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È mattina, sono in cucina a sgranocchiare biscotti al cioccolato, poco fa ho fatto una doccia calda che ha rilassato un po' la mia mente. 

Fede sta ancora dormendo beato sul  divano, stanotte mi sono svegliata varie volte per alcuni incubi, sembravano troppo reali.

Poso il pacco nel mobile, subito dopo due braccia mi circondano il busto.

-Fede- mormoro.
Mi stampa un bacio sul collo, subito dopo mi giro verso di lui e abbozzo un mezzo sorriso.
-Come stai?- mi domanda.

Abbasso lo sguardo, in seguito il biondo mi alza la testa e fa scontrare le nostre iridi.

Fa per parlare, ma il mio cellulare lo interrompe. Sbuffo all'istante, lo prendo e leggo "Mamma" sul display.

Stranamente, stavolta clicco il bottoncino verde, avvicino il cellulare all'orecchio e avverto subito dei singhiozzi.

-Mamma, perché piangi?- le domando alzando un sopracciglio.
-Tuo padre è in ospedale, l'hanno sparato, lui ed un altro uomo hanno scatenato una vera e propria guerra- mi spiega tra un singhiozzo e l'altro.
-C-cosa?- balbetto quasi sul punto di versare una lacrima.
-Io sono q-qui, mi hanno detto i medici che è grave e non ci sono possibilità che lui possa salvarsi. Corri subito- mi spiega, subito dopo attacca.

Con la bocca spalancata e gli occhi bagnati, abbasso lentamente la mano, rimango fredda, subito dopo Fede mi guarda.

-Cosa è successo, amore?- mi chiede il biondo.

Piano piano alzo lo sguardo, lo incateno al suo e altre lacrime amare continuano a scivolare lungo le mie gote.

-H-hanno sparato mio padre- balbetto.

Sgrana gli occhi, scoppio a piangere istericamente e mi stringe forte a sé.

-L'hanno sparato- ripeto quasi urlando.
Fede mi accarezza la testa mentre mi stringe sempre più forte a sé.
-Shh, piccola tranquilla- sussurra al mio orecchio.
-Sta morendo- espongo con la voce spezzata dalle lacrime.

***

Fede ed io siamo appena entrati in ospedale, immediatamente noto mia madre, perciò corro da lei.

-Dove è?- le chiedo piangendo.
-Dove è?- ripeto afferrando la sua maglia tra le mani.
-Lì- mi risponde appena indicando una camera.

Prendo un respiro, mi avvicino, ma mia madre mi ferma.

-Non puoi entrare- dice scontrando i miei occhi inferociti.
-È pur sempre sangue del mio sangue- espongo dopo pochi secondi.

Abbassa lo sguardo e versa ancora un'altra lacrima, apro la porta e, appena entro, i medici mi attaccano.

-Esci, non puoi stare qui!- esclama un uomo.
Due donne vengono verso di me e afferrano le mie braccia.  
-Voglio vedere mio padre- dico guardando le due.
-Non puoi- mi dice la biondina.

Prendo un bel respiro e cerco di mollare la presa.

-Lasciatemi- dico prendendo un bel respiro.
-Devi uscire, non puoi rimanere qui, dobbiamo fare il nostro mestiere!- esclama la moretta.
-Avete capito o no che l'uomo che sta per morire è mio padre? Lo capite, merda?- mi ribello alzando la voce.

Il medico mi guarda sconvolto, le due donne invece incrociano il loro sguardo a vicenda e mollano la presa un attimo dopo.

-Mi dia solo cinque minuti- supplico l'uomo che si avvicina lentamente a me.

Sospira, dopo di ciò posiziona una mano sulla mia spalla.

-Digli "addio"- mi spiega il medico.
Deglutisco e ancora un'altra lacrima scivola lungo il mio viso delicato.
-Non ce la farà- aggiunge serio.

Spalanco gli occhi, i tre escono, chiudono la porta e mi avvicino al letto.

Mio padre abbassa lo sguardo, i suoi occhi verdi stanno morendo ogni secondo di più.

Prende un bel respiro e si immerge nelle mie iridi.

-Ho fallito, piccola mia- dice, per poi versare una lacrima.
-V-volevo soltanto proteggerti, non pensavo di arrivare fino a questo punto. I-il mio unico scopo era vederti stare bene, perciò decisi di entrare in quel g-giro di persone- balbetta.

Verso ancora un'altra lacrima, mentre lui deglutisce e strizza il naso per il dolore.

-Scusami se ti ho proibito di stare con quel ragazzo, Rose. Cercavo solo di non farti stare male, solo adesso ho capito quanto vale Federico per te e auguro una vita f-felice ad entrambi- sussurra affannato.

Gli afferro immediatamente la mano e sento il mio cuore battere velocissimo.

-Scusami se non sono stato il papà migliore- aggiunge.
-Perdonami, Rose. Spero che un giorno riuscirai a perdonarmi per tutto quello che ho combinato, ma ricorda che se ho fatto quello che ho fatto, era per vederti felice. Non volevo farti mancare nulla- balbetta tra le lacrime.
-Papà no...- mormoro scuotendo la testa mentre singhiozzo.
-In fondo un uomo come me merita solo la morte- dice, subito dopo deglutisce.
-No, papà, no!- urlo, in seguito mi tuffo tra le sue braccia e lo stringo forte a me.
-Papà non mi abbandonare, ti prego, non lasciarmi- dico piangendo.

Comincia a tossire, lo stringo ancora una volta forte a me e sento il mio cuore battere ancora più forte.

-Sii felice, fai le scuse da parte mia a quel ragazzo. Sai, s-secondo me avrà una lunga carriera insieme a Benjamin, sono veramente f-forti insieme. Augura b-buona fortuna anche a tua madre da parte mia... La mia ora è arrivata- balbetta abbozzando vari sorrisi. 

Sciolgo l'abbraccio e afferro il suo viso tra le mani.

-Non puoi morire, papà. Questo non è vero, è solo un incubo, non è la realtà. No!- urlo.
-Fai la brava, bambina mia. Papà ti ha sempre voluto bene, non dimenticarlo mai- dice accarezzandomi la testa.

Tossisce, invece io scuoto la testa.

-Tu non vai via, papà. Tu rimani qui!- esclamo stringendogli la mano.
-È il mio d-destino- balbetta abbozzando un mezzo sorriso.
-Ah...- borbotta sofferente.
-Quando incontrerai tua sorella, dille che le ho voluto sempre bene- aggiunge versando alcune lacrime per il dolore.
-C-chi è mia sorella, babbo?- gli domando piangendo istericamente.

Fa segno di avvicinarmi, faccio ciò, prende un bel respiro e mi dice nome e cognome, dopo di ciò sgrano gli occhi, spalanco la bocca e il mio cuore perde centomila battiti.

-No, non può essere- sussurro.
-Addio Rose- dice mio padre, per poi buttare gli occhi al cielo e chiuderli.

È morto.

Spazio autrice
[23:43 21/01/18]

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