La casetta sull'albero.

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Capitolo 32: La casetta sull’albero.

Elizabeth’s pov

Seth. Proprio davanti ai miei occhi, con il suo sorrisino trionfante ed i suoi occhi color nocciola che mi guardavano di sottecchi.

Il suo modo di fare sbarazzino e provocante mi stava dando i nervi. Lui doveva essere a milioni di kilometri di distanza da me. Doveva, per lo meno, stare in Cina a coltivare il riso o addestrare panda. Ma non qui, non in questa situazione di merda che sono finita con Harry.

-Seth è venuto ad allenarsi con noi. Ha ripreso il legame con zia Margaret.. Ho pensato che un paio di vampiri in più ci possano aiutare!- sorrise Dan

-Hai pensato male! Potevamo vincere anche da soli!- ringhiai

-Non essere scortese, allenati con lui e basta!- mi impose Dan

“No Dan, hai completamente sbagliato tutto!”Non mi puoi obbligare a fare nulla, non hai mai avuto potere su di me e di certo non lo avrai ora. Non sono patetica, non sono debole. Harry mi ha cambiato è vero, ma non così.

-Io non mi alleno con lui. Mi allenerò da sola, lontano da questo “Mhavir!”-  ringhiai.

“Mhavir” era il nome che si dava ai vampiri soli, abbandonati, quelli senza più un legame. Ovviamente c’erano due tipi di vampiri in questo senso. Il primo gruppo di vampiri che rimanevano senza creatore, non per loro scelta, erano chiamati “Shavir”. Per esempio Michael, il suo creatore era stato ucciso molto tempo fa e lui era rimasto senza. Per noi vampiri il nostro creatore è molto importante, è come un mentore, un padre che ci insegna a vivere. A volte il legame che lega Creatore a Vampiro –Il Bond- è così forte da voler morire per il proprio padre o viceversa.

Potete solo immaginare quanto possa essere meschino, crudele e senza principi rompere il legame di propria volontà. Chi si macchia di questo crimine è chiamato Mhavir e porterà il segno della sua vergogna a vita. Seth era proprio questo,un Mhavir. Aveva rotto il legame con il suo creatore per poi tornare con la coda fra le gambe per chiedergli scusa. Mi faceva schifo ora, non era più il mio Seth.

La verità è che qualunque sia la sua scelta, di essere o meno un Mhavir, non mi toccava minimamente, poiché per me lui era libero ed autonomo. Non lo avevo giudicato quando l’avevo saputo, mi sembrava meschino farlo. Ma ora era diverso! Era solo un vigliacco, non è stato coerente con la sua promessa. Te n’eri andato, per non tornare più, per essere solitario.. Ma sei tornato, perché senza il tuo creatore che ti protegge il culo non ci puoi stare.

-Come ti permetti grandissima..- disse ringhiando verso la mia faccia.

Prima che potessi finire la sua frase, gli graffiai la faccia facendo scendere a fiumi il sangue dal suo labbro e dal suo zigomo.

Seth ringhiò arrabbiato, prese il mio corpo e lo sbatté contro un albero. Sentii il mio bacino andare fuori uso, era rotto. Merda. Guardai Seth correre verso il mio corpo, non gli era bastato. “pensa in fretta Beth!” mi dissi più volte. Poi capii. Mi spostai velocemente, all’ultimo minuto. Mi alzai piano, con le mie ultime forze, il bacino si ricompose ed io mi sentii sempre più leggera.

Corsi dietro al corpo muscoloso di Seth, gli tirai un pugno dritto nella colonna vertebrale. Si sentì un “crack” e Seth cadde a terra reprimendo l’urlo di dolore tra i denti.

I miei canini erano spuntati fuori e neanche me ne ero accorta. Mi girai per un secondo e notai tutti i dolci abitanti della casa smettere di combattere e girarsi verso di noi. Eravamo l’attrazione principale, come la ruota panoramica in un circo. Peccato che la ruota panoramica ero io, mentre Seth era solo il Clown.

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