I magazzini

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Mary si svegliò sbadigliando. Guardò cosa stava usando per cuscino: il libro di inglese. Non aveva neanche finito i compiti che si era addormentata. Ragionò sul da farsi e ci volle poco per decidere. Avrebbe marinato la scuola e avrebbe iniziato ad indagare. Prese lo zaino e ci ficcò dentro una felpa, la busta, il telefono,due panini e uno snack per Hob, essendo che aveva intenzione di portarselo dietro anche se così sarebbe stata più individuabile ma ciò non era un problema. Si cambiò e andò in sala, dove Hob dormiva ma bastò che Mary gli mettesse le crocchette nella ciotola per farlo svegliare. Lo guardò mentre finiva di mangiare e li disse

- Andiamo a fare un bel giro oggi, che ne dici?-

- Un giro? A me non pare che sia sabato o domenica.- Giovanna entrò sbadigliando

- Oggi non vado a scuola.- rispose Mary usando la finestra della cucina per specchiarsi mentre si pettinava

- Fa come vuoi.- sua madre era stata sempre disinteressata sulla questione scuola o legge. La scuola smise di interessarle dopo il divorzio, anzi, per lei era una spesa. Non era mai più andata a prendere le pagelle o a parlare con i professori. Non gli importava dell'andamento scolastico di sua figlia, firmava diario e comunicazioni tanto per firmare. Sulla legge non era così disinteressata, ma il disprezzo per il sistema giudiziario non lo nascondeva, per questo non guardava mai il telegiornale. Infatti era solita a dire

- In questi tempi uccidi qualcuno, ti fai sette od otto anni perché ti fai passare per scemo, esci e ti rifai una vita e ti trattano come se fossi cittadino modello. E poi la legge cosa fa per noi umili? Una sega. - per questo sul fatto che sua figlia marinasse di tanto in tanto la scuola era poco preoccupata.

- Dove vai?-le chiese

- In centro.-

- In centro? Ma non odiavi andarci?-

- Oggi ci devo andare.-

- Per cosa?-

- Devo prendere le medicine per Giuseppe.-

- Non c'eri andata sabato scorso?-

- Si ma questo sabato non ci posso andare.- Giovanna si ficcò una gomma da masticare in bocca e si mise a truccarsi mentre Mary si preparava un toast.

- E perché non ci puoi andare?-

- Devo andare a casa di un compagno.- sua madre fischiò

- Per una ricerca su il Varano di Komodo.- sibilo Mary. Sua madre ridacchio

- Come si chiama il fortunello?-

- Fortunello una sega, è uno stronzo.-

- Il classico tipo misterioso? Interessante.- Mary la guardò male

- Che c'è? Le storie romantiche sopranaturali non ti piacevano?-

- Ubriaca già di prima mattina.- Mary si sedette mangiando il toast rumorosamente. Sua madre smise di pettinarsi per darsi il rossetto poi si sedette anche lei e prese lo smalto dalla tasca della maglia.

- Allora? Me lo vuoi dire il suo nome? Sono pur sempre tua madre.- Mary sbuffò

- Angelo.-

- Per uno stronzo non è un gran nome. -

- Già.-

- Come mai ieri sei rientrata alle 10?- Mary li raccontò cos'era successo al lavoro, sua madre sputò nel posa cenere

- Te l'ho detto, dovremo fare come gli operari dei secoli scorsi, ribellarci.- finì la prima mano.

- Quante birre hai intenzione di bere oggi?- si informò Mary

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!