35. Il Ministero

Comincia dall'inizio

Oliver si guardò attorno restando a bocca aperta.

Era così bello ed elegante quel posto che Oliver si sentì quasi in disordine con i suoi abiti da lavoro.

Fortunatamente il Primo Ministro lo voleva sempre impeccabile con giacca e cravatta!

“Sono il Signor Weasley, ho prenotato un tavolo per due…” disse all’uomo all’entrata che dopo aver controllato sullo schermo del computer che aveva davanti annuì e fece strada ai due.

Il tavolo a loro assegnato era nascosto rispetto al resto della sala e Oliver e Charlie potevano benissimo avere una conversazione sul Quidditch senza ricevere occhiate stranite dai babbani che li circondavano.

Dopo essersi seduti, Oliver guardò con timore reverenziale Charlie che si stava sollevando le maniche della maglia lungo le braccia, mettendo in risalto i muscoli.

Oliver lì osservò per qualche secondo ma distolse subito lo sguardo imbarazzato non appena si accorse dell’occhiata divertita dell'uomo.

“Allora… dimmi un po’, hai detto che hai avuto una giornataccia…” disse Charlie con un sorriso incoraggiante e Oliver si strinse nelle spalle.

“Dove siamo esattamente?” Chiese mentre un cameriere si avvicinava a loro e porgeva dei menu.

“Vi porto qualcosa da bere?” Chiese l’uomo mentre Oliver leggeva il menù.

“A me va bene l’acqua…” disse Oliver guardando Charlie.

“Sicuro? Vino?”

Oliver sbarrò gli occhi.

“È che non so se lo reggo…”

“Ma mangi nel frattempo..” disse Charlie prima di ordinare una bottiglia di acqua e una di vino bianco.

Oliver guardò il cameriere allontanarsi e poi posò nuovamente !a sua attenzione su Charlie.

“Dubito tornerò a casa sulle mie gambe…” disse Oliver sfogliando il menù.

“Ti accompagno io se vedi di non reggerti in piedi… cosa ordini?” Chiese guardando a sua volta il menù.

Oliver lesse con attenzione i primi piatti

“Non saprei… questi ravioli con sugo di funghi mi intriga tantissimo…”

Charlie annuì.

“Io credo che prenderò il fritto misto di pesce…”

Oliver chiuse il menù e guardò Charlie continuare a leggere.

Quando si accorse del suo sguardo sollevò gli occhi e sorrise.

“Scusa, stavo già puntando lo sguardo sui dolci. Sono ottimi in questo posto…”

“Ci sei già stato?” Chiese Oliver sentendo una brutta sensazione alla bocca dello stomaco.

"Personalmente no, ma il mio ex c'è stato una volta e ne era rimasto entusiasta. Così questa volta ho voluto provare anche io..."

"Sei già stato fidanzato quindi?" Disse Oliver deglutendo.

"Si. Per dieci anni. Poi... Ho capito che il mio destino non era con lui..." Spiegò Charlie sorridendo. "Tu invece?"

Oliver avvampó.

"Non... Non mi sono mai interessato alle relazioni... Lo studio è sempre stato più importante..."

Charlie lo guardò con un lampo di interesse nello sguardo che fece sciogliere gli organi interni di Oliver che si mosse a disagio sulla sedia.

Perché ogni volta che gli occhi azzurri di Charlie si posavano su di lui si sentiva andare a fuoco?!

"Cosa studiavi in particolare ad Hogwarts?" Chiese Charlie mentre il cameriere arrivava per prendere le ordinazioni.

Dopo che se ne fu andato, Oliver posò lo sguardo su Charlie che stava aspettando una risposta.

"Mi piacevano incantesimi e soprattutto i duelli. Ma adoravo giocare a Quidditch. Sono stato il portiere per la Squadra di Grifondoro per anni. Mi è dispiaciuto diplomarmi..."

"E perché non hai continuato a giocare?" Chiese Charlie interessato.

Oliver abbassò lo sguardo.

"In realtà... So che mio padre voleva farmi giocare da bambino a Quidditch per il Puddlemere United. Solo che c'era da fare la domanda ma mio padre si è ammalato...."

"Oh che peccato! Avrei potuto allenarti..." Disse Charlie con un sorriso e Oliver arrossì.

"È vera la storia di te e Malfoy?"

Charlie sollevò lo sguardo e guardò Oliver in silenzio.

"Siamo grandi amici. Non c'è nulla tra di noi..." Disse Charlie con un sorriso e Oliver annuì.

Voleva saperne di più perché i giornali li avevano fotografati mentre si baciavano ma non gli sembrava il caso di chiedere di lui mentre erano insieme al primo appuntamento.

"So che hai una sorella vero?" Chiese allora.

"Si! Si chiama Ginny. Ma non è l'unica sorella che ho. Ho altri cinque fratelli. Uno è il marito di Hermione. Ho un fratello di un anno più grande di me che si chiama Bill... E due gemelli... Fred e George..."

"Credo che Hermione lo consideri un ex visto che oggi oltre ad arrabbiarsi con il Ministro della Cooperazione internazionale magica si è arrabbiata con il suo avvocato..."

Charlie sospirò.

"Non posso darle torto. Mio fratello ha sbagliato... Però resterà sempre il padre dei suoi due bambini. Non devono rimetterci loro...." Disse Charlie. "Tu hai fratelli?"

"Oh no, io sono figlio unico. Vivo con mia madre che dopo la morte di mio padre non si è mai più risposata. È per questo che mi sono sempre dedicato allo studio e al lavoro. Per ripagare i suoi sacrifici..."

"Sei un bravo ragazzo, Oliver..." Disse Charlie con un sorriso mentre il cameriere portava loro i piatti ordinati.

"Però adesso mi sono stancato di fare il bravo ragazzo, penso di voler cominciare a fare un po' di esperienza..." disse prima di abbassare la testa sul piatto.

~*~

Quando uscirono dal ristorante fortunatamente aveva smesso di piovere.

I due si diressero verso un vicolo nascosto da occhi indiscreti e questa volta fu Oliver a condurre Charlie vicino a casa.

Dopo essersi materializzati, Oliver prese a percorrere l'isolato che lo divideva dal palazzo dove si trovava l'appartamento nel quale viveva con sua madre.

Quando raggiunse il portone, si voltò verso Charlie che aveva entrambe le mani nelle tasche del cappotto che indossava.

"Grazie per la bella serata..." Disse Oliver con un sorriso mentre osservava Charlie raggiungere fin sotto il portone.

"Grazie a te..." Disse Charlie allungando una mano verso la sua guancia per accarezzargliela.

Oliver guardò Charlie che aveva abbassato lo sguardo sulle sue labbra.

Il suo cuore prese a battere furioso nel petto mentre vedeva l'allenatore sporgersi verso di lui.

Non appena gli sfiorò le labbra con le proprie, Oliver sollevò le mani posandole sul petto dell'uomo.

Invece di rispondere al bacio, fece pressione e lo spinse via.

"No!" Fu tutto quello che disse, prima di osservare Charlie fare un passo all'indietro, in segno di rispetto.

A sabato prossimo! 

~Drarry~ IL CUORE NEL BOCCINO🌈Leggi questa storia gratuitamente!