Chapter 22

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Da quando sono uscita da scuola, e anche mentre pulivo il teatro con Richard (lanciandoci sguardi per poi ritornare a lavorare non appena ci guardavamo a vicenda), non ho smesso di sorridere come un' ebete. Ciò non è sfuggito a Jason una volta a casa.
" Perchè così felice oggi?" chiede curioso com'è ed io gli sorrido. " Non dirmi che è per il bacio" annuisco " Ma cosa ci sarà mai di così tanto speciale in un bacio?"
" Era il mio PRIMO bacio, Jason!" esclamo gettandomi di peso sul divano
" Non ci credo nemmeno se mi pagassero miliardi"
" Non crederci..." faccio spallucce
" Notevole da parte tua allora. Lui non lo sa?"
" No, e non dirgli niente per favore!" lo supplico unendo le mani e lui ride
" Ma per chi mi hai preso? Tu mi hai aiutato con la polizia ed io ti devo ricambiare!"
Sono contenta che Jason sia così lelae ad un' amica; non è da tutti essere così al giorno d'oggi.
" Ma..." cosa? " In cambio mi devi dire perchè volevi tutte quelle informazioni quando ero in carcere e sei venuta a trovarmi"
Non posso dirtelo Jason!
Però lui ha le informazioni che mi servono per scovare Fletcher, e non posso fargli certe domande usando come scusa la curiosità. E poi potrebbe essere un modo per testare la sua lealtà, nonostante sia un modo rischioso. Forse dovrei chiedere prima al capo...
" Aspetta un attimo e poi ti dico, devo fare un attimo una chiamata" salgo in camera mia e chiudo la porta aspettando che il capo risponda e dopo due squilli è quello che fa.
<< Blaze, è tutto apposto? Come sta sua sorella? Le hanno detto qualcosa?>> quanto è strano il capo?
<< Ehm... tutto apposto. Ma non era per questo che l'ho chiamata. Come ben sa io ospito Jason Smith a casa mia e so che lui ha delle informazioni che mi potrebbero servire ma non credo che posso scusare tutte quelle domande con la curiosità e lui anche vuole sapere il perchè di tutte quelle dom...>>
<< Arrivi al punto!>> mi interrompe
<< Posso dirgli la verità?>> stringo occhi e denti pronta ad ascoltare la ramanziona per avere anche solo pensato di farlo.
<< Lei come si sente di fare faccia. Solo che se il segreto cadesse nelle mani del pubblico lei sa cosa succede. Glielo permetto solo perchè può servirci per risolvere il caso. Faccia attenzione a ciò che dire!>> attacca ed io rimango a bocca aperta.
MI HA DATO PER DAVVERO IL PERMESSO?!?!
Corro giù per tutte le scale e vado sul divano dove c'è Jason che chatta con qualcuno e dalla sua espressione facciale capisco che è Rachel con cui sta parlando.
" Interrompo la tua conversazione con Rachel se ti spiego tutto?" chiedo in modo da catturare la sua attenzione e ci riesco.
" No, l'ho appena salutata" mi informa e mi fa gesto di sedermi accanto a lui.
Prendo un cuscino tra le mie braccia e mi metto a gambe incrociate difronte a lui prendendo un respiro profondo.
" Non devi dirlo veramente a nessuno però. Questo segreto deve morire insieme a noi, chiaro?"
" Mi metti paura Kimberly"
" Devi averne, perchè se si venisse a scoprire io sono finita, capisci?"
" Perchè?" prendo un ulteriore respiro più profondo stavolta.
" Lavoro per la CIA" stringo il cuscino tra le braccia e lo vedo aprire cento volte la bocca per poi richiuderla.
" T- T- TU COSA?!"
" Sì, hai capito bene. Però non devi dirlo a nessuno nemmeno a Rachel o Richard o Corynn. Chiaro?!" annuisce. " E non è finito. Mi sono fatta affidare il caso di Fletcher e ho bisogno di tutte le informazioni che tu possiedi su di lui"
" Prima informazione: tu sei pazza"
" Non è uno scherzo Jason!" lo riprendo.
" Non sto scherzando infatti! Stai mettendo a rischio, oltre che la tua, la vita di tutte le persone a cui tieni! Le farà fuori tutte anche se ti sacrifichi per loro"
" Lo so, me lo hanno detto. Ma tu non hai informazioni importanti che mi possono aiutare? Io ho bisogno del tuo aiuto Jason! Ti prego!"
