Capitolo 1. Lavoro

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Alle 21.00 di sera. Sabato.

- Bene, per oggi io ho finito. Io vado Elena, buona continuazione.-

Marianna si levò il sudore dalla fronte, la donna vicino a lei sbuffò

- Buona domenica, Marianna.- Chiara guardò la diciassettenne chiedendosi perché alla povera ragazza non le poteva capitare una sorte migliore. Non era una brutta, anzi. Era abbastanza alta, i capelli erano di un nero corvino, gli occhi grigi, pelle pallida. Il suo sguardo era però assente e se la giornata era discreta, triste. Non l'aveva mai vista sorridere o sentita ridere. Mary, così la chiamavano.

Mary annui, prese la giacca e uscì dal reparto qualità in cui lavorava. Fuori il vento era freddo e di tanto in tanto pioveva, a capo chino si incamminò verso la fermata del bus. Un filo di vento le scompigliò i capelli, sospirò. La fermata era proprio alla fine del parcheggio della fabbrica di scarpe, il suo cartello era tutto arrugginito e scarabocchiato da qualche deficiente. Ma era normale. Mary abitava in una grande città in Piemonte, tutta figa e importante, ma nella periferia (soprattutto il peggio della periferia) faceva desiderare, molto desiderare. Mary guardò il suo riflesso in una pozzanghera. Non aveva mai avuto un'alta considerazione di sé. Le occhiaie erano a tanto così scure da essere più nere dei capelli. Il suo viso smagrito la faceva sembrare uno scheletro vivente. Aveva le scarpe consumate e portava dei vestiti comprati tre anni fa, ed iniziavano a starle stretti. Sbadigliò, il bus era in ritardo di dieci minuti. Prese dalla tasca il suo telefono preistorico, nessun messaggio. Scrisse a sua madre

- Tornerò più tardi, il bus è in ritardo. - Un paio di minuti dopo la madre le rispose

- Si okay buon lavorooo!!

Era ubriaca, ma ormai Mary non si stupiva più. Il rumore del bus lo precedette di due minuti, alla fine però quel vecchio catorcio riuscì a fermarsi. Mary salì, c'era solo lei. Il vecchio Pietro le sorrise, mostrando i tre denti mancanti. Pietro era il conducente del bus ed era coreano, ma in Italia s'era ambientato così bene da saper parlare discretamente il dialetto piemontese. Aveva la pelle rugosa, i capelli bianchi, gli occhi castani. Era sposato con una immigrata francese e aveva tre figli, che di certo tra, italiano, coreano e francese dovevano andar bene di lingue, Mary avrebbe trovato normale la scelta del linguistico come scuola superiore. Naturale . Pagò il biglietto e si lasciò cadere su un posto in prima fila, vicino al finestrino.

- Allora, come è andata al lavoro?- chiese gentile Pietro, accendendo il motore e partendo lasciando una scia di fumo ad inquinare l'aria.

- Una merda. Come al solito. E a te?- rispose Mary

- Ho preso due persone in più del normale. Niente male eh?-

- Davvero niente male. Dovrebbero aumentarti lo stipendio.-

- Dovrei renderlo noto al mio capo. La tua... Famiglia? Insomma, come va? Sempre se me ne vuoi parlare ovvio.-

Mary guardò fuori per qualche minuto, pioveva. Poi respirò profondamente e decise che voleva fidarsi di Pietro

- Frank si trasferisce in India con quella stronza di una ventenne e ci manderà meno soldi.- Frank non era altro che il padre biologico di Marianna, ma lei non l'aveva più chiamato papà, babbo o padre da quando lui aveva deciso di lasciare la famiglia prima per una quarantenne per poi lasciare questa per una donna indiana che apparteneva ad una ricca famiglia, rovinando l'esistenza della figlia, della madre e del fratello minore (di Mary) Giuseppe.

- Cavolo, io... Mi dispiace davvero. E come farete?-

- Non lo so. Abbiamo troppi debiti e io, che sono ancora minorenne e vado a scuola, non mi lasciano lavorare qualche ora di più e poi sono anche in nero.-

- Ma con diciassette anni potresti smettere, naturalmente non dico che devi...-

- Nel mio caso non posso. Ho iniziato un anno dopo e all' inizio della prima media per via di vari casini famigliari tipo: trasferimento da Saluzzo, non sono andata a scuola e sono rimasta segata.-

- Quindi devi andare ancora un anno per non avere problemi con la legge.-

- Esatto.- Pietro si morse il labbro, preferendo cambiare argomento

- Allora... A scuola tutto bene?-

- Non c'è male. Da quando i peggiori sono stati bocciati l'anno scorso la classe in generale... È contenibile, diciamo.-

- Ma non so... Interrogazioni, verifiche...-

- Se togliamo inglese, che l'ultima verifica c'è l'ha fatto una settimana fa e adesso c'è ne fa turna un'altra, è più o meno tutto nella norma.-

- Magari c'è di più.- Pietro le fece l'occhiolino, ma Mary non capì

- Devo indovinare?- chiese, Pietro ridacchiò

- Non lo so, magari qualche bellimbusto... Si dice che voi ragazze abbiate un debole per i biondi è vero?-

- Domani chiederò a Federica, lei è molto più esperta di me sui biondi. E comunque vai a quel paese.-

Mary aveva di meglio da fare che correre dietro ai ragazzi. Doveva lavorare per mantenere una famiglia.

ciao ragazzi sono io l'autrice per prima cosa vi ringrazio per aver iniziato a leggere questa storia e spero che sia di vostro gradimento! Per prima cosa mi scuso per eventuali errori grammaticali e accetto più che volentieri critiche costruttive e consigli. Per celebrare questo primo capitolo ci tengo a spiegarvi alcune cose: la storia sarà molto lunga ed è tutta farina del mio sacco, l'ho scritta un anno fa su word ma per vari motivi non ho potuto pubblicarla prima e qualche mese fa me la sono revisionata tutta ed ho deciso di pubblicarla qui su wattpad. La mia idea è di pubblicare almeno un capitolo ogni due giorni nel pomeriggio e per ogni imprevisto farò del mio meglio per avvisarvi. Scrivo dal computer ma in realtà ho l'app sul cellulare quindi se volete scrivermi dovrei riuscire a rispondervi tranquillamente. Dato che però oggi è il giorno dell'inizio di una grande avventura ho deciso di pubblicare sul tardi anche il secondo capito della storia per rendere ancora più speciale questa giornata. Spero di non avervi annoiati e vi auguro una buona lettura!

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!