Capitolo 15

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Ciao a tutti, mi scuso per aver pubblicato il capitolo così in ritardo, ma tra un impegno e l'altro non sono riuscita a ritagliarmi un momento per pubblicarlo.
Durante la mia assenza ho visto letture e forse qualche stellina in più, quindi vi ringrazio per questo, ma soprattutto per continuare a seguire la mia storia nonostante i miei ritardi nella pubblicazione dei capitoli.
Non voglio dilungarmi troppo, quindi spero che questo capitolo vi piaccia e prometto di aggiornare appena troverò un momento libero. Buona lettura e al prossimo capitolo.

Luca sapeva che non avrebbe avuto senso seguirlo in aeroporto, non avrebbe avuto senso nessuna delle cose che aveva per la testa, quindi decise di tornarsene a casa e provare a dormire, perché solo nel mondo dei sogni tutto il dolore sarebbe svanito.

Al contrario Simone si stava divertendo con Brian.
Durante il pranzo però Brian ricevette una chiamata dalla sorella.

«Ciao sorellina, come mai mi chiami a quest'ora?»
Chiese Brian sorpreso per l'orario.

«Ciao fratellone, avrei bisogno di parlare con Luca, non mi risponde al telefono, è per caso con te?»
Chiese la sorella preoccupata.

«No, l'ho visto l'ultima volta ieri notte, però con me c'è il migliore amico di Luca, si chiama Simone, vuoi parlare con lui?»
Rispose Brian cercando di capire come mai la sorella volesse parlare così urgentemente con Luca.

«Si, va bene, passamelo»
Brian passò il telefono a Simone mimandogli con la bocca che al telefono c'era la sorella e che voleva parlare con lui di Luca.

«Ciao sorella di Brian, dimmi tutto»
Disse Simone scherzoso al telefono.

«Chiamami pure Jessica, come saprai io sono una vecchia amica di Luca e Aspen e avrei il bisogno urgente di parlare con Luca, tu ci hai parlato recentemente?»
Chiese Jessica per tastare il terreno e capire se Simone conoscesse la situazione.

«Si ho sentito parlare di te, ma no, è da ieri notte che non sento Luca, è successo qualcosa?»
Chiese preoccupato Simone.

«In effetti si».

A quel punto Jessica si mise a raccontare tutto quello che gli era stato raccontato da Aspen a Simone.

Una volta terminata la chiamata Simone si caricò in macchina Brian senza dire una parola, lo portò nel suo hotel e poi corse verso casa di Luca.

Una volta arrivato sotto casa sua iniziò a suonare il campanello ininterrottamente, ma non ricevette nessuna risposta.

Si stava chiedendo come l'amico non l'avesse chiamato subito, sperava non fosse caduto così in fondo da non essere più recuperabile.

Dopo l'incidente di Aspen ci era andato vicino, ma era uscito dalla depressione.

Simone in quel momento si sentiva tremendamente in colpa, era stato lui a spingerlo tra le braccia di Aspen un'altra volta, convincendolo che le cose sarebbero tornate come prima dell'incidente, ma purtroppo non è andata come sperava.

~·~·~·~·~·~·~

Aspen era appena atterrato a Londra. Durante il viaggio non aveva fatto altro che pensare a tutto ciò che gli era capitato e soprattutto a Luca.
Come ho potuto dimenticarmi proprio di lui, si chiedeva da quando si era ricordato tutto.

Come ho fatto a dimenticarmi un intero anno della mia vita, si chiedeva ancora.

Si allontanò dai suoi pensieri solo nel momento in cui vide Jessica.

Lei stava aspettando seduta su una panchina agli arrivi dell'aeroporto e quando vide l'amico le si formò sulle labbra un sorriso quasi accennato.

Più che altro era quasi forzato, Aspen in quel momento le faceva​ pena ed era molto dispiaciuta per la situazione che si era creata tra lui e Luca.

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