Equilibrio

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Dopo quella notte a Napoli, tutto è cambiato. Nelle settimane successive, riuscire a dormire è stata l'impresa più difficile. Ogni volta che mi mettevo a letto, le immagini di quegli umani che cadevano a terra, sciogliendosi in cenere, si facevano spazio tra i pensieri, occupando ogni angolo libero della mia mente. Chiudevo gli occhi, ma i colori erano più nitidi, la visione più straziante, e così li riaprivo, fissando il poster dei Metallica sul soffitto per ore, finché la stanchezza non prendeva il sopravvento su di me.

E pensare che master aveva detto che quella era stata solo una prova, un inizio...

La morte avrebbe fatto parte della mia vita d'ora in poi.

Dopo quella notte, credevo che al Covo il master avrebbe avuto un po' più di compassione per noi, ma non è stato così. Anzi, il clima è solo peggiorato.

È come se una tempesta avesse iniziato a tormentare gli animi di ognuno di noi. L'allenamento è ricominciato qualche giorno dopo, più intenso e doloroso. Il master ha iniziato a pretendere di più, riducendo le nostre forze allo stremo e le nostra ossa in pezzi. Ha sequestrato il coltellino a Raffaele, costringendolo a spingersi nel poter aprire ferite con solo l'uso dei poteri. Ha imparato velocemente, ma non è stato piacevole, né per lui né per noi.

Il suo umore è cambiato: è diventato più scontroso e non riuscivo più a parlarci senza finire col litigare. La stessa cosa è accaduta con Lisa, anzi, forse con lei le cose andavano pure peggio: una sera, Raffa le aveva rubato il posto sul divano, occupandolo con la sua schiena, sdraiandosi esausto. Lei si è infuriata. Le loro urla hanno fatto tremare l'intero Covo, tanto che sono stata costretta a interrompere la telefonata con Michele.

Non era colpa loro, non lo era di nessuno.

Anzi, forse Lisa è quella che ha vissuto peggio quella situazione. La morte di Cesare l'ha distrutta: ha smesso di ascoltare la sua solita musica, soprattutto le canzoni di Bon Jovi che amava tanto. Ha strappato alcuni poster, nascosto le foto di lei e Cesare nei cassetti del comodino, si è cancellata da Facebook e per un po' ha mangiato solo gelato al pistacchio (non so perché proprio a quel gusto). Infine, ha proibito a me e a Raffaele di chiamarla col suo soprannome preferito: Charlie.

Tre settimane dopo, ero al limite della sopportazione. Ho iniziato ad accarezzare l'idea di tornare a casa, a Milano, il master non me lo avrebbe impedito. A volte, durante l'allenamento, ci diceva che se non ce la facevamo più, che se volevamo staccare, avremmo potuto benissimo ritornare alle nostre vecchie vite. Ne ho parlato anche con Bobo – gli avevo già rivelato che sono una Guardiana qualche mese prima, credeva stessi scherzando, ma quando gli ho spiegato tutto la sua reazione era più o meno stata: "oh mio Dio, che figo, la mia migliore amica è una strega!". Almeno lui l'aveva presa bene. Michele mi ha detto che un'occasione del genere non mi sarebbe mai più capitata, ma che se stavo veramente male, tanto valeva tornare a casa. A quel punto ci ho pensato sul serio, eppure mi sono resa conto che non potevo ritornare a Milano: ormai sapevo troppo, non sarei mai riuscita a dimenticare. Inoltre c'erano le Anime, i Cacciatori, i miei poteri... non sarei sopravvissuta a lungo.

Così ho deciso di restare, appena in tempo per assistere alla sorpresa che ha sconvolto tutti noi Ryod: un mese dopo quella notte di luglio, erano comparsi dei nuovi poteri.

