La notizia ( parte 1 )

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- Ma guarda chi si è degnata di venire!- Angelo afferrò Mary per le spalle ( una cosa odiabile) facendoli cadere i libri (una cosa ancora più odiabile).

- Ciao Angelo.- sbuffò Mary chinandosi per raccoglierli

- Sai, mi stavo proprio annoiando senza di te. - continuo lui

- Ma va?- Mary guardò Angelo, che le sorrise alzando un sopraciglio

- Cretino.- disse Mary posando il telefono nell'armadietto e chiudendolo. Angelo ridacchiò.

- Sai che giorno è oggi?- le chiese. Mary ci riflette su. Oggi... Si era alzata, aveva preparato la cartella, portato Hob a fare i bisogni, sperato che sua madre non incontrasse nessun approfittatore di prostitute. Tutto normale. Quindi? A quanto ne sapeva lei non c'era nessuna verifica. Però in effetti li sembrava di dimenticare qualcosa...

- Allora?- Mary si morse il labbro. La lampadina si accese. Era il quattordici! E in quel mese il quattordici era...

- Il mio compleanno!- esclamò. Angelo rise

- Questa è bella, non ti ricordi manco quando sei nata!? Ben venuta nel mondo dei maggiorenni.- Mary arrossi leggermente, poi riprese il suo modo disinvolto e dichiarò

- Ho avuto da fare io -

- Aaaah, cosa?-

- Te ne frega qualcosa?-

- Abbiamo fatto rima. -

- Scemo.-

- Smemorata.-

- Come fai a sapere anche quando sono nata?- Angelo le prese il diario, lo aprì e glielo mise davanti agli occhi e Mary impotente dovette ammettere che lei aveva scritto quando era nata

- Ok, l'ho scritto io ma quando l'hai visto il mio diario?- Angelo lo chiuse e glielo ridiede

- Mentre ti interrogava di algebra, prima che facessi vacanza.-

- Eh, eh, simpatico. Provaci un'altra volta e ti spacco in due.-

- E come? Sono due volte te. -

- Ho i miei metodi non ti preoccupare.-

- Va bene supereroina. Comunque...- la campanella suonò.

- Comunque è meglio se andiamo in classe.- concluse.

- Signorina Farfallone lo sa vero che ha già fatto, in tutto, 15 assenze?- il supplente di inglese era l'essere più antipatico dell'universo. Un tappo cinquantenne barbuto che si credeva tanto intelligente ma che alla fine sapeva a malapena come si diceva Hello. Nemmeno gli altri professori lo sopportavano. Tra gli alunni era conosciuto come "il primogenito di Satana" o "Diavolino" e tra prof "il rompipalle" e tra professoresse "il so tutto io". Mary sbuffò

- Si, professore. Ma siamo ancora nel primo quadrimestre.- rispose

- Signor professore pretendo di essere chiamato così, ho molti più anni di lei.-Sardo e Gugu si alzarono e si misero a farli i versi. La classe ridacchio. Il prof si girò, ma loro erano seduti educatamente nel loro posto. Peccato che appena si rigirò rimisero a farli i versi.

- Certo... Signor Professore. Come vuole lei.-

- Mi sta prendendo in giro?-

- No. - Mary iniziava a stufarsi. Il prof si eresse nella sua patetica statura, Sardo lo imitò facendo ridacchiare di nuovo la classe

- Lo spero. Ma si chiama disciplina. Cosa che lei ha il dovere di avere, così come deve avere la responsabilità di venire a scuola quotidianamente, di fare i compiti e studiare. Cosa che lei non ha. - Mary strinse i pugni

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!