Capitolo 9. In cerca di risposte - Parte Seconda

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Nello stesso momento, dalla parte opposta di Riverwood, Jord e CJ attraversavano il ponte d'accesso all'isola dei templi, muovendosi sicuri tra i pochi fedeli che vi si recavano in visita. Il sole faceva scintillare la guglia dorata di Pelor come fosse anch'essa una piccola stella, che vegliava sulla città dall'alto circondata di cupole candide e alberi rigogliosi. Jord si concesse di osservarla qualche secondo, apprezzandone le linee sinuose e la semplicità delle forme, così in netto contrasto con l'abbondanza del tempio di Heironeous al suo fianco.

Sarebbe stato chiaro a chiunque, anche senza saperlo, che Riverwood avesse dedicato tutta sé stessa al culto del dio del valore; ma questo, a Jord non dispiaceva. Sapeva che Pelor sarebbe stato lì a vegliare su Irvania in ogni caso, anche se da un tempio più modesto come quello che spuntava dietro i rami del salice di Obad-Hai.

«Lasciatelo dire da CJ, amico. Sono davvero sorpreso che tu abbia scelto di girare la città con me. Non pensavo che fossimo così affiatati, ma sono sicuro che faremo scintille insieme!» esclamò d'un tratto l'halfling, staccandosi dalla spalletta scolpita in bassorilievi dalla quale aveva ammirato il fiume fino a qualche secondo prima e raggiungendolo al centro del ponte.

Jord sospirò, cercando al contempo un modo gentile per dire al compagno che aveva scelto di portarlo con sé solo per sincerarsi che lasciasse in pace le tasche altrui. «Be', sulle scintille sono sicuro anche io» rispose infine, anche se con una sfumatura di significato leggermente differente da quella del compagno. Poi, vedendo che l'altro lo fissava entusiasta, cercò un modo di mantenere viva quella strana conversazione, per non dover proseguire in completo silenzio fino alla zona dei templi. «Ma si può sapere perché parli di te in terza persona? Me lo chiedo fin dalla fortezza, ma ancora non sono riuscita a capirlo.»

CJ ridacchiò. «Perché è così che si fa a Unea, fratello. Se CJ parla di sé con orgoglio, prima o poi lo faranno anche gli altri allo stesso modo.»

«Uhm, un discorso bizzarro ma non fa una piega» fu costretto ad ammettere Jord. «Ma dimmi, com'è la vita a Unea? Non ci sono mai stato e ammetto di non conoscere nessuno che venga da lì. Oltre te, ovviamente.»

«Eeeh, sapessi» rispose esaltato l'halfling, gli occhi che brillavano all'idea di descrivere la sua meravigliosa città al compagno. «Innanzitutto però, io appartengo a Dunea, non a Unea.»

«Ah, e che differenza fa? Non sono tutte attaccate? Trinea compresa?»

Il volto di CJ si contrasse leggermente. «Vacci piano con le offese, bello. Non sono proprio la stessa cosa!»

Un sorriso sfuggì al chierico, davanti alla determinazione del piccolo ladro. «Va bene, va bene» concesse, posando il primo piede oltre il bordo del ponte e muovendo verso la guglia. «Allora spiegami che differenza fa, così che possa comprendere» riprese, conducendo il compagno attraverso gli ordinati giardini dell'isola.

Lo sguardo di CJ si staccò da una collana che camminava attaccata al collo di una donna praticamente trasparente ai suoi occhi e l'halfling riportò l'attenzione su Jord. «Vedi amico, la mia città è un po' come come una femmina, di qualunque razza.»

«Una femmina?» lo interruppe Jord, perplesso.

«Lasciami finire» lo rimbeccò subito CJ. «Unea è quella femmina quando è bambina. Ribelle, immatura ma piena di vita. Ancora piena di difetti certo, e chi non li ha? Ma la vedi e non puoi che sorridere con lei.» La concentrazione dell'halfling ora era tutta riposta in quel discorso e mentre camminava, spostava lo sguardo dal compagno alle dita, dove teneva il conto. «Trinea è la stessa femmina da vecchia. È piena di rughe, ma se cerchi bene, tra queste trovi segreti che non avresti mai scoperto da solo. È come la mia vecchia nonna, capisci? Sdentata eppure tenace come un ramo pieno di nodi.»

Le Fiamme di Dóiteáin - Cronache di Irvania IDove le storie prendono vita. Scoprilo ora