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Ho deciso di fare una passeggiata per le strade di Milano, dato che oggi è una bella giornata. Strano, dato che a Milano fa quasi sempre freddo.

Infilo le mani nel mio giubbino e continuo a camminare mentre aspiro a pieni polmoni l'aria. 

Arrivo davanti un bar, guardo chi c'è all'interno, faccio per entrare, ma una mano afferra forte il mio polso, tanto da causarmi un dolore allucinante.

Mi volto leggermente e incontro gli  occhi azzurri di Belle. Non l'ho mai vista così: ha due occhiaie enormi, i capelli mezzi arruffati e l'aria stanca.

-Ciao- dice a denti stretti.
Molla la presa e mi fulmina con lo sguardo.
-Belle...- mormoro intimorita.
-Bene. Sei contenta adesso che Federico è tutto tuo?- sorride nervosa.
-Era quello il tuo scopo, no?- sbotta sollevandomi il viso col dito.

La guardo e deglutisco.

-Rubarmi Fede e fare la santarellina- sussurra con odio, per poi ritirare la mano e sospirare.
-Siamo stati insieme per due anni e tu hai rovinato tutto!- esclama.
-Tu lo vuoi solo per la fama!- sbotto prendendo coraggio.
-Anche se fosse? Cosa ti importa? Cioè, ti rendi conto? Cosa cavolo ci fai con uno di ventitré anni, eh? Fate ridere- si ribella.

Abbasso lo sguardo e i miei occhi si riempiono di lacrime.

-Innanzitutto ancora non stiamo insieme- borbotto.
-Poi se ci vogliamo, che colpa ne ho io?- continuo.
-Hai colpa: non lo devi volere, perché è mio, chiaro?- sbotta acida.

Singhiozza e si porta indietro i capelli.

-Sarà di nuovo il mio ragazzo, te lo assicuro. Devi darmi solo tempo, nient'altro- mi minaccia.    

Una lacrima scivola lungo la mia guancia e mi mordo un labbro dal nervoso.

C'è tanto odio nelle sue iridi, troppo.

-Ciao- sbotta.

Mi rivolge un ultimo sguardo e, a posso svelto, entra nel bar. Il mio cuore sta battendo troppo forte e la testa mi gira: perché non posso stare un momento tranquilla?

***

Rientro in casa, le parole di Belle continuano a vagarmi nella testa e non riesco a smettere di pensarla.

Chiudo la porta e, con sguardo spento, mi reco verso il corridoio ma, una voce calda e melodiosa mi ferma.

Lentamente mi giro verso il divano e scorgo Fede in piedi, che subito dopo viene verso di me.

-Piccola- sussurra sorridendo mentre si avvicina.
Prende il mio viso tra le mani e smette all'istante di sorridere.
-Rose, che hai?- mi chiede preoccupato.
-N-niente- balbetto.
-Sei pallida!- esclama scrutando le mie iridi verdi che, in questo momento, sono spente, senza alcuna luce.
-È successo qualcosa?- insiste.

Mi mordo il labbro inferiore e mi tuffo tra le sue braccia. Il suo profumo mi fa rilassare, così come il suo respiro e il suo tocco delicato.

Scioglie poco dopo l'abbraccio e mi guarda.

-Parlami, Rose. Ti prego- sussurra.

Deglutisco e chiudo per un attimo gli occhi: non voglio piangere davanti a lui, o almeno non ora, non in questo momento.

-B-Belle...- balbetto riaprendoli. 
-Cos'ha fatto? Ti ha picchiata?- si allarma.
Scuoto la testa e incrocio il suo sguardo.
-Mi ha minacciata- gli spiego.
-Lo sapevo!- esclama.
-Cosa ti ha detto di preciso?- aggiunge.
-Mi ricordo che mi ha detto di lasciarti andare e che tu sarai di nuovo suo. Questo è ciò che in questo momento ricordo- borbotto.

Posiziona una mano sulla mia guancia e rilasso i muscoli.

-Federico, io non voglio perderti- confesso guardandolo negli occhi.
-Ma non succederà!- esclama.
-Tranquilla- aggiunge, dopo di che mi stringe un'altra volta e do sfogo alle lacrime amare.

***

Apro gli occhi, sono abbracciata a Fede qui sul divano. Dopo quello sfogo ci siamo addormentati, mi è stato vicino, molto.

In questo momento ho la schiena sul suo petto, lui è proprio dietro di me che stringe dolcemente il mio busto.

Senza farlo svegliare, mi giro molto lentamente e posiziono la fronte contro la sua. Respira beatamente, ha la bocca mezza aperta e i capelli leggermente in disordine.  

Sorrido lievemente, avvicino le labbra al suo viso e gli stampo un dolce bacio sulla guancia.  

-Ti amo- sussurro, lo guardo un'ultima volta e mi alzo molto delicatamente.

Con passo leggero, mi reco verso il bagno: ho assolutamente bisogno di una doccia che porti via con sé i pensieri negativi e tutte le cose brutte.

***

Ritorno in salone quasi in punta dei piedi, scorgo Fede muoversi, dopo di che sbadiglia e si strofina gli occhi. Non appena mi compaiono i suoi occhi azzurri davanti, abbozzo un sorriso.

-Bel risveglio- mormora con la voce ancora impastata dal sonno.
-Lo so, lo so. Sono stupenda!- ironizzo con fare aristocratico.

Scoppia a ridere e il mio cuore perde un battito. Subito dopo mi mordo il labbro inferiore e lui mi regala un leggero sorriso.

Poco dopo si mette a sedere, si stiracchia e si indica le gambe. Molto lentamente mi avvicino a lui e mi siedo sulle sue cosce. Lego le braccia intorno al suo collo, successivamente gli sorrido quasi sulla guancia.

-Sei una creatura meravigliosa- borbotta sorridendo.  
Sorrido anch'io e gli accarezzo il volto con molta calma.
-Ti sei mai guardato allo specchio?- gli domando ridacchiando.

Annuisce e mi stampa un attimo dopo un bacio sulla guancia.

-Finalmente sei mia- sussurra al mio orecchio.
-Ah, davvero?- ironizzo.
Lui mi sorride e mi accarezza i capelli.
-Avevi dubbi, scusa?- ribatte stando al gioco.
-No- borbotto.
-Quindi...-
Mi schiarisco la voce e i miei occhi si illuminano.
-Stiamo di nuovo insieme?- gli chiedo.
-Sì, se per te va bene- mormora.

Lo stringo forte a me e sospiro sollevata.

-Certo che va bene!- esclamo.

Lui si avvicina e mi lascia un leggero bacio all'angolo della bocca. Evviva il ballo delle farfalle nel mio stomaco!

Spazio autrice
[14:03 05/01/18]

UN'AVVENTURA D'AMORE Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora