La notizia ( parte 2 )

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Nell'albergo di Carlos...

Signora Giuseppina si mise il rossetto, poi prese il pettine e si mise a lisciarsi i capelli con cura, adorava essere informa. Era una soddisfazione. Era nata bella e sarebbe morta bella, costi quel che costi. Qualcuno bussò alla porta, era Carlos.

- Mamma sei lì?-

- Si Carlos, entra pure.- Carlos entrò. A differenza della madre, era tutto in disordine, neanche la camicia era ben messa. Carlos le si mise accanto, prese un pettine e tentò di domare i capelli.

- Allora? Concluso l'affare con gli svizzeri?- chiese Giuseppina, passando dai capelli alle unghie, scegliendo uno smalto rosa

- Si, è andato meglio del previsto. Abbiamo ottenuto due milioni in più di quel che era nei piani.-

- Molto bene. Sei stato bravo Carlos.-

- Grazie mamma. Oggi quando vai in ufficio valuta i migliori investimenti che potremo fare riassumendo tutto in fascicoli, a meno che tu non abbia perso il tuo intuito.- la madre ridacchio

- Vedi di non perderlo tu più posto. A proposito, ti ho lasciato dei documenti in borsa quando sei in ufficio vedi di darli un occhiata.-

- Certo. Risolto quel problemino?-

- Tutto fatto. Guarda che lavoro da più tempo di te nell'azienda.-

- Si lo so. - Carlos si mise il gel. Era tutto normale. Tutto tranquillo. Guardò sua madre. Perfetta. Era bellissima. Per Natale avevano in programma di andarsene prima a Miami per un Natale in famiglia, poi in un hotel di lusso vicino al Monte Bianco, un posto perfetto per sciare. La sorella di Carlos aveva due anni in meno di lui, ma aveva già una figlia e un futuro sposo.

Era sempre stata meno dedita al lavoro e considerando quello d'ufficio troppo noioso, si era fatta giornalista ed aveva ottenuto un buon successo. Giuseppina in realtà temeva per l'incolumità della figlia, la considerava troppo frettolosa era quasi morta sapendo della bambina, giustamente, a 22 anni avere un figlio/a era abbastanza presto, e troppo ingenua l'aveva fatta giurare che non sarebbe mai andata dove c'era la guerra, cosa che la figlia aveva mal accettato, ma soprattutto ma proprio soprattutto, non aveva mai visto di un buon occhio, diciamo l'incontrario, il suo fidanzato. Il fidanzato della figlia aveva ventisei anni ed era anche lui giornalista, era australiano, dal carattere testardo ed estroverso, quando Giuseppina l'aveva conosciuto si era detta

- Non durerà un anno. - per poi svenire alla notizia della gravidanza della figlia. Carlos era stato più concessivo nei confronti della sorella, gli aveva detto, prima di diventare presidente

- Senti, io ho scelto la mia strada tu scegli la tua. Ma seriamente, non pensi che sia troppo presto per aver un figlio?-

- Carlos, io a differenza tua, mi sono già fatta i miei progetti. So che te e la mamma non vedete bene ne il mio ragazzo né la gravidanza, ma dovete capire che io odio l'ufficio in se, amo l'avventura. Anche se potrebbe compromettere la mia carriera giornalistica ho promesso alla mamma che non andrò in zone pericolose, non vi basta?- li aveva risposto la sorella

- Io non intendevo proprio questo.-

- Lo so, ma cerca di capire. Andrà tutto bene. E poi non ti piacerebbe avere una piccola peste che ti chiama zietto?-

- Mi fa sentire vecchio in realtà.-

- Ma sentilo!-

Carlos si abbottonò la giacca, era ora d'andare al lavoro.


Mary sbuffò. Daniela le aveva dato appuntamento al Vecchio Parco il giorno prima e non si era ancora fatta vedere. La neve, quella notte era drasticamente scesa. Arrivava fino al ginocchio, bagnava vestiti e congelava le ossa, ti rendeva un ghiacciolo. E continuava a scendere, i fiocchi scendevano come in un sogno, tutto divenne bianco, tutto si gelò i ghiaccioli raggiunsero dimensioni pari a quelle d'un cornetto, le temperature si abbassarono di svariati gradi. Fu quasi istantaneo. La neve, che per lungo tempo non si era fatta sentire, era scesa improvvisamente quasi inaspettata e conoscendola, sarebbe rimasta a lungo. Mary non aveva dormito dal freddo, si era rimboccata le coperte fino al naso aveva fregato le coperte di Giuseppe, almeno lui era al caldo, seppure in ospedale e si era portata anche Hob a letto, ma era gelata lo stesso. Quindi, in pratica, adesso stava lì come un alberello piccolo e magro, ricoperta da un manto bianco, tormentata dal sonno, uccisa dal freddo e dalla neve che la stava (letteralmente) sommergendo.

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!