capitolo I

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CAPITOLO I

Schiva, para, affonda. Para, attacca, affonda, para, schiva.

Il clangore delle spade che si scontrano mi riempie la testa, è come musica per me. È da tre ore che ci alleniamo senza soste, il sole cocente che batte incessante sulla sabbia dell'arena. Sento gocce di sudore che scivolano lungo la schiena, le braccia dolenti per il peso delle armi. Tento un affondo, sperando di riuscire a disarmare il mio migliore amico e porre così fine al nostro scontro, ma mi ritrovo per terra, due spade puntate alla gola.

- Aah, è inutile! Non riuscirò mai a batterti, sei troppo forte per me! - sbuffo mentre batto un pugno a terra, irritata.

- Non credo affatto! Scommetto dieci dracme che la prossima volta a terra ci sarò io! - esclama sorridente Nathan, mentre mi porge νίκη*, la mia arma fedele. La prendo e, dopo averla trasformata di nuovo in ciondolo, la infilo nella tasca dei pantaloncini in jeans.

- Scommessa accettata! -

Sorrido, furba, mentre gli porgo la mano e, non appena la stringe, gli do una piccola scarica elettrica. Sussulta, mollando di scatto la presa.

- Dai, frignone, era una scossa piccola piccola! - rido mentre corro lontano.

Adoro prenderlo in giro e fargli scherzi, ma Nate è, diciamo, molto suscettibile. Lo conosco abbastanza bene da poter dire che, molto probabilmente, ora mi inseguirà per tutto il Campo, minacciandomi di una morte lenta e dolorosa, mentre tutti gli altri semidei penseranno sicuramente che ci manchi qualche rotella, cosa che io ritengo molto probabile, ma va be'. E infatti, lo vedo che scatta nella mia direzione, un pugno al cielo, mentre mi grida dietro improperi di tutti i tipi.

- Meg, fermati! Giuro che se ti prendo ti trasformo in una statua di ghiaccio e ti butto in mare! -

- Ma dai, dovresti solo ringraziarmi per avere tentato di attivare i pochi neuroni che hai! -

Rido ancora mentre passo attraverso il campo da pallavolo, in direzione della spiaggia. Faccio lo slalom, schivando i poveri malcapitati che hanno la sfortuna di trovarsi sul mio cammino, fino ad arrivare al bosco dietro le Cabine, quando mi accorgo che Nathan non è più dietro di me.

- Ehi Black! Dove accidenti ti sei cacc-

Una mano mi copre la bocca e mi impedisce di finire la frase. Scalcio e mi dimeno, tentando di allentare la presa del mio aggressore, ma questo mi blocca.

- Se non stai ferma ti congelo seriamente. - mi sussurra all'orecchio una voce nota.

Rilasso immediatamente i muscoli, è solo quel cretino del mio amico. Lui e i suoi stupidi viaggi nell'ombra. Mi libera la bocca, ma non ho neanche il tempo di dirgli quanto sia stato idiota che mi ha già sollevato e caricato in spalla come un sacco di patate.

- Cosa vuoi fare? Lasciami, Nate, lasciami giù! - esclamo mentre gli tiro dei pugni sulla schiena, tentando di liberarmi dalla sua stretta.

- Te l'ho detto! Ti faccio diventare una bellissima statua di ghiaccio e poi ti butto in mare. -mi risponde sereno, come se fosse la cosa più normale del mondo. - o forse non ti congelo, oggi mi sento buono! -

Lo sento ridere sotto i baffi, mentre i suoi passi si fanno sempre più lenti ed il rumore del mare sempre più forte. I suoi passi rimbombano nell'aria, vedo il legno del molo sotto di noi.

"Cazzo, questo mi butta seriamente in acqua!"

Mentre lo maledico mentalmente, il ragazzo, o forse sarebbe più corretto dire il troll di montagna, si ferma, mi prende in braccio e mi guarda, un sorriso beffardo stampato in faccia.

ᴘercy ᴊackson e lo scontro ғinale [ revisited ]Leggi questa storia gratuitamente!