Un triste addio

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La sveglia suonò e Mary, memore di altre sgradite esperienze con i vicini, si svegliò ed in fretta la spense. Erano le sette. Velocemente si alzò, con Hob che sbuffava e si stiracchiava nel letto, e si vestì con la roba di ieri più o meno asciutta. Prese lo zaino, mise il guinzaglio ad Hob e si precipitò fuori dalla stanza. Tutti dormivano. Fuori non nevicava ma faceva freddo, molto freddo. A grandi passi anche saltellando, si diresse in fondo alla strada. Quel giorno aveva anche un secondo impegno che aveva scatenato qualche discussione fra donne. Mary alle undici doveva andare da Angelo. Quando Angelo le aveva detto dell'appuntamento, anche per il fatto che aveva mancato di rispetto a Roberto, Mary si era molto incavolata. Però, poco prima di scendere dal pullman l'autista l'aveva chiamata e le aveva dato un biglietto da parte di Angelo. Alle undici alla fermata del tram, c'era scritto. Angelo era deciso ad uscire con lei e Mary decise di accontentarlo, per non dover subire la sua vendetta. Poi sarebbe partita per Novara, basta rimandare. L'aveva detto a sua madre che stranamente non aveva preso bene la cosa così come le altre.

- Non lo conosciamo.-

- Dì la verità, da quanto lo frequenti?-

- Dove abita? A che ora torni? Dove andate? Sai qualcosa di lui almeno?- furono le domande ripetute all'infinito da Giovanna, Andressa, Ornella ed Alda. Il dibattito si era svolto in cucina, Mary seduta e loro alzate, con lo sguardo serio e le braccia incrociate tipo interrogatorio.

- Sentite, ve l'ho detto mille volte. Angelo non è mosso da cattive intenzioni anche se ricco e mi ha invitato a fare un giro per Torino rientrerò più o meno alle dieci. Non capisco perché tutte ste domande.- aveva risposto, ma Giovanna non era convinta

- È un maschio, ricco.-

- E allora?-

- I maschi ricchi sono sempre degli approfittatori!-

- Mamma! Ma quanti telefilm guardi?!-

- Io ne guarderò tanti, ma l'hai detto tu stessa, questo Zoretti è il doppio di te ed ha un carattere un po' strano e-

- Mamma ma cosa pensi? Che Angelo voglia stuprarmi? No, è il tipo da fare tante cose ma non quello.-

- E come lo sai? Non lo conosci bene.-

- Lo so perché lo so. Mamma sta tranquilla, ok? Vero sarà la prima volta che esco da sola con un ragazzo ma-

- Appunto! Da sola! A Torino! E chi ti dice che lui non sia da solo?-

- Ma non mi accadrà niente. E poi non sto tutto il tempo a Torino, mi fermerò a casa sua a mangiare pranzo...Penso.-

- Ecco appunto! Pensi ma non valuti!- Andressa tossì apposta

- Giovanna Mary è maggiorenne. Sa valutare, spero, con cui uscire. Se lei si fida di questo Angelo ci dobbiamo fidare. Se poi le farà qualcosa di male son botte che volano!- Giovanna sbuffò. Non era ancora convinta ma per fortuna intervennero Ornella ed Alda

- Giovanna, Mary sta crescendo, è una signorina ormai. È giusto che esca con nuove persone anche se maschi.- disse Alda

- E poi- continuò Ornella

- Avrà il telefono dietro, potrebbe portarsi anche Hob.- Mary la guardò male

- Magari non Hob ma il telefono in ogni caso. - Giovanna si mise le mani sui fianchi zitta e guardò sua figlia.

- Dio, se è cresciuta- pensò

- Mi sembra solo ieri quando le dovevo cambiare il pannolino. E adesso guardala, mi chiede d'uscire con un ragazzo. Non posso negarglielo sono una mamma e come tale devo comportarmi, soprattutto perché sono stata un assente e gli ho concesso di lavorare troppo. E poi dai, andranno al cinema e si mangeranno una pizza. Tutto normale. Non faranno niente di speciale, di troppo intimo...No? Mary è saggia, non è così scema. Io sono stata scema con Frank, lei no non commetterà i miei stessi sbagli. E poi se Angelo farà soffrire la mia piccolina vede. Oh, eccome se vedrà, vedrà anche troppo. Ma questa frase di solito non la dicono i padri? Bah, è vero che guardo troppi telefilm. Beh, li devo dire che ha il permesso, oppure...- Giovanna si sedette

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!