Raffaele è stato il primo, tanto che per poco non ha ucciso la sua cavia prima della prova finale. L'umano aveva cominciato a vomitare litri di sangue scuro, quasi nero e fin lì tutto normale... finché il liquido non ha bagnato le punte delle dita, facendole marcire di colpo. Il master ha testato la cosa sopra un pezzo di legno e poi di metallo: il sangue agiva come un acido, sciogliendone la superficie.

Due settimane dopo, è arrivato anche quello di Lisa. Un pomeriggio, infatti, ho sentito provenire dalla sua stanza le urla del suo uomo che la imploravano di togliergli quel "fischio assordante" dalle orecchie.

Ero impaziente di conoscere il mio nuovo potere, quando a distanza di una settimana, quasi per caso, è arrivato. Anzi, sono arrivati.

Quattro nuovi poteri. Il primo è stato il teletrasporto: il mio corpo si è trasformato in una rapida e sottile scia di cenere e, senza sapere come, mi sono ritrovata nella stanza di Raffaele proprio mentre lui era in mutande. Nonostante l'imbarazzo iniziale, quando sono corsa in camera mia e ho ripensato alla scena, mi sono resa conto di una cosa: io stavo già pensando a Raffa e avrei voluto essere con lui.

Il secondo è arrivato una sera, dopo cena, quando durante uno scherzo stavo facendo dondolare un cucchiaino tra le dita. Senza neanche accorgemene, l'ho spaccato. Improvvisamente, in cucina è calato il silenzio e tutti i presenti sono rimasti basiti davanti dalla facilità con cui avevo diviso in due una posata con solo la forza delle dita. Ci ho riprovato con una forchetta: l'ho stretta appena e si è spezzata. Forza sovrumana... Inutile dire che per un po' ho mangiato con le posate di plastica.

Il terzo è stato il dolore psicologico, a fine settembre. Ho scoperto di poter far rivivere alla vittima i ricordi a lei peggiori, così come emozioni e pensieri a essi legati. Per quanto crudele fosse, però, è diventato il mio preferito sin dalla prima volta. Il dolore e la rabbia cambiano le persone, io e Daniele, la mia cavia, lo sappiamo bene, ma nonostante solo alcuni di noi sanno riusare le parole come armi. I suoi insulti mi hanno fatto male, quel pomeriggio, penetrando nella carne come aghi... ed è stato un piacere quando dalla furia sono entrata nella sua mente e l'ho sentito gridare di nuovo, più forte.

Infine, a inizio ottobre, è arrivato l'ultimo, il più faticoso e impegnativo, un'abilità che nessun Guardiano, in teoria, dovrebbe possedere: la trasformazione in Ayem.

Quando mi sono vista per la prima volta in quella forma nello specchio di camera mia, per poco non mi è venuto un colpo: il fisico era magro e slanciato, l'altezza di almeno venti o trenta centimetri in più; i capelli biondi erano diventati scuri e i boccoli, prima crespi, si allungavano fino al sedere, lucidi e voluminosi. Le labbra erano piene, grigie come la pelle, mentre gli occhi erano due pozzi neri come la notte più buia. Le mie capacità erano aumentate: ero diventata più forte, più agile e anche più astuta.

Era una figata pazzesca, ma nonostante ciò quest'ultimo potere ha intimorito il master e non di poco: un'abilità del genere era propria solo dei Cacciatori.

Mi sono sentita male non appena me lo ha rivelato e l'idea di poter essere una di loro mi ha raggelato il sangue. Credo che il master l'abbia percepito, perché ha cercato subito di rassicurarmi: ero di sicuro una Guardiana, una Guardiana strana.

I ragazzi sono venuti a saperlo subito, ovviamente, ma finché non hanno visto ciò che ero in grado di fare mentre ero in quella forma, non ci hanno dato molto peso: era un potere come un altro. Ma quando un pomeriggio, in palestra, mi sono trasformata, i loro volti sono sbiancati all'istante,.

In quel momento avevo capito che le cose erano cambiate: in quel momento ero io la più forte.

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