Nascosta nella neve

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- Si, ritornerò tardi. E vado da sola, chiaro?-

- Si, ok. C'hai il telefono dietro?-

- Si, mi porto anche Hob.-

- Dove vai?- di certo non poteva dirgli la verità

- A Torino.-

- A fare cosa?-

- A cercarmi un lavoretto, ieri ho visto annunci interessanti.-

- Mary non c'è il caso, Andressa ci lascerà ufficialmente i soldi oggi.- a Mary li venne un groppo in gola

- Oggi?- disse

- Si, non te l'ha detto? Sta sera sera parte.-

- Ah. Beh. Sarà meglio che vada. Ciao Ornella.-

Dopo aver quasi rischiato di perdere il secondo treno a causa del suo scarso orientamento Mary si era imbarcata pronta per Novara. Erano le 10 e mezza ed Hob, seduto sotto il sedile, brontolò. Il personale della stazione non era stato molto contento di Hob ed alcuni lo guardavano male, Mary aveva dovuto metterli la museruola che fortunatamente portava sempre dietro. Si mise più comoda, fuori come aveva detto Caio, i campi di risicoltura sembravano tanti laghetti rettangolari o quadrati gelati e le solitarie casette tra i campi erano bianche dalla neve, ma era nevicato meno rispetto da dove veniva Mary. Mentre accarezzava Hob ripensò ad Andressa, perché non li aveva detto che se ne sarebbe andata quella sera? Una parte di Mary la giustificava, ipotizzando che non volesse rovinarli l'uscita con Angelo, ma a quello ci aveva pensato Frank. Però un'altra parte di se era arrabbiata, se fosse tornata troppo tardi? Non sarebbe riuscita a salutarla e questo non doveva accadere.

- Tra dieci minuti giungeremo a Novara - disse l'auto parlante Mary si mise lo zaino sulle gambe, dopo essere stata tralasciata troppo a lungo la ricerca di Padre Ernesto riprendeva.

- Signori Agoti... Medici... Mmm...- si inginocchiò e liberò Hob e mentre guardava il treno ripartire decise che il centro poteva essere un buon posto per iniziare. Si incamminarono.

Abbandonarono la stazione e presero una via a caso, Mary guardò ancora una volta Google Maps prima di alzare la testa e rivolgere uno sguardo alla Cupola e al Campanile di San Gaudenzio, i dominatori il centro storico. Riabassò la testa, lasciando spaziare lo sguardo e l'udito doveva captare qualcosa d'interessante. A passo lento si mise a fare il giro della Chiesa. Non c'era nessuno, tutti a casa al caldo infondo era ora di pranzo. Pensando ciò Mary ricordò i signori Utti, soprattutto la signora Utti, la simpatia che provava nei suoi confronti era ancora viva e ricordò con divertimento il modo in cui aveva ripreso il marito, mentre era intento a lodare dei cani. Li passò accanto un signore sulla cinquantina tutto intento a leggere un libro di cui il titolo era It di Stephen King. Il signore starnutì

- Salute.- disse Mary

- Grazie.- li rispose lui continuando a camminare nella testolina di Mary balenò un idea

" Se funziona voglio le medaglie." pensò

- Ha il raffreddore?- chiese gentilmente al signore, lui annui

- Da due mesi. - rispose.

- Dovrebbe farsi visitare.- osservò Mary, con aria da sapientona

- Non sarebbe neanche un idea tanto male.- il signore accennò ad un sorriso

- Dovrei andare in ospedale.- Mary scuote la testa

- In ospedale ha tempo di prendersene 14 di raffreddori e di guarire, io sono esperta. Se fossi in lei, mi farei vedere da uno bravo.-

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!