Capitolo Diciannove.

772 34 8

Mancano solo venti minuti alla fine delle lezioni, non riuscirò mai a trattenermi in tempo. Non vedo l'ora di uscire da qui, e andare di corsa da Shawn.

Finalmente la campana suona rompendomi i timpani e risvegliandomi da tutti i sogni ad occhi aperti fatti su Shawn. Prendo i libri e li sbatto dentro l'armadietto poi corro fuori in cortile alla velocità della luce.

Apro con tutta la mia forza i portoni della Dunbarton e cammino velocemente verso la figura ancora incappucciata, che ha anche addosso un paio di occhiali da sole, che gli coprono mezzo viso.
«Mendes» urlo sorridendo alla visione paradisiaca di Shawn.
«Ce ne hai messo di tempo Oceans» si toglie il cappuccio sorridendo e subito dopo si sfila pure gli occhiali. Sento immediatamente un gruppetto di ragazze urlare, corrono verso di noi e si buttano tutte su di lui.

Qua l'educazione è solo un lontanissimo miraggio.

«Scusate ragazze, ma ci vedete? Lo state praticamente soffocando». Alzo una mano per farmi notare e cerco di immischiarmi nella folla.

«Meglio se te ne vai bella, Shawn non è mica solo tuo». Una ragazza mi guarda perfidamente, mostrandomi un sorriso falso, poi si ributta nel caos cercando di ammazzare il mio quasi ex ragazzo.

«Scusa piccola, mi fermo cinque minuti a far le foto, poi vengo subito da te. Sarò tutto tuo» urla cercando di farsi sentire. Lo guardo formando un'espressione triste ed avanzando verso la fermata del bus. Lo vedo dimenarsi tra le ragazze, tutto c'ho senza nessun risultato.

«Guarda che casino davanti scuola, che è successo?» mi giro, una ragazza dai capelli rossi ed occhi chiari mi guarda perplessa.
«C'è un tipo famoso...»
«Ah si? Girano voci che qui ci sia la sua ragazza, sarà probabilmente venuto per lei» la sua ragazza ero io, tipa dai capelli rossi.
«Hai ragione, chissà se è ancora vivo quello» dico scoppiando in una piccola risata.
«Mi sa di no, comunque io mi chiamo Sofia» mi da la mano e gliela stringo.
«Io Venere...»
-
Scendo dal bus con un pezzo di carta contenente il numero di telefono di Sofia. Sorrido pensando alla ragazza che ho appena conosciuto.

Entro in casa e sento dei rumori provenire dalla cucina,
«Come è andata amore?» urla mia madre alla chiusura della porta d'ingresso.
«Sei tornata dal Mississippi...» entro in cucina e vedo che sta preparando una crostata.
«Si, settimana prossima già devo ripartite... vado a Roma» la guardo, le sorrido poi mi riavvio verso la porta,
«Okay, capito, io salgo in camera, devo recuperare alcuni compiti della settimana, sono tantissimi, chiunque suoni a parte papà, non aprire, capito???»

«Amore, sai che non sono cosi tanto vecchia da non usare i social? Potevi tranquillamente dirmi di te e Shawn, non mi sarei arrabbiata!». Divento rossa alle parole appena dette.

«Mamma, lo so... Solo che te ti prolunghi sempre, tipo quando in prima media avevo una cotta per Logan, mi hai rotto le scatole fino all'anno scorso!
Ora comunque lo sai, contenta??? Ho litigato con Shawn, quindi se lo vedi alla porta non aprirla. Grazie!» urlo, non rendendomi conto di tutto quello che le ho appena detto e che non le avrei mai detto.

«Va bene, ti porto un po' di crostata...»

Dopo un'eternità, finalmente salgo le scale. Mi butto sul letto e penso al fatto che questa notte ci ha dormito Cole.
-
«Si vede quanti compiti devi fare» mia madre entra in camera con un piatto riboccante di fette di crostata alla fragola.

«Mangia, sei magra» dice dandomi un bacio dolce sulla fronte.
«Il tuo caro è venuto alla porta, quando hai tempo vai a vedere la soglia... ti ha portato qualcosa...»

Dopo cinque minuti di totale silenzio decido di parlare.
«Mamma, sai che sono stata con lui quattro giorni a New York... abbiamo litigato tutto il tempo... non so più che fare.
Io lo amo tanto, ma se continuiamo a litigare, non andremo mai avanti» dico piuttosto imbarazzata, non ho mai avuto conversazioni del genere con mia mamma, mi vergogno tantissimo in questo momento.

Tasty Lips. (Shawn Mendes)Leggi questa storia gratuitamente!