sussurro.
Mi accovaccio per cercarle tra l'erba, osservo bene un po' ovunque ma non le trovo.

Inizio ad imprecare in finlandese, cinese, giapponese e tedesco.

Subito dopo la voce di mia sorella risuona nella mie orecchie.

-Hai fatto?- mi domanda, subito dopo sento un rumore strano alle mie spalle.

-No- sussurro alzandomi.
-Mi potresti aiutare a...-
Le parole mi muoiono in gola quando noto che mi tiene puntata contro una pistola.

Alzo immediatamente le mani in aria e comincio a tremare.

-M-ma Belle... Che cavolo fai?- espongo con un filo di voce.
Scorgo tanto odio sul fondo delle sue iridi e il mio cuore inizia a battere fortissimo.
-Quello che avrei voluto fare da quando venni a sapere della tua nascita...- sussurra con odio mentre trema.
-Stai calma per favore, abbassa quella pistola- mormoro.

Faccio per fare un passo, ma sfiora il grilletto, perciò ritorno al mio posto e alzo un'altra volta le mani in aria.

-P-per favore. Possiamo ripartire da zero- balbetto.
-No- dice scuotendo la testa, per poi versare delle lacrime cariche di odio.
-Metti giù quella pistola, Belle- ripeto.
-So io quello che devo fare, non devi dettarmi ordini- urla contro di me.

Sobbalzo e mi sento d'un tratto in pericolo: questo è davvero l'ultimo giorno che i miei occhi verdi vedranno?

-Dovevo essere io la componente di quella famiglia, non tu. Hai sempre fatto la bella vita, non ti è mai mancano nulla, hanno esaudito sempre ogni tuo desiderio, invece io... Io non ho mai avuto niente, se non rimproveri da parte dei nostri zii, schiaffi e minacce. Sono stata male per tutti questi anni, ma se avessi vissuto io al posto tuo in quella  famiglia, non avrei sofferto così tanto. Ho sofferto troppo, adesso devi assaporare anche tu la sofferenza!- esclama piangendo.
-Ammazzandomi non r-risolverai nulla. Andrai in prigione e p-perderai l'unica persona al mondo che ora p-può starti davvero vicino- balbetto tremando ancora di più.
-Non voglio nessuno vicino- sussurra con odio.
-Voglio soltanto la tua testa su un bel piatto d'argento- aggiunge a denti stretti.

Sfiora ancora una volta il grilletto e deglutisco sonoramente.

-Non farlo, Belle. Ti supplico- sussurro tra una lacrima e l'altra.
-Non avrò più pietà per nessuno. La rabbia che ho dentro solo Dio la conosce- sussurra.
-Ma io non c'entro nulla. Non è colpa mia se sono nata, non è colpa mia se hai sofferto così tanto come dici...- cerco di farla ragionare.

Deglutisco, mentre lei continua a piangere in modo disperato.

-Non dovevi nascere- espone con più odio possibile.
-Non è colpa mia- ripeto con un filo di voce.

Sgrana gli occhi e continua a tenermi la pistola contro.

-La mia mente ormai è andata, ma so ancora troppo bene cosa voglio: la tua morte- confessa molto chiaramente.

Spazio autrice
[23:09 12/02/18]

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