Scuola, prepotenti e... Amiche?

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10.30 del mattino. A scuola ( durante quella benedizione di nome intervallo)

Mary uscì dall'aula e si diresse verso il distributore di merendine. Era lunedì e quel pomeriggio sarebbe andata a lavorare, sentiva già la schiena farle male. Il distributore era vicino ai bagni e così li toccò fare a zig zag tra prof e studenti. Quando però giunse a destinazione notò con delusione che i panini al salame erano finiti, così decise di optare per uno al prosciutto. Ma proprio quando stava per inserire i soldi sentì una voce minacciosa e ben conosciuta

- Guarda, guarda chi c'è la secchiona.- Mary si girò guardando con odio Albert Corazza. Albert era un pluriripetente, alto, cattivo e temuto da tutti. Era abbronzato, brufoloso, con i denti cariati e con un alito che stendeva. Aveva i capelli grigi, corti, tenuti a cresta. Vestiva sempre con un paio di jeans strappati, una cintura nera, un giubbotto nero di pelle, orecchini a forma di teschio, aveva anche un tatuaggio sulla spalla destra, un coltello insanguinato con una rosa attorcigliata sul manico. Ma Mary notò che non c'è l'aveva con lei ( in fatti gli era sembrato strano che l'avesse chiamata secchiona, di solito la chiamava: la figlia della prostituta.) Albert ( insieme a suoi due fratelli: Jerry e Silvio, molto simili a lui per aspetto e par carattere soltanto più piccoli e meno cattivi, si diceva che loro fossero addirittura i primi ad avere paura del fratello maggiore) stava minacciando una ragazza, forse una primina. La ragazza era bassa, magra, con i capelli lunghi, rossi e lisci, tenuti a coda di cavallo. Aveva gli occhiali e sulle guance delle lentiggini che la rendevano ancora più carina. Indossava degli stivaletti neri, una gonna marrone che gli arrivava al ginocchio, una camicia dal colore rossiccio che si intonava perfettamente con i suoi capelli. Teneva in mano dei libri e guardava terrorizzata i bulli che pretendevano la mano perché volevano i suoi soldi. Soltanto Mary li vedeva, perché erano parzialmente nascosti da un muro ed i pochi alunni che li notavano scappavano via dalla paura.

- M, m, ma io... Non li ho...- rispose la ragazza tremante alla minaccia dei tre.

- Ah sì? - li rispose Jerry

- E la merenda come te la compri?- la ragazza deglutì

- Io... Me la porto da casa. -

- Vorresti dire che non ti porti neanche uno spicciolo?!- domandò minaccioso Silvio

- Senti, secchiona dei miei stivali dacci i soldi e non dire niente a nessuno o se no te la farò pagare. E non sarà piacevole, credimi.- Albert era stato diretto, come sempre. La ragazza, con le lacrime agli occhi, estrasse dalla tasca venti euro e cinquanta centesimi, Albert annui soddisfatto

- Vedi che c'è li avevi i soldi?- poi ridacchiando allungò la mano per prenderli, Mary aveva visto abbastanza.

- Ehi! Alberto!- lo chiamò avvicinandosi e tutti e quattro si voltarono contemporaneamente.

Mary era più alta di Silvio e Jerry, che erano bassetti un metro e 67-68 (Mary era 1,74 scarsi) ma non temeva Alberto, che a suo parere, alla fine era tutto fumo e niente arrosto.

- Marianna?- domandò incredulo Jerry.

- Ragazzi vi immaginavo più furbi, chi vi dice che siano tutti i suoi soldi?- Silvio aggrottò la fronte

- Che intendi dire?- chiese

- Prima l'ho vista con più soldi e alla macchinetta non c'è stata.- Alberto guardò la quattr'occhi

- È così?- il suo viso era rosso dalla rabbia, poi guardò Mary

- E dove li ha?-

- Nella tasca del dragone che contiene tutti i segreti dell'universo tranne che la vostra stupidità, che è troppo grande da contenere.- le rispose Mary con un sorrisetto ironico. I bulli diventarono viola dalla rabbia, li aveva presi in giro!Albert si tirò su le maniche

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