Pugno o calcio?

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- Ehi Donzella, ieri hai marinato la scuola? Ero così triste da solo.- Mary chiuse di scatto l'armadietto. Angelo era accanto a lei, appoggiato alla parete sorridente.

- Vado al punto. Ti lascio scegliere, pugno in faccia o calcio in mezzo alle gambe?- Angelo rise

- Mi piace troppo vederti arrabbiata.- Mary si voltò

- A me mi dispiace tanto vederti invece.- e si diresse verso la classe, con Angelo dietro.

- Ti sei offesa?- chiese con aria dispiaciuta

- Non ti dirò di smetterla, perché sarebbe inutile.- la campanella suonò.

Angelo sbadigliò, l'unico che aveva il coraggio di farlo durante un interrogazione. Mary sospirò. Il prof di religione non era stato in grado di fornirli nuove informazioni sul Collegio Scuola di San Giuseppe dato che aveva insegnato lì prima che arrivasse Padre Ernesto e per ultima risorsa gli toccava la biblioteca comunale, non che altro luogo in cui c'era internet gratis. Peccato che quei giorni era chiusa. Mary lanciò un occhiata veloce ad Angelo, a quanto pare il sabato in sua compagnia era proprio inevitabile. Angelo tornò a posto con un altro dieci.

- Bravo eh?- disse

- Si. Bravo.- Angelo sorrise

- Spero che casa mia ti piaccia, ti offro pranzo?-

- No. - Angelo ridacchio. Detestabile. Qualcuno bussò alla porta. Una bidella

- Cerco Marianna Farfallone è qui?-

- Si. - rispose la prof

- Marianna?- Marianna alzò la mano

- Vieni ti devo dire una cosa. - Marianna si alzò e andò dalla bidella

- Senti cara, tua madre ti sta venendo a prendere. Sembra che tuo fratello sia peggiorato. Preparati.-

- Oh merda.- Mary si precipitò a posto e fece lo zaino in due secondi. Salutò velocemente la classe ed uscì in corridoio.

In ospedale...

- State tranquilli, è stabile. Però... È meglio che resti almeno qualche giorno qui- il medico li squadrò

- Come mai non gli avete dato più medicine?-

- E secondo voi possiamo comprarle?- rispose Giovanna, stringendo i pugni.

- Ma magari...-

- Ma magari cosa?- Mary oltrepassò la madre e il medico ed entrò nella stanza dove Giuseppe era stato ricoverato. Suo fratello era nel letto, pallido ed accaldato.

- Giuseppe, Giuseppino?- Mary gli prese la mano e lui aprì occhi spaventato per poi rilassarsi subito alla vista della sorella.

- Mi dispiace Mary. - mormorò

- Per cosa?-

- Mi sono alzato e sono uscito fuori, per portare Hob a passeggio.-

-COSA?!-

- E che quando arrivi da lavoro sei sempre così stanca. Pensavo che se avessi dormito dieci minuti in più saresti stata meglio, si lo so è una cosa stupida, ma... Io... Volevo farti vedere che sto meglio e che puoi lavorare meno.- Mary si sedette

- Josef... Ma che ti è saltato in mente! Josef... Appena torniamo a casa non farlo più ok? So che è dura, è dura per tutti, ma starai meglio te lo prometto.- guardò il cielo. Le cure che Carlos gli aveva promesso erano essenziali. Doveva trovare il prete indipendentemente se fosse stata una cosa pericolosa o meno ma doveva trovarlo. Il telefono squillò. Era Caio

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!