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Avrei bisogno di un po' di pace, vorrei stare tranquilla, magari viaggiare e distrarmi dalle cose che mi torturato l'anima.

Non sopporto soffrire, mi fa diventare fredda.

-Cos'hai? È da stamattina che non dici nemmeno una parola- mi fa notare Federico sedendosi sul divano accanto a me.
-Non ho nulla- mento.
-Sono tre giorni che non mangi, la notte non dormi e ti trovo sempre a piangere. È evidente che tu non stia bene- sussurra.

Alzo lo sguardo, immediatamente lo aggancia col suo.     

-Non mi sembra vero tutto ciò- espongo debolmente.
-Evita di pensarci, Rose. Vivi la tua vita, non puoi stare male per una cosa che non hai scatenato tu- sussurra.
-Sì, ma sono ugualmente in pericolo. Il telefono, i trucchi, i vari aggeggi per la casa, secondo te come li hanno comprati i miei?- gli domando in sussurro.

Abbassa immediatamente la testa, ciò mi fa aumentare l'ansia.

-Tutto acquistato con soldi di persone che per avere quei dannati soldi, si sporcano le mani uccidendo persone, facendo traffici di droga... Come vuoi che mi senta? La mia vita è stata  praticamente rovinata- borbotto delusa, per poi tirare su col naso.
-Non è stata rovinata, anzi...- bisbiglia.

Mi alza il volto con il dito, successivamente si immerge nelle mie iridi.

-Devi avere pazienza, Rose. Vedrai che passerà anche questo periodo- mi tranquillizza.

Faccio per ribattere, ma il mio cellulare inizia a squillare. Sbuffo, non appena leggo il nome sul display e clicco il bottoncino rosso.

-Chi era?- mi domanda il biondo.
-Mia madre- sussurro abbassando lo sguardo.
-Perché non l'hai risposta?- mi chiede.
-Non voglio avere più nulla a che fare con i miei genitori- annuncio decisa, dopo di che tiro su col naso.
-Sono pur sempre le persone che ti hanno accudita, protetta...- cerca di convincermi.
-Ah, protetta? Ma davvero?- ironizzo incrociando le braccia al petto.
-Entrare in contatto con la mafia per avere sporchissimi soldi, non si chiama proteggere. Quell'uomo-
Fede mi interrompe.
-È pur sempre tuo padre- interviene.
-No- sbotto alzandomi.
-Per me non più- aggiungo con gli occhi lucidi.
-Dicevo... Quella razza di uomo, ha messo a rischio la mia vita e quella di mia madre. Capisci che cosa vuol dire vivere ogni giorno con la paura di non vivere quello dopo?- mi agito con gli occhi umidi.
-Si forma un peso al petto che non riesce neanche a farti respirare- farfuglio distrutta.
-Stai male: non mangi, non dormi, non bevi... Pensi solo alla tua vita e al fatto che puoi perderla da un momento all'altro- concludo versando una lacrima ghiacciata.
-Dio, Rose...- sussurra abbracciandomi forte a sé.

Mi calmo, prendo un bel respiro, gli accarezzo la schiena e, con le lacrime, gli bagno la felpa.

-Ed è per questo...- sussurro slacciando l'abbraccio.
-Ed è per questo che non voglio più avere contatti con te, Francesca e Benjamin- sussurro asciugandomi le lacrime.
-Siete delle persone troppo importanti per me, non deve accadervi nulla, non me lo perdonerei mai- borbotto debolmente.
-Ma non ci accadrà niente, devi stare tranquilla- mi rassicura accarezzandomi la guancia.

Scruto attentamente i suoi occhi azzurri, dopo di che mi sorride per rassicurarmi e mi bacia la fronte un attimo dopo.

-Tranquilla, Rose. Andrà tutto bene, te lo prometto- farfuglia.

***

-Quindi quattro pizze Margherita?- mi domanda Fran cercando di incrociare il mio sguardo perso nel vuoto.
-Rose- mormora sventolandomi la mano davanti al viso.
-Eh?- le chiedo uscendo dal mio stato di trance.
-Ma ti senti bene?- borbotta agganciando il mio sguardo.
-Ehm... Sì, sto bene- mento abbozzando un sorriso falso.
-Non mi sembra. Ti conosco ormai- dice sorridendo.
-Tranquilla- la rassicuro sorridendo.

Federico ha lo sguardo puntato su di me, invece Benji gli parla, ma sono sicura che il biondo non sta ascoltando neanche una parola.

-Hai capito?- gli domando alla fine il moro.
-Cosa?- ribatte Fede rivolgendo uno sguardo al suo amico.
-Non mi stavi ascoltando?- si ribella Ben, per poi assumere l'espressione da gattino tenero irritato.

La mia amica si morde il labbro sorridendo, subito dopo si illuminano i suoi occhioni verdi.

***

Stiamo uscendo dal locale, una strana sensazione mi ha invaso il petto, sento il cuore battere all'impazzata.

-Rose- borbotta Federico afferrando la mia mano.
-Mmh?- mugolo alzando lo sguardo.
-Fermati- sussurra.

Faccio ciò, mi posiziono di fronte a lui e avverto all'istante varie scintille.

-Ti faccio un regalo immenso...- mormora sorridendo.
-Ovvero?- sussurro agganciando le braccia intorno al suo collo.
-Avvicinati- farfuglia avvicinandomi a sé.       

Faccio per parlare, ma si tuffa sulle mie labbra, dando vita ad un bacio passionale.  

Gli accarezzo la nuca molto dolcemente e mi lascio trasportare dalle emozioni. Il vento intanto soffia tra i nostri capelli, le stelle illuminano questa sera intensa di febbraio, invece i nostri cuori battono insieme molto velocemente. 

Federico mi accarezza la schiena e il mio cuore perde un battito, infine si stacca da me, fa per parlare, ma una persona incappucciata, gli punta una pistola sulla fronte.

-Staccati da lei- gli ordina.
Gli occhi del biondo si illuminano, deglutisce e alza un attimo dopo le mani.
-Chi sei?- gli domando cercando di mostrarmi dura.
-Una persona molto buona se fate quello che voglio- risponde il malvivente.

Si riconosce benissimo l'accento siciliano, l'ansia mi invade e quasi perdo i sensi.

-Non toccare lei- si ribella il biondo.
-Zitto, non parlare- si ribella l'uomo.
-Tu come ti chiami?- mi domanda l'incappucciato.
-Rose- dico tenendo lo sguardo fisso su di lui.
-Il cognome!- esclama.
-Grillo- rispondo alternando lo sguardo tra lui e il mio biondo.

Il malvivente molla la presa, lentamente ritira la pistola e deglutisce.

-Non sarai mica la figlia del gran boss Roberto Grillo?- mi domanda.

Federico mi guarda, io sgrano leggermente gli occhi e sento il cuore battere fortissimo.

-Sì, sono io- ammetto.

Spazio autrice
[16:56 20/01/18]

UN'AVVENTURA D'AMORE Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora