Capitolo 12

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Suonarono alla porta, era lui...era il momento della verità.

-È lui- saltai dalla gioia facendo ridere mia madre. Andai ad aprire.

Me lo trovai davanti in jeans e camicia elegante con un mazzo di rose rosse.

Sorrisi, prima che mia madre ci raggiungesse alla porta.

-Oh professore, è lei, prego entri-

Noah titubante entrò e mi guardò.

-A cosa dobbiamo la sua presenza qui? Sa, mia figlia aspetta il fidanzato per pranzo e credevamo ci fosse lui-

-Appunto- dissi.- Vieni mamma...ti devo parlare di una cosa-

-Dobbiamo- mi corresse Noah -Questi solo per lei- porse i fiori a mia madre e ne diede uno di nascosto a me, facendomi arrossire.

-G-Grazie-disse confusa mia madre.

Intervenì mio padre -Mi scusi professore, perché è qui?-

-Buongiorno signor Brown- gli strinse la mano e poi ci sedemmo tutti sul divano. -Io...- cominciò. Fu interrotto dalle strilla di mia sorella.

-FIDANZATOOOOO!!!- mia sorella, vestita da principessa e seguita da mio fratello con delle macchinine in mano, si gettò tra le braccia di Noah che la prese al volo confuso.

-L'avete già detto?- disse guardando me e Noah.

-Detto cosa?- chiesero i miei confusi...mi sembrava di rivivere la chiacchierata con i suoi.

-Mamma, Papà, il mio ragazzo è Noah-

-E chi è Noah? -disse mio padre

-Io-disse Noah con ancora mia sorella in braccio, che battè le mani soddisfatta accanto a mio fratello, incurante di tutto.

A mia madre caddero le rose dalle mani, e mio padre rimase paralizzato.

-Ve ne volevamo parlare da tempo, stiamo insieme da 2 mesi circa- dissi io

-Anne, Andrew andate in camera vostra!-disse mio padre con un tono di voce freddo dopo un lungo periodo di silenzio.

-Ma papà!- dissero in coro.

-Dentro-ripetè mio padre. I miei fratellini uscirono di scena imbronciati, raggiungendo la camera di sopra.

-È uno scherzo vero?- disse improvvisamente mio padre guardandoci negli occhi.

-No!- dissi io

-Signori Brown, io ho 28 anni e sono solo il supplente di Lusiana. Immagino che verrò sostituito l'anno prossimo, a quel punto io e Luisana non avremmo ostacoli!-

-Ma che diavolerie sta dicendo?- alzò la voca mio padre e si alzò in piedi.

-Q-Quello che mio marito voleva dire è che...insomma è una situazione particolare. Noah..., posso chiamarti Noah?-

-Si, certamente- rispose il mio fidanzato.

-Vedi Noah, tu sei un uomo, Luisana ha 20 anni-

-Lo so. Però abbiamo solo 8 anni di differenza, e Luisana in ogni caso è maggiorenne- mi prese le mani.

-Ma non è questo il punto! Mia figlia ha troppi pensieri per la testa per pensare ad un fidanzato, sopratutto se questo è uno dei suoi professori MOLTO più grande di lei!- mio padre

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