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Un solletico piacevole mi sveglia dolcemente, con una calma assoluta apro gli occhi e mi ritrovo Federico davanti, in tutto il suo splendore.

Mi stava osservando, appena mi sono svegliata ha sfoggiato uno di quei sorrisi che mi ammazzano dentro.

-Buongiorno stellina- sussurra sorridendo.
La sua voce ascoltata di prima mattina è la cosa più bella del mondo.
-Giorno- borbotto stiracchiandomi.
Sbadiglio, faccio per alzarmi, ma lui mi tiene per il braccio.
-Dove vai?- ridacchia.
-Non me lo dai un bacio?- sorride.

Gli tolgo la mano, successivamente incrocio il suo sguardo e il suo sorriso diminuisce.

-Non è il caso- borbotto.
Ieri sera, prima di addormentarmi, ho riflettuto molto su ciò che è successo, non voglio correre con lui, perché comunque, nonostante quel bacio e le parole dette, rimangono le ferite ancora fresche sul mio cuore, ma soprattutto nella mia anima.
-Perché? Non capisco- farfuglia spaesato.
-Ho bisogno di tempo, non posso far finta di niente, Fede- gli spiego.
-E il bacio di ieri? I sorrisi che hai fatto guardandomi mentre ci baciavamo?- mi chiede.

Abbasso lo sguardo e sbuffo un attimo dopo.

-Non ti dico di dimenticare ciò che è successo ieri, ma almeno archivialo- dico con tono normale mentre i miei occhi e i suoi si incatenano.
-Va bene- dice appena.

Abbassa lo sguardo, sospiro e mi avvicino a lui un attimo dopo.

-C'ho riflettuto ieri sera, prima di chiudere occhio- mormoro, così il biondo alza immediatamente lo sguardo.
-Meglio non correre, tanto si sa come andrebbe a finire dopo, no?- gli domando.

Annuisce debolmente, in seguito mi alzo e mi reco verso il bagno.

***

Fede, io e gli altri due siamo al ristorante, stiamo pranzando tranquillamente.

Fran e Benjamin sono seduti vicini, ogni tanti ridacchiano e si divertono, invece io e Fede non ci guardiamo nemmeno in faccia un altro po'.

-Mi passi l'acqua?- mi domanda il biondo che si trova al mio fianco.

Aggancio il suo sguardo, dopo di che afferro la bottiglia di vetro e gliela porgo.

-Grazie- borbotta.
In risposta gli rivolgo uno sguardo, dopo di ciò ritorno a mangiare la pasta col pesce.
-Ragazzi, stasera vi unite a noi?- ci domanda il moro raggiante.
-Ci sarà una festa qui sulla nave, può accedere chi vuole- aggiunge con aria sognante.

Io e il biondo ci guardiamo, poi posizionamo lo sguardo su Benji e scuotiamo contemporaneamente la testa.

-Perché no?- interviene la moretta.
-Non mi va- diciamo in coro io e Federico.

Incrociamo all'istante i nostri sguardi e sento immediatamente un fuoco bruciare dentro di me.

Improvvisamente Benji e Francesca scoppiano a ridere, io abbasso lo sguardo e faccio finta di nulla, anche se lo sguardo del biondo mi sta bruciando viva.

***

Sto passeggiando da sola sulla nave, ci sono parecchie persone, c'è dall'inglese all'olandese, dal romano al napoletano.

Vogliamo parlare del dialetto napoletano? È un qualcosa che mi fa morire dal ridere, avrò guardato infiniti film comici napoletani e devo dire che adoro troppo l'accento.

-Wagliù, andiamo!- esclama ad un certo punto un tipetto biondino.
Ebbene sì, suppongo sia di Napoli, sto trattenendo una risata perché non vorrei scoppiare a ridere come un'oca.

All'improvviso vado a sbattere contro qualcuno, alzo lo sguardo e mi ritrovo una biondina davanti, di circa vent'anni.

-Scusami, non volevo. Ero distratta- espongo impacciata.
-Sei Rose Grillo?- mi domanda la ragazza con tono serio, per poi incrociare le braccia al petto.
-Sì, perché?- le domando alzando un sopracciglio.
-Fai ridere insieme a quel cantante- sbotta con acidità.
-Come, scusa?- borbotto.
-Sì, siete ridicoli, ma vi siete visti? Lui ha quasi ventiquattro anni, tu invece sei un adolescente mocciosa- sputa acida.

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