Capitolo 12 - Part 1

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«Voi avete fatto cosa?!» esclama Lisa rossa fino al collo. «Ma perché non mi avete svegliato?!»

Il master la fulmina con lo sguardo.

«È stata un'idea di Raffa, che ti devo dire?» prova a giustificarsi Giulia allargando le braccia.

«Sì, ma tu eri d'accordo! Ad ogni modo, se non fosse stato per me, ora saremmo ancora qui a girarci i pollici e ad aspettare che i Cacciatori ci uccidano!» ribatto voltandomi verso entrambe.

Le ragazze sembrano essere d'accordo con me, ma il master ancora non si vuole togliere quell'espressione di disappunto dalla faccia.

È ormai mattina, eppure pare esser passato un secolo da quando sono stato nella biblioteca insieme a Giulia. Lei e io ci siamo svegliati un po' più tardi e dopo colazione il master ha insistito per riunirsi nella sala principale, intorno al tavolo da biliardo, per discutere di questa notte – per un momento ho sperato se ne fosse dimenticato. Quando Lisa è venuta a sapere dell'accaduto, il suo viso ha cominciato a bruciare d'invidia.

Il master fissa ancora il triangolo delle bocce, immobile al centro del tavolo, con aria pensierosa.

«Sì, Raffaele ha ragione» dichiara infine. «Ma ad ogni modo voi tre non avete idea di come rintracciare i Doni. Ci mettereste anni...»

'E chissenefrega!'. È vero, non sappiamo rintracciarli, non sappiamo come trovare gli indizi e soprattutto da dove cominciare, ma ci inventeremo un modo. Sono nostri di diritto, o sbaglio?

Giulia lascia cadere un pugno sul tavolo da biliardo, alzando uno sguardo deciso verso ognuno di noi. Sento il gelo invadere l'intera sala principale.

«Lo scoprirò io, anche a costo di stare tutto il giorno nella biblioteca. Troveremo questi benedetti Doni!» detto questo si volta verso di me, come per cercare un'approvazione per la sua decisione. È forte, perché deve sempre appoggiarsi a qualcuno?

Il master sospira. «Va bene, mettiamo che troviate i Doni. Una volta che li avrete, che farete? Sono oggetti potenti, Giulia.»

«Risveglieremo gli dèi.»

«Servono tutti i Guardiani per risvegliare gli dèi.» Paolo scuote la testa. «Vi state esponendo a un grande pericolo, ragazzi.»

«Paolo, noi non siamo più come quella sera.» Giulia avvicina lo sguardo al suo, sporgendosi oltre il bordo del tavolo.

«Giulia, ascolt...»

«Ma poi perché vuoi tanto impedirci di trovarli? Dovrebbero essere nostri» lo interrompe Lisa incrociando le braccia.

«Forse ha paura che Androm ci scopra, ma secondo questo ragionamento non dovremmo proprio uscire dal Covo» aggiungo.

«Non è per Androm. È il Cacciatore più debole del Celato, non è per lui che ho paura, ma per voi. I Doni non sono giocattoli, non sono delle bacchette magiche che aumentano un po' i vostri poteri... possono uccidervi» la voce del master si fa più dura e il suo sguardo più lontano. Un silenzio gelido scende tra di noi.

Sospira. «Cinquant'anni fa, ero riuscito a trovare una Guardiana della Luce – era una ragazzina, aveva qualche anno in meno di voi. Aveva perso i genitori durante la guerra del Vietnam e, una volta scoperta, decisi di adottarla e portarla qui con me in Italia. Mi ricordo che trovò il suo Bracciale per caso, mentre eravamo in giro per Milano. All'inizio mi sembrava di averla persa e mi disperai, ma poi ricomparve quasi dal nulla, con un bracciale luminoso attorno al polso e gli occhi di sola luce. Glielo ritirai a fatica e lo misi in tasca, volevo prima studiarlo, ma in un qualche modo, una volta tornati a casa alla sera, lei riuscì a riprenderselo... Il giorno dopo la trovai morta nel suo letto, il Bracciale spento al polso. Lo presi nella mia mano, ma scomparve. La sua tomba è ora nel giardino posteriore della Villa.»

Gli ultimi Guardiani - RyodDove le storie prendono vita. Scoprilo ora