Capitolo 16

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Ciao a tutte e a tutti, come state? Spero bene, anche perché sono tornata con un nuovo capitolo tutto per voi.
Spero vi piaccia e vi ringrazio tanto per tutte le visualizzazioni e le stelline, se alcune di voi sono scrittrici sapranno la gratificazione che ti da vedere che una storia, frutto della tua fantasia, possa piacere a qualcuno che non sia te stessa o qualche amica.
Ma comunque mi sto dilungando troppo, buona lettura e al prossimo capitolo.

Erano passati mesi da quando Aspen aveva lasciato l'Italia e intimato Luca di non cercarlo.

L'avvocato infatti rispettò il suo volere rimanendo a Rimini e continuando il suo lavoro.

Solo Simone si era reso conto del cambiamento di Luca, non era più lo stesso, la sua vita si limitava a mangiare, lavorare e dormire.

Non parlava più, non usciva più, era sempre chiuso in casa a piangersi addosso e quando gli chiedevi come stesse rispondeva "Sto bene" con un sorriso finto stampato sul volto.

Simone ogni volta gli ripeteva "Puoi ingannare gli altri con quel sorriso, ma non me", però Luca non si smuoveva, come se fosse di pietra o di ghiaccio, Simone ancora non aveva capito bene.

Questo perché se fosse stato di ghiaccio c'era ancora speranza di farlo sciogliere e tornare normale, ma se fosse stato di pietra...ormai era spacciato.

Passavano i giorni e Simone premeva sempre di più sul fatto che lui uscisse a divertirsi, anche solo che uscisse un po' più di casa.

Luca invece era stufo di Simone, ok aiutarlo, ma gli stava troppo addosso, era soffocante.

L'avvocato era stufo delle continue ramanzine e dei continui ordini.

Una sera, mentre era a casa, pensava proprio a come far smettere Simone e gli venne in mente un solo modo, quello di assecondarlo, perché così non avrebbe avuto più nulla da dirgli.

E così fece, la sera successiva decise di andare a divertirsi in discoteca, e così l'altra e l'altra ancora, fino a che l'uscire in discoteca non diventò di routine.

Simone all'inizio era felice per l'amico, finalmente sembrava tornato lui, rideva, scherzava e rendeva molto di più sul lavoro.

Finalmente Simone avrebbe potuto pensare alla sua vita e non controllare quella di Luca.

Era così felice che telefonò subito Brian.

"Hey dolcezza"
Disse Simone amichevolmente, ormai si era abituato a chiamarlo così.

"Ciao Simone"
Disse Brian, totalmente incapace di ricambiare con un aggettivo o nomignolo amichevole.

"Ti va di uscire stasera?"
Chiese l'avvocato sprizzando felicità da tutti i pori.

"Certo, dove andiamo?"
Rispose altrettanto felice l'amico, era da un po' che non uscivano.

"Ti sorprenderò"
Rispose ridendo.

"Non aspetto altro, a dopo"
Disse Brian ansioso e curioso.

"Mi raccomando alle sette pronto, a dopo"
Rispose infine Simone.

Brian rimase sorpreso da quella proposta, sapeva di piacere a Simone, ormai era palese, ma era da un po' che non aveva del tempo da dedicargli.

Era impossibile che ne avesse così tanto così all'improvviso, doveva essere successo qualcosa.

Quella sera, come tutte le sere, Luca si preparò e andò in discoteca, mentre Simone e Brian si preparavano per la loro serata speciale.

Luca non era mai stato bravo con i ragazzi, però quella sera doveva trovare a tutti i costi qualcuno.

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