" So che ha una figlia a cui tiene molto" e fin qui, nulla che io non sapessi.
" Sì lo sapevo. Qualcosa su chi lo aiuta? Sai abbiamo scoperto che c'è qualcuno che dà informazioni sulle manovre della CIA a Fletcher"
" Come hai fatto a saperlo?" chiede non capendo
" Vedi, noi abbiamo un programma dove servono nome utente e password per entrarvi. Ti faccio vedere" prendo il portatile e accedo facendogli vedere tutto. " La vedi questa lista? Io ero su questa lista perchè mi era stato assegnato un caso principale e tutti quelli della CIA di tutto il mondo lo possono vedere in modo da poterti anche aiutare, ma l'ho fatto togliere perchè qualcuno poteva dirlo a Fletcher. Ed è ciò che è successo. Ecco perchè hanno attaccato la scuola di mia sorella, mi sono già alle calcagna. Ma l'accesso è permesso solo ad un membro della CIA, il che vuol dire che qualcuno sta facendo il doppio gioco tradendoci e lavorando per lui. Non hai visto qualche persona in faccia?"
" Oltre lui no, erano tutti uguali. Tutti con i lineamenti orientali, occhiali neri stile Matrix e divise nere con cartellini bianchi con su scritto il loro nome"
" Niente di nuovo, li avevo visti anche io il giorno in cui mi pedinavano per seguire me e mia sorella prima dell' attacco"
" Aspetta, ora che ci penso..." mi si illuminano gli occhi " Qulcuno di diverso c'era!"
" Chi Jason, chi? Cerca di ricordarti ogni minimo dettaglio!"
" Era alto, il più alto. Oserei dire sul metro e ottanta, ed era vestito esattamente come gli altri. Il suo cartellino portava il nome di... Ekim."
Ekim?! Perchè mi ricorda qualcosa? Dovrei sapere di chi si tratta? Lo conosco?
" Mi pare di averlo già sentito questo nome..." ammetto cercando di ricordarmi " Non sai darmi altre informazioni?"
" Mi avevano portato in un furgoncino nero con i vetri oscurati ed ero bendato, quindi non ho visto dove mi hanno portato, ma una volta dentro mi ricordo che mi trovavo in una stanza simile a quella di una casa non ancora finita di costruire a dall' apertura del muro capivo che ero molto in alto e si sentiva uno strano odore di sangue e puzza di morto. Fuori dalla finestra vedevo solo una distesa di erba verde e un grande bosco"
" Sono troppo astuti per farsi trovare..." Ekim... Ekim... Ma chi usa un nome del genere?! " Hai detto che ti hanno portato su un furgoncino nero con i vetri oscurati, hai percaso visto la targa?"
" Sì, prima di bendarmi ricordo di aver visto di sfuggita la targa, ma non la ricordo. So solo fosse californiana..."
" Era percaso ST 025 NO?" chiedo non appena dice che la targa era californiana
" Sì, esatto!" il suo viso si illumina non appena cito la targa
" Ommiodio sono gli stessi! Strano, Mike aveva detto che non esistesse una targa del genere... Jason, tu non sai quanto tu mi stia aiutando! Grazie"
" Figurati, ma chi è Mike?"
" Il mio migliore amico... anche lui lavora nella CIA. Ci siamo conosciuti in Canada e poi ci siamo rivisti quando ti abbiamo accompagnato per la prima volta in caserma io e Richard. Solo che non me lo vedo a tradire la CIA. Ti ricordi il ragazzo che venne quel giorno e con il quale mi sentisti litigare?"
" Si, era lui?" annuisco
" E ora parecchie cose quadrano... Disse che non aveva trovato la targa del furgoncino sui tabulati californiani... Devo controllare io!"
" Un' ultima domanda Kim" mi ferma Jason
" Cos'hai alla spalla sinistra?" indica la ferita nuovamente fasciata
" Una missione che ho fatto con Mike, mi hanno sparata" i suoi occhi sono fuori dalle orbite.
" Non è guarita?"
" Sì, lo era. Ma qualche giorno fa Matt mi ha dato una botta sulla spall-"
" Me lo ha raccontato Richard. Mi dispiace. Ma quindi tu sei stata addestrata ad usare armi, a difenderti e tutto?"
