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La crociera è stata molto movimentata, è successa una cosa dopo l'altra. Siamo ritornati a Milano da qualche oretta e la mia pancia non fa altro che brontolare: effettivamente non metto qualcosa tra i denti da un po'.

Mi sto recando verso casa mia, voglio salutare i miei genitori dato che non li vedo da molto tempo.

Nel tragitto, vado a sbattere contro qualcuno, alzo lo sguardo e rimango sorpresa quando davanti mi compare Michael.

-Rose- espone raggiante.
-Ehi- sorrido.
Un attimo dopo mi abbraccia, gli accarezzo la schiena, dopo di ciò si allontana e mi sorride.
-Dove sei stata in questi giorni? Ti ho cercata molto, volevo stare un po' con te- esclama.
-Ho fatto una crociera- rispondo infilando le mani nelle tasche del mio giubbino.   
-Bello- ribatte con un sorriso stampato sulle labbra.
-Senti, posso offrirti qualcosa? Qui vicino c'è un bar, così magari possiamo anche parlare un po'- propone.
-In realtà dovrei andare dai miei- mormoro.
-Ti rubo solo due minuti- dice guardandomi negli occhi.

Alla fine accetto, così ci rechiamo al bar insieme.

***

-Alla fine quindi l'hai lasciata?- gli domando masticando il mio cornetto ripieno di Nutella.
-Sì- risponde appena.
-Come mai?- gli domando deglutendo.

D'un tratto arrossisce e si morde il labbro guardandomi.

-Mi interessa un'altra- confessa.
-Ah, questa ragazza è di Milano?- gli chiedo sorridendo.
Annuisce e mando giù l'ultimo pezzo di cornetto.
-Come mai non ti dichiari? Sei un bel ragazzo, molto gentile, simpatico, intelligente...- borbotto.
-È complicato- sussurra.
-Ma nella vita si deve rischiare, no?- gli domando d'improvviso.
Annuisce, così gli sorrido, subito dopo bevo il succo di frutta all'arancia.
-Bene, quindi rischia- aggiungo.

Mi sorride dolcemente ed intravedo una luce magica nei suoi occhi.

-Grazie del consiglio, ci penserò- dice sicuro di sé.
In tutta risposta sfoggio un sorriso a trentadue denti.

***

-Mamma- espongo tuffandomi tra le sue braccia.
-Rose- sussurra stringendomi forte a sé.
-Come stai?- mi chiede chiudendo la porta.
-Bene- sussurro sorridendo.
-Quanto sei bella...- dice accarezzandomi la testa.

In tutta risposta le sorrido e ci rechiamo verso la cucina.

-Ti va una cioccolata calda?- mi chiede andando verso i fornelli.
-Sì, fa freddissimo, quindi ci sta- esclamo tra un sorriso e l'altro.
Ridacchia, subito dopo si mette all'opera.
-Mamma, vado un attimo in camera mia- annuncio.

Annuisce raggiante, dopo di che mi alzo dalla sedia ed esco dalla cucina.

Improvvisamente una brutta sensazione mi invade il petto, si forma un nodo alla gola e deglutisco. Perché tutta questa negatività in un colpo solo?   

Metto da parte i pensieri e accedo alla mia camera. Mi guarda intorno, è tutto in ordine, proprio come l'avevo lasciata. Con passo spedito vado verso l'armadio, apro un'anta e avverto un buonissimo profumo di pulito.

Faccio per chiuderla, ma qualcosa cade dal ripiano di sopra, al quale non arrivo, dopo di ciò fisso la scatola bianca che si trova a terra e mi abbasso per prenderla.

Una volta afferrata, vado verso il letto, mi ci siedo sopra e apro quest'oggetto con molta delicatezza.

La prima cosa che i miei occhi vedono, sono delle fotografie di un neonato. A primo impatto credevo che fossero scatti miei dato che questa bambina mi somiglia tanto, ma poi noto il colore degli occhi differente dal mio e deglutisco.

Prendo le fotografie, le inizio a guardare molto lentamente e il nodo in gola cresce sempre di più, ma non capisco il motivo.

Dopo aver squadrato foto dopo foto, i miei occhi si posano su un libretto, una specie di diario segreto, lo afferro, poso le immagini e apro quest'ultimo molto lentamente.

Tutte le pagine sono interamente sporcate da inchiostro nero, sembrano dediche.

Sono evidentemente dediche per questa bambina, le leggo sottovoce e le mie idee si scombussolano: Giulia Grillo?

Per quale motivo questa neonata ha il mio stesso cognome e mi somiglia molto? Cosa dovrei pensare? Mi sento in uno di quei film americani sentimentali in questo momento.

Continuo a sfogliare le pagine e così facendo, arrivo ad una specie di carta di identità.

Nome: Giulia
Cognome: Grillo
Data di nascita: 23/09/1994
Città: Milano
Segni particolari: cicatrice sulla mano destra.

Chiudo di scatto il libretto e lo poso nella scatola, i miei si illuminano, sospiro e, nello stesso momento, entra mia madre.

Mi sorride, ma appena nota la scatola aperta e il mio viso sconvolto, elimina il sorriso e si avvicina a me.

-R-Rose, dove hai trovato quelle cose?- balbetta con gli occhi lucidi.
Posa il bicchiere sul comodino ed io deglutisco rumorosamente.
-Mamma, chi è Giulia Grillo?- le domando dopo pochi secondi di pausa.

Si siede accanto a me, dai miei occhi fuoriesce una lacrima che bagna la mano di mia madre, un attimo dopo incateno il suo sguardo e alcuni ricordi riaffiorano nella mia mente, quasi per magia.

-M-mamma- balbetto.
-Quella bambina che avevi in grembo, quell'esserino che hai detto di aver perso ai nove mesi della gravidanza, è vivo, non è così?- le chiedo con gli occhi bagnati.

Mi guarda, fa per afferrarmi il viso ma io mi scanso.

-Mamma, mia sorella è viva e vegeta, vero? Adesso dove è?- le chiedo alzandomi dal letto.
-Rose...- mormora cercando di trovare le parole adatte a questa situazione.
-Perché non è qui?- mi altero.

La mia testa gira e la mia vista si appana d'un colpo.

-Mamma io...- borbotto incapace di continuare la frase.
Faccio due passi e sbatto a terra: tutto ciò che vedo adesso, è solo uno sfondo nero e malinconico.

Spazio autrice
[15:10 16/01/18] 

UN'AVVENTURA D'AMORE Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora