Una giornata con Angelo

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- Ma è proprio obbligatorio mamma?- Mary era su un bus di Torino diretta alla fermata del tram, di recente spendeva più in bus che in cibo. Senza volerlo si era preparata al meglio, s' era pettinata ed era riuscita a lavarsi nelle docce del condominio, con uno shampoo appena comprato che profumava di miele. Si era fatta prestare dei jeans buoni da Ornella, delle scarpe decenti da Alda e una camicetta bianca da sua madre, Andressa aveva pensato all'acconciatura. Quando si era vista così ben conciata aveva storto il naso per poi rimettersi a posto una ciocca di capelli. Anche sua madre aveva tentato di darsi un tono con risultati abbastanza buoni. Si era comprata una nuova collana e una nuova camicetta per l'incontro e perché ne aveva bisogno. Adesso attendeva solo più di vedere il presunto spasimante di sua figlia (si lei non volle sentire ragioni, Angelo rientrava nella categoria spasimanti punto e basta) e farli capire che con la sua bambina non si scherzava.

- Si, è necessario.- rispose Giovanna. Mary alzò gli occhi al cielo che figura avrebbe fatto?

- Se mi fai fare qualche figura...-

- Non ti faccio fare nessuna figura. Sono tua madre e non voglio che tu soffra come io con Frank. Se Angelo-

- Supererà il sette ci potrò uscire se no filo dritta a casa, si lo so. - Giovanna annui.

- Mi prenderà in giro a vita. - pensò Mary.

Angelo era alla fermata del tram appoggiato al cartello che si stiracchiava. Mary notò, con strano piacere, che anche Angelo era ben vestito e lavato. Indossava una giacca nera in pelle, i jeans scuri e degli stivaletti neri, forse nuovi. Non indossava collane, solo braccialetti argentei. Mary non seppe dire se sua madre avrebbe considerato la cosa positiva o negativa. Appena Angelo la vide le sorrise e le venne incontro

- Donzella, non ti avevo mai visto così ben vestita. Che eleganza.- li fece l'occhiolino. Adesso che era vicino Mary sentì che profumava di limone.

- Grazie anche tu non sei male.- rispose

- Vieni? Ho fatto preparare un pranzetto con i fiocchi.-

- In realtà-

- Mary! Non pensavi mica di sfuggirmi?- una voce acuta e arrabbiata la interruppe. Giovanna con passi lunghi e pesanti, raggiunse i due sbuffando, posizionandosi vicino a Mary con aria di rimprovero sistemandosi i capelli. Angelo la guardò vivamente sorpreso.

- In realtà ti toccherà passare un interrogatorio.- concluse arresa Mary.

- Eh, eh, molto simpatica.- rispose Giovanna squadrando accuratamente Angelo giusto due volte e mezzo lei. Angelo le sorrise e tese la mano

- Immagino che siate la signora Giovanna è un piacere conoscervi.- Giovanna li strinse la mano, Mary doveva sperare che Angelo non usasse un linguaggio troppo colto con sua madre perché oltre al fatto che non avrebbe capito niente l'avrebbe presa come un offesa personale. Ma era già una buona cosa che non l'avesse chiamata signora Farfallone.

- E così tu saresti Angelo Zoretti.- disse Giovanna

- In persona. Non mi aspettavo la sua visita, sempre gradita s'intende.-

- Ed io non mi aspettavo questa uscita.-

- Si, in effetti è stata un po' improvvisata.-

- Ah ecco. Sentì un po'! In questo periodo mia figlia è sempre per i fatti suoi e ha deciso che parlare è un optional.- Mary grugni, ma sua madre fece finta di non sentire, anzi continuò più decisa.

- Spiegami tu sta storia. Dì, da quanto frequenti mia figlia?- Mary strinse i pugni

- Mamma...- inizio minacciosa ma Angelo la interruppe

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!