" Sì, ovvio. È la prima cosa che ti viene insegnata per entrare nella CIA."
" E come fai ad entrarci?" continua a fare domande interessatissimo.
" Ovviamente sono loro che ti chiamano, alcuni agenti spionaggiano i ragazzi che hanno capacità che potrebbero essere utili. Molto spesso all'FBI arrivano denuncie di furti oppure di stalker ed i migliori li teniamo sott'occhio per poi capire se potrebbero essere dei potenziali agenti o meno"
" E come ti hanno scoperto?" sorrido al solo ricordo
" Due anni fa, in Canada. Stalkeravo l'ex di una mia amica per capire se la stesse tradendo o meno. Qualcuno si accorse di me e lo disse al ragazzo. Partì la denuncia, ma io raccolsi abbastanza informazioni per la mia amica e bastarono per farli lasciare. Quando mi portarono dall'FBI per farmi delle domande dovetti ammettere che erano tre mesi che stalkeravo lui, ma che non era stato il primo. L'interrogatorio lo tenne Sam, il capo dell'FBI newyorkese, mandato per volere del capo. Così ecco che la CIA iniziò a pedinarmi ed io continuavo a stalkerare ragazzi per amiche e ragazze per amici. Partivano denunce a volontà, tante da poterme fare una collezione, un giorno te le farò vedere. Un giorno poi un agente della CIA mi portò con lui dove stava il capo con la scusa di un'aiuto con le indicazioni e mi costrinse a salire dal capo con lui. Ecco tutto" ammetto di aver escluso alcune parti per non fargli collassare il cuore nel caso ne venisse a conoscenza
" Ma i tuoi lo sanno?"
" No. Non sanno niente di me. Tu li vedi mai qui a casa?"
" Raramente li sento entrare in casa tardi ed andare via presto"
" Appunto... non ci sono mai nè per me nè per mia sorella"
" Quindi tu è da due anni che lavori per la CIA. Come fai a tenere nascoste così tante cose?"
" Mi autoconvinco di non sapere nulla e di essere una normale ragazza come tutte le altre. Vado avanti con le bugie e fidati non è affatto bello, è l'unico difetto di questo lavoro. Mi sento male perchè molto spesso mento per nascondere qualcosa perfino a Rachel e Corynn, l'ho fatto anche con te e con mia sorella. Con tutti"
" Capisco... e chi ha scoperto che ero stato io ad uccidere il fratello di Fletcher?" perdo un battito e trasalisco. " Kim?"
" Scusami" dico sperando nella sua comprensione
" Sei stata tu?! Come hai fatto?"
" Il segreto per non far scoprire niente a nessuno è stare attenti alle proprie mosse. Non te ne sarai reso conto, ma i bigliettini dove lo avevi scritto li avevi messi nel libro di fisica proprio sotto i miei occhi. Ti rendi conto?"
" Incredibile!" mi meraviglio del fatto che non stia reagendo male " Ma quindi lavorerai per sempre per la CIA?"
" Sì, ma dobbiamo avere un lavoro di copertura per mantenerci. Ed il mio sarà fare la militare"
" Non hai paura?"
" No, è sempre stato il mio sogno. Alla fine non andrei in guerra perchè è solo un lavoro di copertura. Poi c'è da dire che sono così abituata a mettere a rischio la mia vita" indico la ferita e lui sorride " che non penso cambierebbe qualcosa"
" Ma allora perchè hai scelto questa scuola?"
" Non posso frequentare l'accademia militare se non ho 18 anni, ed essendo canto, danza e teatro le mie passioni, ho deciso di ammortizzare l'attesa con questa scuola" spiego tranquillamente
" Non ti avrei mai immaginato così, davvero. Sei una ragazza tosta, bugiarda, sleale, illegale..."
" No, l'ultimo è sbagliato. Adesso posso fare tutto legalmente" rido
" Chiedo scusa, non mi spari per questo agente Blaze" ghigna
" Non avere paura di me! Non ti faccio niente" gli tiro un piccolo pugno amichevole sulla spalla. " Dai si è fatto tardi, andiamo a dormire. A domani Jason e grazie ancora del tuo aiuto"
" Prego e buona notte biondina"
Farò togliere anche a lui il vizio di chiamarmi biondina, e perchè no, magari puntandogli veramente una pistola...

Hate To Love {COMPLETATO}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora